Rai, Rizzo Nervo: “Marano DG ombra. In Rai si gioca a Risiko”

Il CdA Rai ha approvato oggi le deleghe per i quattro vicedirettori: molti dei settori strategici dell'azienda sono andati ad Antonio Marano, già ribattezzato dal consigliere Rizzo Nervo il 'DG ombra della Rai"

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    Antonio Marano

    Il CdA Rai ha approvato oggi le deleghe per i quattro vicedirettori: molti dei settori strategici dell’azienda sono andati ad Antonio Marano, già ribattezzato dal consigliere Rizzo Nervo il ‘DG ombra della Rai”. Tra le cariche dirigenziali, approvata quella di Eugenio De Paoli alla direzione di RaiSport: per le altre c’è ancora da aspettare.

    Il CdA della Rai ha approvato le deleghe per i quattro vicedirettori nominati lo scorso 20 maggio, di fatto sottoscrivendo il piano elaborato dal dg Mauro Masi. Gran parte dei settori strategici vanno in mano all’ex (o almeno quasi ex, visto che regge l’incarico ad interim in attesa della nomina del sostituto) direttore di RaiDue Antonio Marano: gli è stato affidato il coordinamento dell’offerta televisiva (analogica, digitale e satellitare), con competenza su palinsesto tv e marketing, diritti sportivi, Rai Fiction, Rai Cinema, Rai Sat, Newco Rai International e offerta radiofonica. A leggerle tutte si stenta a credere che una sola persona possa davvero fare tutto.

    A Giancarlo Leone è andato il digitale terrestre (ci si domanda a qusto punto perché anche questo settore non sia toccato a Marano), mentre Lorenza Lei si occuperà dell’area produttiva e gestionale, con competenza su risorse televisive, produzione tv, teche e pianificazione e controllo; infine a Gianfranco Comanducci è ‘toccata’ la responsabilità degli affari immobiliari, approvvigionamenti e servizi di funzionamento, con competenza su acquisti e servizi, coordinamento sedi regionali, sviluppo e coordinamento commerciale.

    Hanno espresso voto favorevole al suddetto assetto i cinque consiglieri di maggiornaza (Alessio Gorla, Antonio Verro, Guglielmo Rositani, Angelo Maria Petroni e Giovanna Bianchi Clerici), mentre si sono opposti Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten: il presidente Paolo Garimberti si è astenuto mentre il consigliere Rodolfo De Laurentiis non ha preso parte al voto.

    Immediata la reazione di Rizzo Nervo, letteralmente ‘fuori dai panni’ per la quantità di deleghe affidate a Marano. “Mai nella storia della Rai un vicedirettore generale ha avuto il controllo dell’intero patrimonio editoriale, nazionale e internazionale, dell’azienda – scrive il consigliere in una nota diffusa a mezzo stampa – e faccio i miei complimenti e gli auguri di buon lavoro a Marano che, a dispetto del mio voto negativo, è da oggi il plenipotenziario, anzi il direttore generale ombra, di tutta l’offerta radiofonica e televisiva del servizio pubblico“. L’affondo di Rizzo Nervo continua, definendo il nuovo nuovo assetto organizzativo “la negazione di qualsiasi regola di buona organizzazione aziendale, che sembra rispondere soltanto a logiche di potere e di controllo politico dell’azienda, destinato a creare confusione, sovrapposizioni e conflitti di competenza nel governo dell’azienda. Più che una riorganizzazione sembra la conclusione di una partita a Risiko: c’è chi ha conquistato l’America e chi si è dovuto accontentare della Kamchatka“.

    Il clima in Rai è quindi ancora più rovente, mentre continua ad essere rimandata la nomina dei vertici dirigenziali, ancora in attesa di un assetto definitivo. Per ora è stata sciolta solo la prognosi di RaiSport, affidata ad Eugenio De Paoli, finora co-direttore della testata accanto all’uscente Massimo De Luca. Sulle altre decisioni pesa ancora l’ostracismo di Angelo Maria Petroni alla nomina di Susanna Petruni alla direzione del Tg2. Prima o poi questo stillicidio dovrà finire.