Rai e Mediaset si accorgono della crisi economica, ma Minzolini censura Letta

La tv si accorge della crisi economica e lancia rubriche e approfondimenti

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    La politica italiana sembra essersi accorta della crisi economica solo ora, complice l’andamento delle borse internazionali, e la tv segue a ruota. Improvvisamente compaiono su Rai e Mediaset speciali, approfondimenti e rubriche per ‘spiegare’ agli italiani quanto sta succedendo, o almeno cercano di dare al pubblico la ‘propria’ versione dei fatti. Lo dimostra anche l’ultimo ‘caso Minzolini’, che ha censurato la drammatica frase di Gianni Letta che ieri non ha esitato a dire “Tutto precipita“, come riportato da Mentana al Tg La7, mentre al Tg1 si è preferito sostituire ‘precipita’ con ‘cambia’. In alto l’introduzione di Mentana all’edizione delle 20.00 del TG La7, di seguito l’edizione del Tg1.

    Se giugno e luglio sono trascorsi nel tradizionale black-out informativo (con la chiusura dei principali talk show di approfondimento) e i Tg hanno continuato, fino a due giorni fa, a chiacchierare delle vacanze (inesistenti) degli italiani, questa metà di agosto ha riacceso drammaticamente i riflettori sulla difficile situazione finanziaria del nostro Paese, crisi che investe da tempo l’Europa (con la Francia nel mirino delle agenzie di rating) e gli Usa (a rischio bancarotta). Da qui un improvviso tour de force della politica, che dopo mesi di apparente tranquillità si è svegliata sotto il sole agostano intenzionata a fare qualcosa per rientrare dei debiti, e un altrettanto improvviso scossone della tv, che ora appronta al momento trasmissioni dedicate alla crisi.

    Da lunedì 8 agosto è partito su Canale 5 Tg5 Numeri in Chiaro (dal lunedì al venerdì al termine della prima serata), un approfondimento di mezz’ora che ha l’ambizione di spiegare la crisi al pubblico, anche se non rinuncia a dare per scontato gran parte degli argomenti scottanti (male tipico della nostra informazione) e finisce per assumere il classico atteggiamento di ‘fiducia’ nel Governo.

    Ora risponde la Rai, aspramente criticata per il silenzio che ha scelto finora e che cerca di correre ai ripari con un po’ di ‘fumo negli occhi’. Si parte oggi: alle 10.45 RaiUno trasmette “La crisi globale e la risposta dell’Italia“, titolo scelto per l’appuntamento a cura del TG1 Economia e di Rai Parlamento dedicato alle comunicazioni del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti alle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. In studio Laura Chimenti e Giovanni Morello, con ospiti e collegamenti da Berlino, Parigi e la Borsa di Milano.

    Sempre oggi inizia TGR Piazza Affari, notiziario economico quotidiano a cura della redazione di Milano, in onda su RaiTre in coda al Tg3, intorno alle 14.50. Domani, venerdì 12 agosto, invece, TV7, il settimanale del Tg1 in onda su RaiUno alle 23.30, dedicherà uno speciale di 20 minuti ai temi della crisi economica, mentre sabato 13 alle 23.40 è previsto uno speciale Tg2 Dossier con Dario Laruffa in studio che coordinerà ospiti e collegamenti con i principali mercati mondiali per capire cosa sta accadendo nelle piazze economiche di tutto il mondo e quali sono le prospettive future.

    Insomma, dopo mesi in cui tutti si sono impegnati a tranquillizzare il pubblico ora, alla vigilia di Ferragosto, Rai e Mediaset spingono sul pedale della crisi: sintomatico il modo in cui ha aperto ieri il Tg1 delle 20.00 di Minzolini (qui il video), con un giro di collegamenti dalle principali capitali europee per illustrare (non spiegare) cosa stia succedendo a Parigi, Londra, Washington, con la conduttrice del Tg1 che ha sfoderato il suo miglior tono ansiogeno. Senza contare la ‘correzione’ alle dure parole del sottosegretario Gianni Letta, di cui vi accennavamo in apertura, denunciata dal senatore Idv Leoluca Orlando.

    Chi davvero vuole capire cosa stia succedendo e provare a immaginare cosa comporterà per noi italiani questa situazione nell’immediato futuro è bene che stia lontano da Rai e Mediaset: meglio La7 e Sky Tg24, che non hanno rinunciato a fare informazione, incorciando le dita per le decisioni del Governo. Per dirla alla Totò in Miseria e Nobilità al Marchesino improvvisamente giunto nella sua bicocca, “se chiede soldi gli do’ un cazzotto in testa!”.