Rai, finita l’era Masi: arriva Lorenza Lei?

Rai, finita l’era Masi: arriva Lorenza Lei?

Mauro Masi lascia la Rai dopo essere stato nominato AD della Consap

    Mauro Masi Rai addio

    Mauro Masi non è più il direttore generale della Rai: le dimissioni dovrebbero essere formalizzate nel CdA di mercoledì 4 maggio, ma si tratta di un atto inevitabile visto che oggi Masi è stato nominato Amministratore Delegato della Consap, ruolo per il quale è essenziale che lasci Viale Mazzini. Entra nel vivo la guerra di successione: per molti i giochi sono ormai fatti, con Lorenza Lei - vice direttore generale ben vista dal Vaticano – pronta a subentrare al suo ‘ex’ capo; ma nessuno se la sente di escludere le ipotesi Antonio Verro, attuale membro del CdA Rai, e Fabrizio Del Noce, già direttore di RaiUno e ora alla guida di RaiFiction.

    La Consap (concessionaria di servizi assicurativi pubblici) ha nominato Mauro Masi nuovo Amministratore Delegato nell’assemblea tenutasi oggi, in prima convocazione: segno che non si vuole perdere ulteriore tempo per il cambio della guardia alla direzione generale della Rai lasciata vacante da Masi, pronto ad assumere il nuovo incarico.

    La procedura di nomina del nuovo DG Rai non è proprio semplicissima: nella riunione del CdA Rai del 4 maggio prossimo l’assemblea degli degli azionisti Rai (che comprende il CdA, il Ministero del Tesoro e la Siae) proporrà una o più candidature per la sostituzione; toccherà quindi al Ministero del Tesoro (con parere vincolante) indicare il nuovo direttore generale della Tv di Stato.

    Come accennato, per molti i giochi sono già fatti, con Lorenza Lei pronta a subentrare a Masi.

    Intanto non mancano i commenti, politici e aziendali, all’uscita di scena del discusso direttore generale. Festeggiano i consiglieri di opposizione: Nino Rizzo Nervo ribadisce che “il metodo Masi è servito soltanto a paralizzare per mesi l’azienda” e sottolinea la necessità “di voltare pagina con una guida competente ed esperta che abbia a cuore le sorti dell’azienda e sappia dire no all’invadenza della politica”. “Il nuovo direttore generale deve avere la capacità di rimettere subito in moto la macchina – aggiunge Rizzo Nervo – di ridare autorevolezza al servizio pubblico e di traghettare l’azienda nel nuovo mercato digitale”.
    Gli fa eco Giorgio Van Straten, altro consigliere di minoranza Rai: “«Oggi è una bella giornata per la Rai. La nomina di Mauro Masi ad altro incarico mette fine a una gestione negativa dal punto di vista manageriale e subalterna ai voleri della politica”.

    La Commissione di Vigilanza Rai, dal canto suo, si augura una nomina “condivisa”, auspicata sia dal membro di maggioranza Giancarlo Mazzuca (Pdl) che da Giorgio Merlo (Pd), che festeggia il nuovo corso della Rai, così come Paolo Gentiloni (PD) e Leoluca Orlando (IdV), che hanno diffuso a mezzo stampa note di giubilo per l’uscita di scena di Masi, indicato come l’autore di “una delle peggiori pagine della storia Rai [...] che ha pregiudicato l’autonomia dell’azienda sul piano industriale, editoriale e del pluralismo”.

    Si gode la notizia (senza sparare troppo sulla Croce Rossa) il sindacato dei Giornalisti Rai, guidato da Carlo Verna, che ricorda (ironicamente?) i risultati del referendum con cui i giornalisti di Viale Mazzini ‘sfiduciarono’ mesi fa il DG: “Non abbiamo bisogno di commentare ulteriormente – scrive Verna in una nota – ci riportiamo semplicemente all’inedito referendum effettuato a metà dello scorso mese di novembre. Votarono in 1438 giornalisti di cui 1314 si espressero per la sfiducia al Direttore generale (77 invece dissero sì alla fiducia, 18 le nulle, 29 le bianche)”.

    Nessuno sentirà la mancanza di Masi, a quanto pare, neanche la maggioranza che ne ha di fatto ‘deciso’ la sostituzione: noi siamo curiosi di sentire il commento di Michele Santoro, che di certo non perderà l’occasione di dire addio a Masi nell’anteprima della puntata di Annozero di questa sera.

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