Quello che (non) ho: Saviano chiude con Eternit, Falcone e Borsellino, Littizzetto dice Basta [VIDEO]

Quello che (non) ho: Saviano chiude con Eternit, Falcone e Borsellino, Littizzetto dice Basta [VIDEO]

I video delle tre puntate di Quello che (non) ho, il programma evento condotto su La7 da Roberto Saviano e Fabio Fazio

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    Si è chiusa ieri sera con la terza e ultima puntata la tre giorni di reading di Quello che (non) ho, il programma evento condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano su La7. Tra parole, musica ed emozioni è calato il sipario sullo ‘studio’ delle Officine Grandi Riparazioni di Torino che ha ospitato con successo il festival letterario di Fazio e Saviano. Un successo annunciato che potrebbe anche riportare la coppia in Rai: secondo indiscrezioni, infatti, Viale Mazzini sarebbe pronto a fare dietrofront e riaccogliere lo scrittore di Gomorra all’interno di una delle serate del conduttore di Rai Tre. Staremo a vedere, ma intanto ripercorriamo attraverso i video la terza e ultima serata di Quello che (non) ho scandita dal monologo di Saviano sull’Eternit e sui Laogai, dall’intervento di Claudia Santamaria, dall’intermezzo musicale di Elisa e dalle battute di Luciana Littizzetto sulla parola ‘Basta’.

    La terza e ultima puntata di Quello che (non) ho ha visto tra i suoi protagonisti l’attore Claudio Santamaria che per l’occasione si è presentato in veste di cantante: a lui (e Mark Harris) l’onore di eseguire il brano di Fabrizio De André e Massimo Bubola che dà il titolo alla trasmissione. Non è la prima volta che Santamaria si cimenta con il repertorio del grande Faber: l’attore si era già esibito insieme al collega Stefano Accorsi e alla PFM sulle note di Bocca di Rosa e Il pescatore durante il Festival di Sanremo 2009, nel giorno in cui De Andrè avrebbe compiuto 69 anni (il 18 febbraio).

    Il primo monologo di Saviano ha riguardato le polveri d’amianto che, se respirate, portano alla morte, e la sentenza Eternit, poi in quelli successivi ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (il prossimo 23 maggio ricorrerà il ventennale della strage di Capaci) e ha raccontato i Laogai, i campi di concentramento cinesi.



    L’intervento comico di Luciana Littizzetto si è concentrato sulla parola Basta.

    Elisa ha emozionato tutti e ha mostrato tutto il suo straordinario talento eseguendo i brani Redemption Song, Knockin’ on Heaven’s Door e Hallelujah.



    Sul fronte ospiti Marco Paolini ha raccontato la parola Treno, Massimo Gramellini il vocabolo Paghetta, Giuseppe Gullotta ha scelto Libertà, Ermanno Olmi la parola Tempo e il poeta Valerio Magrelli ovviamente Poesia.





    Infine i saluti di Quello che (non) ho e l’elenco di Quello che ho e Quello che non ho di Fazio, Saviano, Littizzetto e tutti gli ospiti della puntata.

    Nella pagina successiva ospiti e temi della terza puntata.

    Quello che (non) ho: Ospiti e temi della terza puntata

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    Va in onda stasera la terza e ultima puntata di Quello che (non) ho, il programma evento di Fabio Fazio e Roberto Saviano che ha fatto registrare ascolti record per La7. Non ci aspettavamo che anche la seconda serata avrebbe confermato il risultato record della prima. Grazie per averci seguito. Grazie per aver ascoltato una tv di parole, hanno dichiarato i due amici e conduttori a commento dei dati ascolto di ieri sera (lo show ha raggiunto picchi di 3,9 milioni di telespettatori e del 19,28% di share). Viene da chiedersi, però, a questo punto se, risultati alla mano, la puntata di stasera sarà ancora più cupa e tetra delle due che l’hanno preceduta.

    Ospiti di Fabio Fazio e Roberto Saviano per la terza e ultima puntata di Quello che (non) ho saranno Marco Paolini, Ermanno Olmi, Claudio Magris, Enzo Bianchi, il dissidente cinese Harry Wu, Massimo Gramellini e Claudio Santamaria, il quale interpreterà il brano di Fabrizio De André che dà il titolo al programma e leggerà anche un testo scritto da Adriano Sofri appositamente per la trasmissione di Fazio e Saviano per ‘raccontare’ l’assedio del 1992 alla città di Sarajevo. La lettura sarà accompagnata dall’Adagio di Albinoni eseguito dal violoncellista Jonathan Guzman.

