Quarto Grado: intervista a Mariano Sabatini, querelato da Sottile che non regge la sua critica

Quarto Grado: intervista a Mariano Sabatini, querelato da Sottile che non regge la sua critica

Intervista a Mariano Sabatini, dopo la querela ricevuta da Salvo Sottile per una critica 'sgradita' del collega sul sito web di Tiscali

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    Ha dell’incredibile la querelle tra Salvo Sottile, conduttore di Quarto Grado, e il critico tv Mariano Sabatini, che Televisionando ha avuto il piacere e l’onore di avere tra i suoi collaboratori con la rubrica Dialoghi Impossibili. Ebbene, Sabatini ha espresso il suo parere sul programma di Sottile con il suo stile irruente e graffiante (ben noto a chi lo segue sulle tante testate stampa e web per le quali lavora), ricevendone in cambio minacce e querele, con la ‘promessa’ addirittura di essere trascinato in tribunale per un risarcimento di 1 milione di Euro. Beh, Sabatini non è stato certo dolce con Salvo Sottile, ma di certo non si può dire che non abbia argomentato e motivato i suoi giudizi: un tale atteggiamento ‘censorio’ e ostile non si confà a un giornalista, che arriva peraltro a querelare un collega. Prevale il pregiudizio per cui i critici appartengono a una ‘classe inferiore’? Ne abbiamo parlato con Sabatini: di seguito la nostra intervista al critico tv.

    Riepiloghiamo i fatti per chi se li fosse persi: lo scorso febbraio Mariano Sabatini decide di occuparsi di Quarto Grado nella sua rubrica per Tiscali:Opinioni, E’ la tv, bellezza! (qui l’articolo integrale). Ne esce un commento spigoloso nei confronti del programma nato per coprire massicciamente i casi di nera tv – da Sarah Scazzi a Yara Gambirasio e in questo finale di stagione del delitto di Melania Rea – e condotto da Salvo Sottile che, indagando sugli omicidi più efferati, ha svelato ‘tre quarti di sé’ (vista anche la postura che ormai è diventato il suo marchio di fabbrica) finora ignoti al pubblico tv, che l’aveva conosciuto come giornalista del Tg5.

    Già baby-cronista di mafia per il Tg5 [...] catapultato agli onori della conduzione, Sottile indossa il tipico sguardo da incantatore di serpenti; e lo getta al di là del vetro nella speranza di ammaliare i telespettatori con rivelazioni sempre clamorose, notizie ovviamente esclusive, risvolti inquietanti. Non si accorge – oppure no: se ne accorge benissimo- che è proprio quel linguaggio addizionato di anidrite carbonica, l’enfasi da rapper dell’horror [...] a rendere Quarto grado [...] un format repellente” scrive Sabatini che forgia per Sottile l’epiteto di ‘telebecchino‘, in un’analisi del programma e della conduzione che attinge alla letteratura popolare della Invernizio, alla galleria umana dei personaggi di Montalbano, all’atavico universo della narrativa dell’orrore.

    La reazione di Sottile non si è fatta attendere ed è passata in un primo momento tramite un canale ‘privato’, Facebook, dal quale Sottile intima a Sabatini di cancellare subito il suo post dalla rete: “O rimuovi l’articolo, oppure ti chiederò un milione di euro di danni, e altrettanto farà Mediaset” l’ultimatum lanciato da Sottile, che già in passato – come rivela Sabatini – aveva risposto ad alcune critiche del collega con telefonate dal vago sapore minatorio.

    Mariano Sabatini, come è normale che sia, non ha rimosso il suo post e qualche giorno fa è stato raggiunto da una querela per diffamazione. Il caso è quindi definitivamente deflagrato. Non potevamo certo esimerci dall’intervistare Sabatini e commentare con lui quanto sta accadendo.

    Allora Mariano, la virulenza della reazione di Sottile lascia perplessi, sembra figlia di vecchie ruggini: ma dì la verità, che gli hai fatto in passato?
    Nessun trascorso comune. Non ho mai replicato ai suoi insulti, sebbene non abbia mancato di farsi vivo ogni volta che non gradiva le mie osservazioni critiche. Di solito mi dà del frustrato, non riuscendo a concepire che possa esserci qualcuno che non aspiri a fare il suo lavoro. Io ho fatto l’autore per anni, ho iniziato con un signore che si chiama Luciano Rispoli, gran campione di civiltà e misura, appaio spesso in video per parlare di tv o dei miei libri… la mia voglia di visibilità è ampiamente soddisfatta. Semmai dovessi passare davanti alle telecamere in pianta stabile, mai e poi mai mi assumerei la responsabilità di un programma brutto come Quarto grado.

