Rai, Fini difende Saviano. L’attacco de Il Tempo

Rai, Fini difende Saviano. L’attacco de Il Tempo

La Fondazione Fare Futuro, che fa capo al presidente della Camera Gianfranco Fini, sferra un duro attacco alla Rai, accusandola di tradire il suo compito di servizio pubblico alla luce delle indiscrezioni che vogliono Viale Mazzini pronta a tagliare il programma condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio nel prossimo autunno di RaiTre

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    Fini difende Saviano

    Non è la prima volta che Gianfranco Fini, presidente della Camera, difende Roberto Saviano, l’autore di Gomorra assurto a simbolo della lotta contro la criminalità organizzata. Se in passato gli era ‘capitato’ di invitarlo alla Camera all’indomani di uno dei tanti attacchi sferrati allo scrittore dal premier Berlusconi (contrario ai successi internazionali di opere fictional che restituiscano una ‘pessima immagine’ dell’Italia) ora la difesa arriva tramite il sito web della fondazione Fare Futuro che attacca la Rai, rea di ridurre il numero di puntate del programma che Saviano dovrebbe condurre per RaiTre insieme a Fabio Fazio nell’autunno 2010. “La Rai taglia Saviano: meglio puntare su nani e ballerine” scrive FfWeb, sperando che non sia vero. Parte la controffensiva del quotidiano Il Tempo.

    Procediamo con ordine: a giorni saranno presentati i palinsesti Rai per l’Autunno 2010, ma già da tempo circolano indiscrezioni sulla futura programmazione di Viale Mazzini. Tra questi rumors anche la presenza di un ciclo di appuntamenti firmati da Roberto Saviano e Fabio Fazio, in veste di conduttori, per RaiTre.
    Ma in questi giorni sta circolando una notizia che ben si inserisce nel quadro della ‘rappresaglia’ del Governo contro alcune voci scomode di Viale Mazzini (dalla vexata quaestio con Santoro alle ultime dichiarazioni di Romani su Parla con Me): pare che la Rai sia intenzionata a ridurre (se non eliminare) il programma con Saviano e Fazio.

    In difesa dello scrittore è sceso in campo, senza mezzi termini, la fondazione Fare Futuro, che fa capo a Gianfranco Fini, che in un editoriale comparso sul sito web dell’associazione (a firma di Filippo Rossi) ha tuonato contro l’ipotesi di riduzione dell’impegno di Saviano per la rai, augurandosi che sia una voce infondata. Se così non dovesse essere, Fare Futuro si è portata avanti, domandandosi “Che servizio pubblico sia mai quello offerto dalla Rai” che preferisce, evidentemente, “nani e ballerine” (espressione in voga nell’Italia anni ’80 di Craxi). Vi proponiamo in basso l’articolo comparso su FfWeb.

    La Rai taglia Saviano: meglio puntare su nani e ballerine
    di Filippo Rossi
    Speriamo che non sia vero. Perché non è un bel paese quello in cui la propria televisione pubblica, la televisione di tutti, decide di tagliare un evento culturale prima che mediatico come la trasmissione di Roberto Saviano. Significa che lo stato abdica alle sue funzioni per accontentarsi di nani e ballerine, di zerbini e di veline. Significa che nelle stanze che contano nessuno ha più a cuore le crescita culturale di una società, che si vuole piuttosto allineata e coperta alle ragioni di un potere sempre più vuoto, sempre più stanco, sempre più vecchio. Non lo diciamo per saviano che ha la capacità e la forza di difendersi da solo.

    Lo diciamo per noi e per tutti quegli italiani che vorrebbero essere ancora orgogliosi del proprio paese, per tutti quegli italiani che ancora cercano le ragioni profonde di uno stare insieme, di un riconoscersi, di un apprezzarsi“.

    Non male come inizio. Ma si va avanti:
    Ecco, Roberto Saviano, quel che questo ragazzo rappresenta, è una delle ragioni: l’idea di un paese normale in cui legalità e giustizia abbiano di nuovo un senso concreto, al di là della retorica, al di là della propaganda. L’idea di un paese che sappia dare e costruire opportunità per i propri ragazzi, che sappia dare una speranza di vita. Non come concessione dall’alto ma come obbligo civile: perché altrimenti la politica non ha più alcuna ragione d’essere…Non può piacere un paese che, attraverso la televisione pubblica, mette in conto di tagliare ciò che in una democrazia non può mai essere messo in un angolo: lo spirito critico, la forza della parola, la rabbia della verità. Se una tv pubblica fa questo, è inutile che si fregi di quell’aggettivo – pubblico – che dovrebbe essere garanzia di serietà, di approfondimento, di pluralità”.

    E in chiusura stoccata finale al presunto servizio pubblico:
    Una televisione pubblica che si accontenta di sorvolare senza entrare mai nel merito, che si diverte senza mai interrogarsi, che vivacchia senza vivere, non dovrebbe chiamarsi così. Non è pubblico, un servizio che nasconde la polvere del paese sotto il tappeto di un’insostenibile leggerezza. Un’informazione pubblica che si attarda a parlare di ciò che cantano gli italiani sotto la doccia o dell’incubo della prova costume (provate a indovinare chi è stato?) forse dovrebbe ringraziare quelli come Roberto Saviano, che si ostinano a pensare che fare domande e cercare risposte sia l’anima di ogni democrazia”.

    Immediatamente partita la controffensiva dei quotidiani più vicini al Pdl (o se volete più ostili a Fini). Tra questi Il Tempo, che attacca direttamente il Presidente della Camera, puntando il dito sui suoi rapporti ‘economici’ con la Rai a mezzo della madre di Elisabetta Tulliani, sua compagna, che ha firmato un contratto con la Rai per un ‘format’ inserito in Festa Italiana per un milione e mezzo di euro. Ma leggiamo la risposta de Il Tempo.
    Non perdono un’occasione i finiani per mettere sotto accusa il governo. E per mettere zizzania all’interno del Pdl. Così stavolta Ffweb Magazine, il periodico online della Fondazione FareFuturo, in un corsivo in merito alla possibile riduzione delle puntate speciali del programma di Fabio Fazio realizzate con Roberto Saviano, va giù duro con l’esecutivo [...] Peccato che altrettanto dura non sia stata la rivista sul fatto che la madre dell’attuale compagna di Fini, Elisabetta Tulliani, abbia avuto dalla Rai un contratto per la produzione di un programma all’interno di Festa Italiana. Compenso: un milione e mezzo di euro. Un fatto che FareFuturo ha accuratamente evitato di affrontare“.

    Onestamente non ci sembra che si stia ragionando sugli stessi argomenti… Voi che dite?

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