Quante Storie, Milena Gabanelli difende Report: ‘Non si è detto che non bisogna vaccinare’

Milena Gabanelli, ospite di Corrado Augias nella puntata di Quante Storie del 20 aprile 2017, difende l'operato di Report e di Sigfrido Ranucci dopo le polemiche relative al servizio sui vaccini andato in onda il 17 aprile su Rai 3: 'Sono state sottovalutate le reazioni, ma non si è detto di non vaccinarsi'.

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    Quante Storie, Milena Gabanelli difende Report: ‘Non si è detto che non bisogna vaccinare’

    Report è sotto attacco da più fronti, negli ultimi giorni, per colpa di un servizio sul vaccino anti-Hpv. Scongiurata l’ipotesi di una sospensione del programma di inchiesta di Rai 3, che andrà regolarmente in onda lunedì 24 aprile, a intervenire ora nella querelle è Milena Gabanelli, che è stata alla guida del programma per 20 anni. Nella puntata di ieri di Quante Storie, ospite di Corrado Augias, ha detto ciò che pensa di tutte le polemiche su Report e sui vaccini e ha difeso l’ex collaboratore e collega Sigfrido Ranucci.

    Milena Gabanelli difende Report e il suo conduttore Sigfrido Ranucci, quando Augias, nella puntata di Quante Storie del 20 aprile 2017, la tira dentro alla questione nonostante un po’ di ritrosia della giornalista: ‘I vaccini obbligatori vanno fatti. Per quelli facoltativi, ognuno si consulta con il proprio medico e decide… Mi vuole tirare dentro alla polemica di queste ore? Spero di no…’. Il riferimento è alla ormai chiacchieratissima puntata di Report di lunedì 17 aprile. E Augias, che ammette di non aver visto tutta la puntata ma sola una parte del servizio, non aspettava altro: ‘Un pochino. Volevo un giudizio generale sui vaccini perché lei sa meglio di me che oggi c’è una campagna demenziale che dice ‘I vaccini fanno male’, essendo in realtà i vaccini una delle conquiste scientifiche del genere umano, io ritengo. Lei condivide? Da telespettatrice come ha visto questa cosa?’.

    Report: Milena Gabanelli difende il programma e Ranucci

    Milena Gabanelli scende in campo in difesa di Report, spiegando che c’è stato un misunderstanding: ‘Assolutamente sì, condivido. Da lettrice ho capito che in tre hanno visto la puntata e 97 ne parlano. Siccome è un argomento molto sensibile, dove non c’è discussione tra chi è critico e invece chi dice ‘non se ne discute nemmeno’, aver usato la parola vaccino tira dentro automaticamente questi schieramenti opposti animandoli in maniera spesso molto pretestuosa e anche strumentale, come è stato in questo caso. Perché non si è parlato di un vaccino obbligatorio, se ne è parlato in termini che possono essere discutibili, ma non si è detto che non bisogna vaccinare’. Augias, però, ha qualche perplessità: ‘Secondo me è stata un’imprudenza affrontarlo in quel modo, in questo momento’. La giornalista ed ex conduttrice di Report, però, difende il lavoro del collega Ranucci che al massimo può aver sottovalutato le reazioni a quel servizio: ‘Può essere. Ma io credo che il soggetto giusto che può rispondere è direttamente l’autore. Ranucci è stato il mio co-autore per dieci anni, non dubito né della sua correttezza né della sua scrupolosità. Certo, non siamo due anime sovrapposte. Io ho una modalità per affrontare gli argomenti, lui ne ha un’altra. A volte si possono sottovalutare delle reazioni su temi così sensibili nei quali bisogna invece dosare le parole’. E aggiunge: ‘La sostanza della cosa è questa, o almeno la mia percezione: si è sollevata una criticità nel riferire le controindicazioni, le reazioni avverse, e quindi è un problema che tocca la farmacovigilanza, tanto più su argomenti dove si è così sensibili la farmacovigilanza deve assolutamente trasparente, proprio per non prestare il fianco a derive. Ranucci lo ha detto: i vaccini vanno fatti, io vaccino i miei figli, non è che non lo ha detto’.

    Report: Sigfrido Ranucci spiega il servizio sui vaccini

    Lo stesso Sigfrido Ranucci nelle ultime ore ha sentito il bisogno di chiarire la sua posizione, con riferimento al servizio sui vaccini andato in onda nella puntata di Report del 17 aprile scorso. E lo ha fatto con una lettera al Corriere della Sera, condivisa anche sulla pagina Facebook del programma: ‘… Sento il bisogno di scrivere queste righe in seguito al clamore che ha suscitato in questi giorni il servizio trasmesso lunedì sul Papilloma virus. Il servizio è cominciato con una grafica che specificava nei dettagli l’utilità del vaccino, nella quale abbiamo affermato che questo vaccino previene il tumore al collo dell’utero. Il programma proseguiva con un mio intervento nel quale letteralmente affermavo: «Quest’inchiesta non è contro l’utilità dei vaccini, in tema di prevenzione si tratta della scoperta più importante degli ultimi 300 anni», anche se tale vaccino è consigliato, ma non obbligatorio. Specificavo poi che il tema del servizio erano le reazioni avverse, e fornito gli elementi dimostrati dall’Oms, nel centro di Uppsala in Svezia…’. Così spiega Ranucci, difendendo l’operato suo e dei suoi collaboratori.

    Il conduttore di Report però si assume la responsabilità di quanto accaduto e assicura che tutti i chiarimenti dovuti ai telespettatori saranno forniti nella prossima puntata del programma, in onda come sempre lunedì in prima serata, ora che la paventata sospensione è scongiurata: ‘Tutto questo è stato inteso come un servizio contro i vaccini obbligatori. Se è stato compreso in questo modo, prestando di conseguenza il fianco a strumentalizzazioni, significa che non sono stato sufficientemente chiaro. Di questo mi assumo ogni responsabilità, e anticipo attraverso il suo giornale l’intenzione di fornire ogni chiarimento ai telespettatori nella prossima puntata di Report. Ci tengo a ribadire l’importanza delle vaccinazioni obbligatorie e quelle consigliate anche perché ho sempre fatto vaccinare i miei figli’.