Rai 3: a Brontolo si parla della strage di Ustica, Carlo Giovanardi lascia lo studio

Rai 3: a Brontolo si parla della strage di Ustica, Carlo Giovanardi lascia lo studio

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    A Brontolo su Rai 3 si parlava della strage di Ustica, il disastro aereo in cui persero la vita 81 persone il 27 giugno del 1980, e fra gli ospiti in studio c’era il senatore del Pdl Carlo Giovanardi. Dopo aver espresso la sua teoria sull’incidente, Giovanardi è stato duramente criticato dai due giornalisti presenti al programma di approfondimento condotto da Oliviero Beha e ha deciso di lasciare lo studio. Giovanardi, che si trovava in collegamento da Bologna, è stato al centro di un acceso scambio di opinione con gli altri ospiti di Beha, tanto che al senatore del Pdl il volume è stato anche abbassato durante la registrazione e alla fine ha deciso di abbandonare definitivamente la postazione.

    A Brontolo, si parlava come sempre ormai da più di 30 anni delle dinamiche dell’incidente e il senatore – noto per la sua vis polemica e per le sue “sparate” – ha sostenuto che il DC 9 fu ‘abbattuto da una bomba collocata nella toilette di bordo: è stato confermato dagli 11 periti internazionali capitanati da Taylor. La Cassazione penale ha scritto che l’ipotesi della guerra aerea è degna della una trama di un libro spionaggio, ma non è un argomento degno di una pronuncia giudiziale. Abbiamo identificato tutti gli aerei e ho risposto in Parlamento: non c’era nessun aereo in volo al momento dell’abbattimento‘.

    La tesi del politico è stata duramente contestata dagli altri ospiti in studio: il giornalista Andrea Purgatori, il collega Giampiero Marrazzo, il presidente dell’Associazione familiari vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, e l’ex magistrato e presidente onorario della Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato. Proprio il giudice ha affermato: “Ho avuto modo di occuparmi di questa vicenda e ho avuto la visione di alcuni documenti che indicavano un aereo che aveva provocato l’abbattimento del DC9 Itavia a Ustica.

    Vorrei che il Comitato di controllo portasse alla luce questi documenti, perché potrebbe essere utile a comprende la verità‘. A complicare ulteriormente la situazione, una telefonata di un telespettatore che ha raccontato di aver visto con i propri occhi alcuni eventi “sospetti” all’interno della base operativa della Nato.

    A distanza di quasi 32 anni dalla strage di Ustica, molti aspetti dell’incidente aereo del Douglas DC-9 dell’Itavia sono ancora avvolti nel mistero, soprattutto le cause non sono mai state chiarite. Fra le 81 vittime c’erano anche 13 bambini, le principali ipotesi che si sono susseguite negli anni sono: il DC-9 sarebbe entrato in collisione con un missile sparato da un caccia militare americano o francese, un cedimento strutturale (dal relitto l’aereo era spezzato in due), sarebbe esplosa una bomba al bordo (tesi sostenuta da Giovanardi) o lo scontro in aria con un Mig-23 libico precipitato in Sila e ritrovato a luglio del 1980.

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