    Ma, deviando un attimo dal caso di specie, come giudichi la profilerazione di spazi, programmi, speciali, approfondimenti (più o meno giornalistici) sulla cronaca nera? Persino i tg sono stati accusati di essere troppo inclini all’orrore privato…
    In generale in tv, da troppo tempo, la cronaca nera è usata come espediente per fare ascolti come una volta si faceva coi balletti e le canzonette. L’informazione sui fatti di sangue per me dovrebbe iniziare e finire coi tg. La sovrabbondanza genera una grave assuefazione al dolore oltre ad assecondare, in un circolo vizioso, una insostenibile attitudine alla morbosità e al guardonismo. Il caso di Alfredino Rampi (di cui lo scorso 13 giugno è caduto il trentennale della morte, n.d.r.) non ci ha insegnato nulla e il turismo macabro di Avetrana nasce dal chiacchiericcio di tante trasmissioni che spacciano il rumore per giornalismo.

    Beh, ieri Quarto Grado ha trasmesso il filmino del matrimonio di Melania Rea e ne ha ricostruito la scena del crimine, con tanto di sagoma tracciata sul pavimento dello studio (un escamotage che fa un baffo ai plastici di Vespa a Porta a Porta). Alla luce di questi ‘nuovi elementi’ aggiungeresti oggi qualche altra cosa alla tua critica sul programma?
    No, in quel pezzo c’è tutto.

    Credo di aver fatto bene il mio lavoro. La libertà di satira e di critica è un dovere, prima che un diritto.

    E non ne dubitiamo affatto. Ma secondo te cosa dobbiamo aspettarci ancora da Quarto Grado?
    Diciamo che l’andazzo che ha preso la televisione ci ha assuefatti alla rincorsa verso il peggio. L’asticella del buon gusto e della misura viene spostata sempre più in alto, o più in basso a seconda del punto di vista. Da Quarto grado dobbiamo aspettarci, come da annuncio di queste ore, che proseguirà… io aggiungo purtroppo.

    Fuori dai denti, credi che se fosse stato Aldo Grasso a scrivere male di lui in quel modo, Sottile avrebbe reagito in egual maniera?
    A questa domanda non so rispondere; certo il professor Grasso, che stimo, è una colonna della corazzata del Corriere della sera. Se l’ufficio legale di Mediaset o un anchorman denuncia un battitore libero come sono io il confronto è impari. Tanto più grave che un giornalista quereli un collega, dovrebbe essere considerato un tabù inviolabile, per quel tanto di cannibalico che evoca.

    La logica dei poteri forti, quindi, non tradisce mai. Ma dì la verità, un po’ con Sottile ce l’hai…
    Ma neanche per sogno! Ricordo con un sorriso persino l’aggressione scomposta, in strada, di una potente autrice che saltabecca tra Rai e Mediaset, figuriamoci… Anzi, ti dirò, apprezzavo molto di servizi di Sottile, giovane cronista di mafia per il Tg5.

    Ma l’accusa di diffamazione da dove nasce? Dal telebecchino?
    Questo non lo so, ancora non ho letto la motivazione della querela. In ogni caso Sottile ha avuto da obiettare anche dopo un’intervista che gli feci per il quotidiano Libero, un’intervista sia chiaro, non una recensione. Sebbene io credo sia sacrosanto dovere, prima ancora che diritto, di un critico poter dissentire anche in modo severo.

    Ti eri mai trovato in una situazione del genere? Ti capitano spesso, non dico richieste di risarcimento per 1 mln di euro, ma telefonate furiose post articolo?
    Credo che il direttore di Metro, Giampaolo Roidi, debba spesso fronteggiare telefonate sgradevoli, però mi ha sempre lasciato libero di scrivere il mio “Fattore S” quotidiano in piena libertà. Dopo i pezzi sul portale Tiscali:Notizie, dove apparsa la recensione incriminata, ricevo decine di commenti positivi e negativi dai lettori. Dopo un pezzo irridente sul programma della Parietti per La7d mi ha telefonato l’autore, Giovanni Benincasa, per ringraziarmi. Stessa cosa fece Osvaldo Bevilacqua, ringraziò per un pezzo pesantemente ironico. Qualcuno mi ha detto che Costanzo non vuole neppure sentirmi nominare, eppure non si è mai sognato di replicare o denunciare. Noblesse oblige.

    Ma sicuro che dietro non c’è una gelosia personale da parte di Sottile? Che so, qualche fidanzatina al liceo… (si scherza, eh!)
    E che gelosia potrebbe avere nei miei confronti un famoso e osannato presentatore di un programma di prima serata, a cui fanno seguito entusiastici comunicati aziendali e paginate compiacenti su grandi quotidiani? Né gelosia né invidia. Semplicemente credo di aver guastato una festa in pieno svolgimento. E diciamo che posso andar fiero di essere riuscito a catturare l’attenzione di Salvo Sottile, pur non avendo in programma di passare a breve a miglior vita.

    Beh, la situazione è in fieri e gli avvocati di Mariano sono certi che la questione legale si dissolverà in una bolla di sapone. L’episodio, però, lascia uno sgradevole senso di amaro in bocca, non quello dolciastro del sangue…

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