Qualitel Rai, ancora nulla di fatto, colpa dell’Ue?

Qualitel Rai, ancora nulla di fatto, colpa dell’Ue?

slitta ancora l'attivazione del Qualitel Rai, accusa all'Ue

    RAI

    Non è colpa della Rai ma dell’Unione Europea se il Qualitel non è ancora operativo. Questo in breve quanto ha fatto intendere senza troppi giri di parole Giancarlo Leone, il vicedirettore generale della Rai, in una recente intervista al Messaggero. Scopriamone di più.

    Il Qualitel, il nuovo indice di gradimento dei programmi televisivi della Rai, inserito nel contratto di Servizio 2007-2009 dall’ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, come annunciato a febbraio avrebbe dovuto essere attivato già ad aprile, poi si è rimandato a giugno. Ma qualcosa si è inceppato ancora. Siamo ad agosto e il Qualitel sembra ancora una “chimera”. La causa? Una “querelle normativa” con l’UE.

    Questa la spiegazione che il vicedirettore Leone ha dato al Messaggero: “La Rai è assoggettata in materia di appalti a una regolamentazione che impone per importi di una certa rilevanza di dare corso a un bando di aggiudicazione aperto a tutta l’Ue“.
    L’importo considerato è di circa 500 mila euro e nel caso si attivasse la procedura europea i tempi di attivazione si allungherebbero ulteriormente. Per evitare questa lungaggine Viale Mazzini ha fatto appello al sottosegretario del ministero delle Comunicazioni Paolo Romani, ma non ha ancora ricevuto risposta.

    Il nodo della questione ci sembra dunque essere la scelta dell’istituto specializzato che si occuperà di effettuare le misurazioni.

    Il Qualitel, che si andrà ad affiancare ai dati dell’Auditel (che misura gli ascolti e non il gradimento), prevede un meccanismo abbastanza semplice di misurazione della qualità di tutte le trasmissioni Rai: ogni giorno sarà intervistato un campione di mille persone che esprimerà il proprio giudizio sui programmi tramite una scala di gradimento che andrà da zero a un massimo di cento.
    I risultati ottenuti da ciascun programma e per tutte le fasce orarie saranno pubblicati ogni giorno dopo l’ora di pranzo. In tutto le misurazioni del Qualitel saranno cinque: la prima per i soli programmi del prime time (orario considerato 20-24), la seconda per le altre fasce orarie, la terza per i programmi minori, la quarta per l’offerta Rai sul web e la quinta per un giudizio generale sul servizio pubblico offerto dalla tv di Stato.

    L’iniziativa ci sembra ottima ma servirà a cambiare qualcosa nella tv italiana? Intanto aspettiamo che il Qualitel sia finalmente operativo!

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