Rai e Caso Ruby, Pdl deposita il nuovo regolamento sui talk show

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    Mentre i media sono concentrati su Sanremo 2011, il Pdl ha provveduto a depositare la bozza di maggioranza dell’atto di indirizzo sul pluralismo informativo, il cosiddetto ‘regolamento Butti’ sulle nuove regole dell’informazione televisiva Rai nell’epoca del Caso Ruby. Tale regolamento prevede una serie di restrizioni rispetto al già approvato regolamento Masi sui talk show, che tra le altre cose impone un pubblico silenzioso ed equilibrato: qualcosa è stato emendato, come il contestato divieto di trattare lo stesso argomento in più trasmissioni nella stessa settimana. Ma vediamo di che si tratta.

    Mentre tv e media sono impegnati con i processi e gli scandali del Premier e il pubblico tv è distratto da Sanremo 2011, prosegue l’iter dell’atto di indirizzo in materia di talk show politici messo a punto dall’on. Butti del Pdl, in forza alla Commissione di Vigilanza Rai: l’atto di indirizzo, di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa, è stato infatti depositato in Rai, in attesa di valutazione e di approvazione del CdA.

    Tra le disposizioni previste dall’atto Butti, che si propone di garantire il pluralismo e la correttezza dell’informazione (necessaria soprattutto alla luce del caso Ruby), alcuni provvedimenti che hanno fatto discutere molto, fuori e dentro i corridoi di Viale Mazzini. Nella bozza depositata ieri, però, sono stati modificati proprio alcuni dei punti più critici: in primis è stato tolto il divieto di replicare lo stesso tema nei talk show nell’arco di otto giorni (in virtù del quale se Porta a Porta avesse parlato, ad esempio, al lunedì delle ultime intercettazioni, Ballarò e Annozero avrebbero dovuto trattare altro), in secundi è stato mitigato il divieto di conduzione per chi ha un passato politico (come Santoro, ad esempio, eletto europarlamentare nel 2004 per la lista di Uniti nell’Ulivo e poi dimessosi nel 2005 per partecipare a RockPolitik di Celentano, sua prima apparizione tv dopo l’Editto Bulgaro del 2002).

    Diciamo che Santoro può restare in video, ma di fatto lo si ‘diffida’ a fare politica, se vuole restare in tv. Per quanto riguarda Sgarbi, sindaco in carica di Salemi dal 2008 e prossimamente in Rai con Il Bene e il Male, immaginiamo che non possa definirsi strettamente un ‘politico’ quanto un amministratore… o no?

    Divieto per chi ha ricoperto ruoli politici nazionali di condurre programmi di approfondimento del servizio pubblico. Il divieto sarà valido per i due anni successivi alla cessazione del mandato politico.