Rai e la tutela legale dei giornalisti, per il Dg Lei “un problema enorme”

Il problema della tutela legale gratuita si estende da Report a tutti i giornalisti di Viale Mazzini

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    Lorenza Lei tutela legale rai

    La questione della tutela legale di Report, cassata (al momento) dal nuovo contratto di Milena Gabanelli e del suo staff, diventa un nodo cruciale nella gestione della Rai. Il dg Lorenza Lei annuncia che le recenti pronunce della Cassazione e la valutazione della Corte dei Conti sulle multe Agcom a Tg1 e Tg2 potrebbe determinare una revisione generale della forme della tutela legale gratuita da parte dell’Azienda che investirebbe tutti i giornalisti di Viale Mazzini. Il problema sarà oggetto della riunione di giovedì 7 luglio.

    La cancellazione della tutela legale gratuita ai giornalisti di Report (finora motivata col fatto che non sono dipendenti dell’azienda, ma collaboratori esterni) ha creato una vera e propria bufera, considerato anche che un suo mancato ripristino metterebbe a rischio la ripresa autunnale del programma di RaiTre, sebbene previsto nei palinsesti Rai presentati lunedì 20 giugno. Quasi a voler chiarire che la decisione di eliminare dal contratto della Gabanelli la clausola che garantiva la copertura legale gratuita da parte dell’Azienda non è una mossa volta alla cassazione indiretta del programma, il dg Lorenza Lei specifica che si tratta di “una problematica di carattere generale, che riguarda tutti gli operatori del Servizio Pubblico impegnati nel settore editoriale, giornalisti e programmisti, dipendenti e collaboratori esterni” e ne annuncia la discussione nel CdA del 7 luglio.

    Così scrive la Lei in una nota stampa ufficiale, cercando di spiegare l’attuale situazione della Rai: “La recente pronuncia della Cassazione che ha qualificato la Rai organismo di diritto pubblico, infatti, determina la possibilità che l’assunzione integrale del rischio per la responsabilità civile di tutti gli operatori del comparto editoriale, ivi compreso il danno da diffamazione, esponga l’Azienda a responsabilità erariale; l’Azienda quindi si troverebbe a sostenere costi a causa di reati commessi, per definizione, con dolo dai suoi collaboratori. Tant’è che la Corte dei Conti, con riguardo alle ultime elezioni amministrative, ha richiesto gli atti relativamente alle sanzioni applicate dall’Agcom al Tg1 e al Tg2) e che, in caso di colpa grave, potranno determinare ipotesi di responsabilità erariale“.

    Se la Corte dei Conti, quindi, dovesse condannare la Rai a pagare le multe “l’azienda si vedrà costretta a rivedere le prassi contrattuali che hanno sino ad oggi garantito la tutela legale” aggiunge la Lei.

    Del resto, è vero che la mancanza di tutela potrebbe indurre gli operatori del comparto editoriale a un eccesso di prudenza e cautela, incompatibile con il lavoro di inchiesta“, ma – nota ancora la Lei – il problema non riguarderebbe solo i programmi di inchiesta, ma investirebbe “qualunque attività che coinvolga soggetti terzi, nell’ambito di una professione fondata sul principio costituzionalmente protetto del diritto–dovere di informare e di essere informati“. Insomma, il problema sarebbe esteso a tutti i lavoratori dell’informazione.

    Appare, dunque, evidente che il tema della tutela legale ha determinato l’emersione di un problema di dimensioni enormi, che solo una decisione condivisa e supportata dall’intera Azienda, Direzione Generale e Consiglio di Amministrazione in tutte le sue componenti, può superare, eventualmente anche attraverso l’assunzione di un rischio che, in quanto di carattere generale, non può che essere sostenuto consapevolmente da tutti gli organi, tecnici e di governo, della Rai” conclude la Lei, che di fatto chiama in causa tutti gli organismi della Rai prima di prendere qualsiavoglia decisione.