Rai, CdA ancora vs la Clerici: “E’ fuori mercato”. Ma lievitano i listini Sipra…

Rai, CdA ancora vs la Clerici: “E’ fuori mercato”. Ma lievitano i listini Sipra…

Nino Rizzo Nervo torna sulla questione del contratto di Antonella Clerici: "Non ha capito il senso delle mie parole, tutti dobbiamo tirare la cinghia per salvare la Rai", il senso della contro-risposta del consigliere Rai

    Nino Rizzo Nervo, Antonella Clerici

    Non accenna a placarsi la polemica sul compenso di Antonella Clerici, che ha appena rinnovato il suo contratto di esclusiva con la Rai per un biennio a 1,8 milioni di euro annui. Dopo il botta e risposta a mezzo Corriere della Sera degli ultimi due giorni, Nino Rizzo Nervo ha insistito ieri tramite agenzie: “Niente di personale, ma la Clerici non ha colto lo spirito delle mie dichiarazioni: credo che quanti dicono di riconoscersi nei valori del servizio pubblico e vogliono difenderne la sopravvivenza debbano fare la loro parte” ha detto il consigliere del PD. E “sottolineare come un sacrificio” il trasferimento di Ti Lascio una Canzone a Napoli “farà sorridere le migliaia di lavoratori e lavoratrici Rai che ogni giorno macinano chilometri per uno stipendio che, a causa della crisi, a stento li fa arrivare alla fine del mese“. Siamo alla demagogia spicciola?

    Continua la guerra dei contratti milionari in casa Rai tornata alla ribalta con la vexata quaestio del rinnovo di Antonella Clerici che ha tenuto banco per tutto il mese di agosto. Un accordo faticoso, segnato dall’intervento del CdA che aveva fissato la cifra poi pattuita come limite massimo per la chiusura del contratto. Nonostante l’approvazione in sede di consiglio, sono poi fiorite le critiche da parte dei consiglieri Rizzo Nervo e Verro, che hanno dato vita a un botta e risposta sulle colonne del Corriere della Sera consumatosi negli ultimi due giorni.

    Martedì 24 agosto Antonio Verro (PdL) e Nino Rizzo Nervo (Pd) (membri del CdA che ha approvato il contratto), intervistati dal Corsera, hanno ricordato il difficile momento della Rai, alle prese con tagli e deficit da far accapponare la pelle, ‘pretendendo’ una forma di ‘riconoscimento’ economico da parte delle star, una forma di ‘autotassazione’ che permetta di ridurre il costo-contratti per il bene dell’Azienda. A mo’ di caso esemplare prendono quello della Clerici, che ha chiuso a 1,8 milioni di euro: troppo per le casse della Rai, troppo per un’artista che dovrebbe ringraziare e che invece tratta per raggiungere quota 2 milioni.

    La Clerici non ci sta ad essere dipinta come un’assatanata sanguisuga e con una lettera aperta al direttore rimanda le accuse al mittente , ricordando al CdA di essersi adeguata a tutto quel che la Rai le ha chiesto, accettando in primis un contratto ‘risibile’ per Sanremo 2010 (portato avanti per 500.000 € e poi rivelatasi l’edizione più seguita negli ultimi 10 anni, a vantaggio delle casse Rai) e rendendosi disponibile a realizzare a Napoli Ti Lascio Una Canzone, trasferito dall’Ariston di Sanremo al CPTV Rai partenopeo. Un ritocco al contratto ci stava pure, considerato peraltro che la cifra ora pattuita è la stessa di tre anni fa.

    Con questo, senza scendere in ulteriori dettagli e rivendicazioni, Antonella sperava di chiudere la faccenda, ma si è vista dare anche della ‘stupida’ da Rizzo Nervo a mezzo agenzia. “La lettera inviata al Corriere della Sera dalla Clerici, che considero una risorsa importante per la Rai, mi fa ritenere che non abbia colto lo spirito delle mie dichiarazioni e di quelle di Antonio Verro” dice il consigliere, scatenando così un ennesimo conflitto che investe anche gli altri contrattualizzati Rai, su cui ieri ha puntato il dito anche Il Giornale.