    Anche stasera Saviano toccherà argomenti che riguardano più da vicino l’Italia e un paese straniero: i monologhi dello scrittore saranno incentrati sull’eternit e sui laogai, i luoghi in cui vengono reclusi i condannati ai lavori forzati nella Repubblica Popolare Cinese. Nel corso del programma letterario sarà letto anche un testo di Antonino Caponnetto su Giovanni Falcone, di cui quest’anno ricorre il ventennale dalla morte nella strage di Capaci.
    Nella pagina successiva i video della seconda puntata.

    Quello che (non) ho: seconda puntata con Saviano contro le mafie e il turpiloquio della Littizzetto

    Quello che non ho Fazio e Saviano seconda puntata

    Seconda puntata di Quello che (non) ho meno cupa e pesante ma non meno suggestiva ed empatica della prima serata, che tra l’altro ha ottenuto più ascolti di quella andata in onda ieri sera su La7. Il programma evento di Fabio Fazio e Roberto Saviano si è aperto con Casta Diva, poi si è passato subito alle ‘parole’, vere protagoniste di questo show che somiglia sempre di più a quel Vieni via con me che nel 2010 ha registrato il record d’ascolti su Rai Tre. E se da una parte Saviano ha scelto la parola contro le mafie, la comica Luciana Littizzetto ha scelto un argomento ancor più ‘forte’: gli ‘stronzi’.

    Roberto Saviano ha rispolverato un suo cavallo di battaglia nella seconda puntata di Quello che (non) ho: il suo monologo di apertura è stato infatti dedicato alla mafia che, tra le altre cose, ha saccheggiato anche le nostre parole. L’autore di Gomorra ha esordito con una lettera inviata al boss dei Casalesi Michele Zagaria, detenuto in carcere, per spiegare il codice usato dai camorristi per comunicare tra di loro. Ecco perché poi Saviano afferma che bisogna ‘difendere la parola per difendere il territorio’.
    Le organizzazioni criminali hanno saccheggiato le nostre parole, come onore, famiglia, amico, parole magnifiche, mascherate come sinonimi di segmenti militari, organizzazioni, strutture…, ha detto lo Scrittore.

    Saviano si è soffermato in seguito sulla primavera araba e sulle donne, testimoni di giustizia, che si sono ribellate coraggiosamente al sistema della malavita, seppur andando incontro al fatale destino.


    In chiusura qualche battuta sugli ‘scortati‘, parola a lui tristemente vicina.

    Nello ‘studio’ delle Officine Grandi Riparazioni di Torino si sono poi alternati Vinicio Capossela, che ha rivisitato alla sua maniera la canzone di Fabrizio De Andrè scelta come titolo del programma, Francesco Guccini, che ha commentato la parola ‘cantautore’, la talentuosa Elisa, Pacifico e l’incursione comica di Rocco Papaleo sulla parola ‘pietra’.


    A rallegrare la serata ci ha pensato come sempre il turpiloquio di Luciana Littizzetto: per il suo secondo monologo la comica torinese ha optato per il vocabolo ‘stronzo’, una parola che a suo dire non ha sinonimi. Ma la domanda da un milione di dollari è: stronzi ci si nasce o ci si diventa?
    Il futuro stronzo nasce come cretino semplice, poi ad un certo della vita sente che non è a posto, che c’è qualcosa che non va e decide: o restare cretino semplice, o diventare stronzo. Lo stronzo è un cretino che, credendosi furbo, tenta la porcata…Lavitola. Posso dirlo? Altrimenti parliamo del nulla. Poi c’è lo scemo, che è un gradino più indietro del cretino e può essere che, nonostante gli sforzi, stronzo non lo diventi mai, perché da scemo prima deve diventare cretino e poi laurearsi stronzo…e neanche una laurea comprata in Albania garantisce il passaggio da semplice scemo a vero stronzo.

    E poi via con le sue definizioni di casi generici e alcune citazioni particolari (tra cui Santanché, Monti, Marchionne): E’ stronzo quello che in autostrada ti sta a un centimetro dal culo facendoti i fari (…) E’ stronzo quello che ha il cane e non raccoglie il suo stronzo. E’ stronzo quello che ti dice: con fattura o senza? Il problema è che stiamo diventando tutti molto stronzi…
    Sul finale spazio però a una riflessione più seria sulla parola diversità, che sia un handicap, il colore della pelle o le scelte affettive.

    La Littizzetto è tornata poi in scena con Fabio Fazio e Roberto Saviano per il momento finale di Quello che ho e Quello che non ho.

    Nella pagina successiva i video della prima puntata.

