Raffaella Carrà, l’ultima paladina della tv verità

In forse il ritorno di Carràmba che Fortuna, causa difficoltà nel trovare storie vere

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    Carràmba che Fortuna rischia di saltare a contratto già firmato e a data del debutto fissata, mercoledì 17 settembre. E’ la notizia del giorno, considerato anche che a frenare l’inarrestabile Raffaella Carrà ci sarebbe la difficoltà di trovare storie vere e autentiche da portare in tv. Casting avvilenti hanno suggerito alla Carrà di chiamare a raccolta i fedeli Japino e Boncompagni per elaborare al volo un progetto sostitutivo. Fabrizio del Noce, però, tentenna: piuttosto che testare un programma inedito preferirebbe anticipare I Migliori Anni e abbinarlo alla Lotteria Italia.

    Povera Raffa. Dopo aver fatto anni di purgatorio per un meritato ritorno in tv, dopo aver ricevuto il benestare per una nuova edizione di Carràmba in abbinamento alla Lotteria Italia, nell’inconsueta collocazione del mercoledì sera, si trova adesso a fare i conti con un pubblico/potenziale concorrente ormai avvezzo alle false storie in tv e che si candida con parenti emigrati inesistenti pur di comparire in televisione. A quanto pare, proprio la mancanza di storie vere, di famiglie lontane, di ricongiungimenti strappalacrime del tutto autentici sta facendo naufragare il suo ritorno.

    Notizia davvero curiosa: casting pieni di ‘bugiardi’ avrebbero spinto Raffa e il suo gruppo autoriale, condito dall’immancabile Sergio Japino e dal geniale Gianni Boncompagni, a rimaneggiare il format, sganciandolo dal cuore del programma originario, i ricongiugimenti, e orientandolo sempre di più verso il coronamento di sogni, stile Treno dei Desideri (che non a caso deve molto a Carràmba).

    La proposta è già sul tavolo di Fabrizio del Noce, stretto però tra l’incognita del nuovo programma che nel frattempo ha già venduto agli investitori pubblicitari e la pressione della Lotteria Italia che non vuole più pagare il fio di bassi ascolti. L’idea accarezzata dal direttore, a questo punto, è quella di rimandare a febbraio Carràmba, per dar modo al casting di trovare storie genuine ed interessanti, e di lasciare il campo al pupillo Carlo Conti e al suo I Migliori Anni.

    A breve sapremo come andrà a finire, ma la questione Carràmba, oltre ad essere diventato il giallo dell’estate - dopo la soluzione del caso Festivalbar – presenta dei risvolti sociologici interessanti. Forse il pubblico è più smaliziato, come ipotizzato all’inizio, ma forse stanno contribuendo altri fattori. Da una parte non si può non considerare che le prime generazioni degli emigrati si sono assottigliate, dall’altra si deve tener conto della tecnologia, corsa in soccorso dei parenti lontani. Tra Skype e Msn con una webcam si possono recuperare decenni di lontananza a costo zero. Chissà se tutto questo ha avuto un peso, o se bisogna chiamare in causa solo la scaramanzia legata al giorno 17. Attendiamo lo ‘scioglimento’ del caso.