Rai, Anna Maria Tarantola punta ad eliminare la volgarità e scommette su La vita in diretta

Rai, Anna Maria Tarantola punta ad eliminare la volgarità e scommette su La vita in diretta

Il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, vuole bandire eccessi e volgarità dalla tv pubblica e difende la nuova Vita in diretta

da in La Vita in Diretta, Rai

    Anna Maria Tarantola vuole eliminare la volgarità dalla Rai

    Anna Maria Tarantola, presidente della Rai, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Messaggero in cui parla del futuro della televisiva pubblica e delle linee guida che deve tenere l’azienda, sia per quanto riguarda il profilo economico che quello della qualità dei programmi. La Tarantola si è lanciata inoltre in una velata difesa di La vita in diretta, programma che ha iniziato la stagione con grande difficoltà.

    A poco più di un anno di distanza dal suo insediamento sulla poltrona più alta di Viale Mazzini, il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, in un’intervista al Messaggero, rilancia la sua visione del servizio pubblico. La Rai, secondo la presidente, la Rai “deve essere un’azienda innovativa, efficiente, in equilibrio economico e finanziario, in grado di fare programmi di altissima qualità“. Si tratta di un proclama abbastanza trito, parole che sono state pronunciate da qualsiasi dirigente e politico che si sia occupato dell’azienda televisiva pubblica, a cui si aggiunge, però, un impegno abbastanza deciso contro la volgarità e gli eccessi.

    La Tarantola si dice soddisfatta del cammino intrapreso fino ad ora insieme al direttore generale Luigi Gubitosi: “Abbiamo spronato i direttori di rete, canali e testate da un lato a non usare un linguaggio aggressivo, ma equilibrato, semplice, corretto e nello stesso tempo interessante, capace di raggiungere tutti i cittadini; e dall’altro a ‘inventare’ nuovi programmi di buon profilo culturale, capaci di emozionare e di divertire, di coinvolgere i giovani, di avviare l’indispensabile processo di educazione di genere”.

    D’altronde, per il presidente, uno degli obiettivi del servizio pubblico è quello di “continuare ad essere uno strumento per un cambiamento sociale positivo”, per questo è rinnovato ancora una volta il no alla cattiva televisione: “Dobbiamo evitare la volgarità, il cattivo gusto, gli eccessi e nello stesso tempo far divertire, essere innovativi e mantenere la qualità con un occhio sempre attento agli ascolti”. Questi temi sono un cavallo di battaglia del presidente Rai, che già si era opposta alla tv del dolore e a programmi dalla qualità discutibile, come Miss Italia e L’isola dei famosi.

    È da leggersi in quest’ottica la difesa d’ufficio riservata a La vita in diretta, il programma del pomeriggio di Rai 1 in crisi di ascolti e di nervi, dopo le dimissioni del capo-progetto Pietro Raschillà: “I nostri telespettatori hanno potuto già constatare, per esempio, i cambiamenti nel pomeriggio di Rai 1. Pur mantenendo il brand di riferimento, abbiamo rinnovato contenuti e lo stile dei conduttori facendo di quella programmazione una finestra aperta sull’Italia e sul mondo“. E ancora: “Alcune fedelissime del pomeriggio Rai mi hanno scritto per lamentare il minor spazio dato ora alla cronaca e al gossip, ma sono certa che a primavera converranno con me che il racconto di storie vere… è sicuramente altrettanto se non più interessante e coinvolgente“. Un endorsement in piena regola, che probabilmente serve anche a calmare le acque agitate intorno al programma.

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