    Quello che (non) ho: prima puntata tra antipolitica e Saviano contro la Lega

    Quello che non ho Fazio e Saviano prima puntata

    Roberto Saviano e Fabio Fazio tornano a fare coppia in tv dopo il riuscitissimo esperimento di Vieniviaconme ed è di nuovo record di ascolti per la rete che li ospita: la prima puntata di Quello che (non) ho, in onda su La7 (i video dopo il salto), ha raggiunto il 12,66% di share con oltre 3 milioni di telespettatori e quasi 9 milioni di contatti, toccando picchi del 18,45% di share (alle 24.11) e di 4.156.000 telespettatori (alle 22.13). Un risultato questo che ha permesso all’emittente di Telecom Italia Media di attestarsi come terza rete più vista della serata. Ma il successo della prima delle tre serate evento di questa sorta di spin-off di Vieniviaconme (ne ricalca in parte la struttura con i monologhi di Saviano intervallati dagli ospiti che portano la loro parola in studio), corre soprattutto sul web: già ieri sera dopo pochi minuti di trasmissione l’hashtag ufficiale del programma ‘#qchenonho‘ impazzava su Twitter dove è subito salito tra top trend mondiali.

    La puntata d’esordio di Quello che (non) ho è stata aperta da Fabio Fazio che ha decantato la filastrocca Le parole scritta da Gianni Rodari: una scelta azzeccatissima per inaugurare questo viaggio in tre puntate nel mondo appuntato della parola. Poi introduce il suo compagno d’avventura e lascia che sia lui a dare il via alla trasmissione pronunciando il verbo ‘interloquire’ che un anno e mezzo fa scatenò le ire della Lega Nord.

    E infatti nel suo primo monologo Roberto Saviano ricorda proprio le polemiche con il Carroccio: L’anno scorso fu una parola detta durante ‘Vieni via con me’ a scatenare una polemica gigantesca, tanto da far intervenire l’allora Ministro degli Interni che chiese una replica in trasmissione. La parola era ‘interloquire’. Dicemmo che la ‘ndrangheta cercava di interloquire con tutti i partiti, anche con la Lega. Si arrabbiarono tutti. Ci dissero che era inammissibile pensare una cosa del genere. Invece il tesoriere della Lega interloquiva eccome, conosceva benissimo i broker del clan De Stefano. E’ accusato di fare affari con loro – ha aggiunto Saviano –, del resto la ‘ndrangheta è uno dei migliori moltiplicatori di ricchezze in Italia. Sapeva come far fruttare i soldi della Lega. Che bello se invece di arrabbiarsi, avessero avuto voglia di interloquire con la procura antimafia. O magari nessuno nella Lega sapeva che il suo tesoriere interloquisse con la ndrangheta, chissà. Quindi interloquire è una parola, che può non piacere, ma è vera.

    Gli altri temi affrontati dallo scrittore di Gomorra sono stati quelli della tragedia di Beslan e dei suicidi dei piccoli imprenditori del Nord est: Ho enormi difficoltà a parlare di suicidio. E’ difficile indagare le ragioni per cui una persona decide di darsi la morte. L’Eures segnala che i suicidi sono aumentati vertiginosamente. Sempre più, in ogni caso, sono aumentati quelli legati alla crisi economica. Non è possibile scegliere la morte per dei problemi economici. La verità è che a cadere sono le aziende che hanno sempre pagato le tasse e pagato i dipendenti. Sono le più esposte.

    La serata è stata alleggerita dal monologo di Luciana Littizzetto e dagli intermezzi musicali di Elisa e di Raphael Gualazzi. Nel suo intervento, in cui ha ironizzato sull’amicizia tra Fazio e Saviano (non hanno ancora fatto outing, ma nell’ambiente si sa), la comica torinese ha toccato però anche il delicato tema della violenza sulle donne: ‘non riusciremo mai a cambiare degli uomini maneschi. Continueremo ad amarli ma questo non cambierà come sono. Denunciamoli. E se abbiamo una figlia che ha un fidanzato del genere, dobbiamo ‘impacchettarla’ e portarla a casa. Lei si incazzerà ma noi impediamole di vederlo.

    Spazio poi alla politica e all’antipolitica con Marco Travaglio e Gad Lerner.

    In trasmissione è intervenuto, tra gli altri, anche l’attore Pierfrancesco Favino che ha fatto un lungo elenco delle parole più calde di questi tempi dedicato alla figlia che sta per nascere: Burlesque, spread, briffare, nomination, televoto, padania, vip, reality, talent, escort, apericena, attimino.

    Infine l’elenco di Quello che ho e Quello che non ho di Fabio Fazio, Roberto Saviano e Luciana Littizzetto.

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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