Rai, Antonio Verro ‘lascia’ il Parlamento e resta al CdA

Antonio Verro si dimette dal Parlamento: incompatibile l'incarico da deputato con il CdA Rai

da , il

    Cda Rai Antonio Verro

    Mentre il CdA Rai vacilla sotto i ‘colpi di mano’ della politica, arriva la ‘soluzione’ del caso del consigliere Antonio Verro. La Commissione per le Incompatibilità ha sentenziato che Verro non può ‘cumulare’ il suo ruolo di consigliere del CdA a quello di deputato del Parlamento italiano. Così Verro ha optato per mantenere la carica di consigliere Rai, la cui scadenza, però, è fissata a marzo. Sempre che la vicenda della nomina di Maccari al Tg1 non porti alla caduta anticipata del Consiglio.

    Come ricorderete, il 17 gennaio scorso Antonio Verro è stato nominato deputato della Camera, in virtù delle dimissioni del sindaco di Brescia Adriano Paroli (Pdl), che ha ‘ceduto’ il proprio posto a causa dell’incompatibilità tra l’impegno da primo cittadino e da onorevole della Repubblica.

    Verro è quindi ‘subentrato’ al collega, scatenando furiose proteste dal centrosinistra, che ha immediatamente configurato il doppio incarico del consigliere come ‘illegale’. Di fronte alla bufera, Verro non si è scomposto: in attesa della decisione della Commissione per le Incompatibilità ha fatto sapere di non essere disposto a cedere nessuna poltrona, ma di prediligere l’attività consiliare, anteponendola a quella parlamentare.

    La commissione, intanto, l’ha tolto dall’imbarazzo, definendo incompatibile con il CdA Rai lo scranno a Montecitorio: da qui la decisione di Verro di dimettersi dalla Camera.

    Risolto, quindi, lo ‘spinoso’ caso, Verro può tornare ad occuparsi ‘anima e corpo’ al CdA Rai, scosso in queste ore dall’affaire Maccari.

    Proprio in merito a quanto accaduto ieri in seduta (con le dimissioni di Nino Rizzo Nervo e la denunciata combine ‘spartitoria’ tra Pdl e Lega), Verro ha rilasciato la sua prima ‘dichiarazione’ da ‘rinnovato’ consigliere Rai: ‘Ho votato le nomine proposte dalla Direzione Generale per la Direzione del TG1 e della TGR perché basate sulla valorizzazione di indiscusse e valide risorse interne. Maccari e Casarin sono professionisti stimati … e mi sembra che tutte le polemiche emerse abbiano come unica origine lo scontento di alcuni partiti che, a parole, sostengono l’indipendenza della Rai dalla politica ma che invece, nei fatti, avrebbero voluto condividere scelte che spettano esclusivamente al Direttore Generale e al Consiglio di Amministrazione‘.

    Insomma, per Verro si lamenta solo chi non ha ‘potuto’ avere voce in capitolo. Beh, non che abbia tutti i torti, ma sembra davvero strano – come ha sottolineato il Presidente della Vigilanza Rai – che tra 1500 giornalisti in forze a Viale Mazzini non si sia potuto trovare un nome condiviso da maggioranza e opposizione.

    Beh di casi analoghi la storia della Rai è piena: ricordate l’anno e mezzo di stallo per decidere il Presidente della Commissione di Vigilanza?