    La crisi dei ricavi pubblicitari e l’abnorme evasione del canone determinerà per tutti (amministratori, dirigenti e dipendenti) sacrifici anche economici nel tentativo di raggiungere l’obiettivo del risanamento economico senza mettere a rischio i posti di lavoro. Credo che tutti coloro che dicono di riconoscersi nei valori del servizio pubblico e vogliono difenderne la sopravvivenza debbano fare la loro parte” sostiene ancora Rizzo Nervo, che aggiunge: “Sottolineare come un sacrificio, peraltro in passato chiesto ad altri conduttori, il trasferimento a Napoli farà sorridere le migliaia di lavoratori e lavoratrici Rai che ogni giorno macinano chilometri per uno stipendio che, a causa della crisi, a stento li fa arrivare alla fine del mese“. E uscendo poi dalla querelle con la Clerici (nei confronti della quale, specifica il consigliere, non ha particolare acrimonia), allarga lo spettro della revisione contrattuale: “Ho posto un tema complessivo che non riguarda il singolo artista e che chiederò al consiglio di amministrazione di affrontare alla ripresa dei lavori: se è vero che lo sviluppo dell’offerta del digitale terrestre determinerà un’erosione degli ascolti delle reti generaliste è inevitabile, a risorse costanti, rimodulare investimenti e costi, compresi i contratti per gli artisti esterni, contratti che comunque in molti casi io sono convinto che siano fuori mercato“.

    In soldoni Rizzo Nervo vuole rivedere tutti i contratti, alla luce non solo della grave crisi economica, ma anche del mutato assetto tv, che con il DDT vede un’ulteriore frammentazione degli ascolti, quindi dei ricavi pubblicitari: minori ascolti, minori guadagni per la Rai, ergo minori risorse per gli artisti.

    Il ragionamento in sé fila, ma ci domandiamo come vengano fatti i conti i casa Rai: è vero, il DTT erode gli ascolti dei canali generalisti, ma i materiali prodotti per i tre canali ‘storici’ vengono ampiamente sfruttati per i canali tematici e per il web. Ergo, forse è prima il caso di dare un’occhiata anche ai listini web e DTT (pubblicati anche sul sito di Sipra, ovviamente) e che quindi nel conteggio degli introiti vengano considerati anche i risultati (per quanto minimi) delle repliche e delle visualizzazioni web. Quanto vale ‘davvero’ Ti Lascio una Canzone, al di là della messa in onda ‘usa e getta’ sui canali generalisti? E il ragionamento vale ovviamente per ogni genere di programma… e di artista.

    Senza presunzione di calcolo economico (non è il nostro campo) ci siamo limitati a fare una piccola ricerca sui listini Sipra e sulle visualizzazioni YouTube e Rai.Tv relative proprio a Ti Lascio Una Canzone.
    La prima edizione è andata in onda dal 5 aprile al 26 aprile 2008 (con festa finale il 3 maggio) e consideriamo la quarta puntata, andata in onda il 26 aprile (ascolto 5.634.000 telespettatori, 30,40%): all’epoca 30” di spot alle 21.50 (a listino ‘intervallo uno sabato a’) costavano 72.000 €.
    Consideriamo ora la quinta puntata dell’edizione 2010 (in onda il 24 aprile, 6.362.000 telespettatori, 29,45%): lo stesso slot pubblicitario (denominato ‘int. uno intrattenimento week-end a’ fissato alle 21.55) è costato agli inserzionisti 90.000 euro. Un incremento, quindi, di 18.000 euro in 2 anni su 30”.
    Se poi si riuscissero a contabilizzare (noi non ne siamo capaci) i potenziali guadagni dal web, bisognerebbe tener conto delle visualizzazioni YouTube: Charice Pempengco che canta My heart will go on relativo all’edizione 2009, caricato sul canale Rai di YT in due diversi video, ha ottenuto complessivamente 6.045.805 visualizzazioni; per tornare all’edizione 2008, il video di Scende la pioggia, cantata da Pasqualino Greco nella puntata del 26 aprile, ha registrato su Rai.Tv 18003 visualizzazioni. Numeri che economicamente possono valere qualcosa, o no?

    Secondo noi Antonella Clerici ha capito fin troppo bene il senso delle parole di Rizzo Nervo: non si recupera un deficit di centinaia di milioni di euro a botte di 200.000 € annui sul contratto di uno dei volti di punta di casa Rai. Se ristrutturazione deve essere, si parta dagli sprechi amministrativi, dalle fatture gonfiate, dai progetti approvati per raccomandazione e, seriamente, da un cambiamento di prospettiva sul mercato degli introiti pubblicitari… poi arriviamo ai contratti.

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