Rai, CdA rinvia nomine e caso Annozero: Santoro lancia il suo ultimatum

Rai, CdA rinvia nomine e caso Annozero: Santoro lancia il suo ultimatum

Ennesimo rinvio del CdA Rai sulle questioni Annozero, Parla con Me e sulle ultime nomine dirigenziali

    Michele Santoro attende lumi dal CdA Rai

    Il Cda Rai sembra non avere alcuna intenzione di andare in ferie: all’odg della riunione di oggi c’erano le ultime nomine (delicata quella di RaiNews) e lo scioglimento dei casi Annozero e Parla con Me. Ma il consiglio d’amministrazione di Viale Mazzini ha preferito prendersi un’altra pausa di riflessione e rimandare tutto alla prossima settimana. Intanto in mattinata Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una nuova lettera di Michele Santoro a Masi e Garimberti: “Non c’e’ più tempo per trovare alcun accordo tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero” scrive il giornalista, facendo così capire a Masi che le sue speranze di arrivare a una separazione consensuale sono ormai spente.

    Il CdA Rai ha deciso di rinviare alla riunione di mercoledì prossimo tutte le spinose questioni all’ordine del giorno di oggi. In cima alla lista ci sono le ultime nomine dirigenziali: particolarmente delicata la questione della direzione di RaiNews, che dovrebbe passare dalle mani di Corradino Mineo (spina nel fianco degli editori politici, cui non viene ancora perdonata la messa in onda di Raiperunanotte) a quelle di Francesco Ferraro, uomo – a quanto si dice – vicino alla Lega Nord. Per Mineo si profila una ‘retrocessione’, ovvero la nomina a direttore di Gr Parlamento e condirettore del Gr3. Di certo farebbe meno danni, come ebbe a dire il viceministro alle comunicazioni Paolo Romani qualche tempo fa.

    In ballo, per la questione nomine, anche quelle di Giovanni Lomaglio, indivuduato dal dg Mauro Masi come vicedirettore vicario di RaiUno, e di Maria Teresa Fiore alla vicedirezione di RaiUno per la pianificazione e i mezzi. A questi nomi vanno aggiunti quelli di Roberto Rossetti, attuale caporedattore del Tg1 proposto alla direzione e al coordinamento delle sedi regionali, e di Fabio Massimo Rocchi, attuale caporedattore agli speciali del Tg1, come vicedirettore. Come direttore per la Finanza e pianificazione il direttore generale avrebbe invece proposto Giuseppe Pasciucco, che manterrebbe l’interim per la direzione dei diritti sportivi.

    Ma la vera attesa riguarda Annozero e la collocazione di Parla con Me. Questa mattina Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una lettera aperta di Michele Santoro indirizzata al direttore generale Mauro Masi e per conoscenza al presidente Rai Paolo Garimberti e al CdA. Una lettera che segue quella di qualche giorno fa, con la quale Santoro fa chiaramente capire al pubblico (in primis), che non ci sono margini di manovra per ulteriori trattative volte a una ‘composizione pacifica’ della situazione, come invece ‘sperato’ da Masi, che punta a una separazione consensuale. Un obiettivo, questo del dg, confermato anche dall’intervista rilasciata dal consigliere Gorla a Klaus Davi e che mira sostanzialmente a vedere fuori dai palinsesti Annozero.

    Ma Santoro dice l’ennesimo basta a questo temporeggiamento vigliacco da parte dei vertici della Rai: “Non c’è più spazio per rinvii e ambiguità. E non c’è più tempo per trovare alcun accordo tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero” scrive chiaramente Santoro, che definisce la cancellazione di Annozero “un grave danno per il servizio pubblico e mi costringerebbe ad impiegare tutte le energie per difendere diritti miei, dei miei collaboratori e degli spettatori“. Onde evitare questo ‘delitto’, Santoro spinge perché Masi si impegni a “provvedere a sbloccare le pratiche che con i miei collaboratori sono state già tutte opportunamente istruite e consegnate alla Rete dopo aver definito con il Direttore Liofredi e gli uffici competenti della Rai date e modalità produttive“.

    La corda è già abbastanza tesa, come ricorda anche Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, che si augura che “CdA il direttore generale vogliano fermarsi in tempo prima di arrivare ad uno scontro senza precedenti non tra destra e sinistra ma tra l’azienda, gli utenti che ancora pagano il canone e tutte quelle persone e associazioni (tra queste Adrai e Usigrai) che hanno fatto sentire la loro voce contro una annunciata nuova ondata nel segno della faziosità, dell’oscuramento e persino del dilettantisismo. La ventilata sostituzione di Corradino Mineo e addirittura l’ipotesi di cancellazione della trasmissione Annozero sono altrettanti tasselli di una stretegia arrogante e irrispettosa degli utenti“.

    Noi però ci aspettiamo lo strappo definitivo e vi proponiamo in basso la lettera pubblicata oggi su Il Fatto Quotidiano.

    Gentile Direttore,
    al termine di una stagione faticosa, durante la quale sono stato costretto a lavorare più per contrastare manovre politiche e impedimenti burocratici che per realizzare un prodotto televisivo, solo al fine di trovar modo di continuare a svolgere la mia professione con un minimo di serenità, avevo accolto il tuo invito a valutare una ipotesi transattiva che ponesse fine all’interminabile vicenda giudiziaria che mi riguarda.
    Ma siccome nessuna azienda seria rinuncerebbe a cuor leggero a una trasmissione come Annozero e nessuna azienda libera discuterebbe di materie contrattuali riguardanti i suoi dipendenti come ha fatto la Rai, addirittura dedicando intere trasmissioni alla nostra cosiddetta trattativa, si è scatenata una incredibile concatenazione di errori di comunicazione e polemiche.
    Oggi sono costretto a constatare che non si è ottenuto il risultato sperato: individuare soluzioni che appaiano e siano dalla parte del pubblico.
    E’, invece, risultato evidente che Annozero, perfino da chi esprime nei suoi confronti critiche violente, è considerato un elemento assai importante del panorama informativo italiano. Il clamore suscitato dalla eventualità di una sua soppressione, al di là delle critiche ingiustificate e immotivate sulla portata e il valore del possibile accordo, ha dimostrato inequivocabilmente che un pubblico enorme non vuole rinunciare ad uno dei suoi appuntamenti preferiti.
    Perciò lasciami dire che, indipendentemente dalle tue intenzioni, la tattica di rinviare continuamente la conferma in palinsesto del programma, anche dopo quanto emerso dall’inchiesta di Trani, conferma nell’opinione pubblica la convinzione di un carattere strumentale dell’interesse manifestato per le nuove trasmissioni alle quali avrei potuto dar vita.
    Non c’è più spazio, quindi, per rinvii e ambiguità. E non c’è più tempo per trovare alcun accordo tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero.
    Ti prego di provvedere di conseguenza a sbloccare le pratiche che con i miei collaboratori sono state già tutte opportunamente istruite e consegnate alla Rete dopo aver definito con il Direttore Liofredi e gli uffici competenti della Rai date e modalità produttive.
    La mancata messa in onda del programma sarebbe un grave danno per il servizio pubblico e mi costringerebbe ad impiegare tutte le energie per difendere diritti miei, dei miei collaboratori e degli spettatori.
    Ti ringrazio per la cortese attenzione e ti invio i miei più cordiali saluti.

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