Pupetta – Il coraggio e la passione: cast e intenti della fiction stroncati

Critiche a Pupetta - Il coraggio e la passione, fiction di Canale 5 ispirata alla vita della camorrista Assunta Maresca

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    Successo d’ascolti a parte, Pupetta – Il coraggio e la passione ha provocato una pioggia di critiche in seguito alla messa in onda ieri su Canale 5. Le motivazioni per scagliarsi contro la nuova produzione della Ares Film con Manuela Arcuri sono molteplici: dalla trasformazione in eroina della protagonista ispirata all’ex camorrista Pupetta Maresca fino alla recitazione della sensuale attrice di Latina.

    Come annunciato già dagli inizi delle riprese nel 2011, Manuela Arcuri ha dovuto riportare sul piccolo schermo il personaggio di Assunta Maresca detta Pupetta, che negli anni Cinquanta vendicò l’omicidio del marito camorrista uccidendone a colpi di pistola il mandante. Detenuta per diciotto anni, non ha smesso di avere a che fare con la camorra legandosi ad un altro boss. Non proprio un curriculum da elogiare con accostamenti quali il coraggio e la passione, come suggerisce in primis Luca Borgomeo, presidente dell’Associazione di telespettatori cattolici Aiart: ‘Numerosi telespettatori hanno manifestato reazioni negative sulla fiction ‘Pupetta Maresca’ in onda su Canale 5. La fiction è antieducativa, in quanto presenta come eroina, una donna di un clan camorristico di Castellammare di Stabia, legata ad ambienti della malavita napoletana, assassina e condannata per omicidio a 18 anni di carcere…Speculare, come fa la fiction per motivi di cassetta, su un doloroso fatto di cronaca, senza preoccuparsi di trasmettere, soprattutto ai giovani un messaggio devastante, è un fatto gravissimo: un’ennesima prova del degrado della tv italiana. E Mediaset, conquista altri punti nella competizione aperta con la Rai a fare ‘mala-education‘.

    A questo si aggiunge anche il punto di vista di Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo ucciso dalla camorra nel 1985, che senza riferimenti diretti ha scritto una lettera aperta dal messaggio forte e chiaro. Eccone un passo: ‘Esiste anche un’altra Napoli da raccontare che invece viene spesso ignorata, una Napoli ferita ma che si ribella, la Napoli delle vittime innocenti della criminalità. Sono storie spesso sconosciute che noi stiamo raccontando una a una attraverso le testimonianze dei familiari, sono storie dolorose che mostrano la sofferenza, e la crudele violenza criminale…Crediamo che sia giunta l’ora di raccontare la storia della criminalità del nostro paese ma dalla parte giusta, quella delle vittime, non da quella dei carnefici. Raccontare queste storie e non altre aiuta a capire, aiuta a non perdere la voglia e l’energia di ribellarsi, aiuta a scegliere da che parte stare, evita il rischio dell’assuefazione, del rassegnarsi, del pensare che in fondo è un fenomeno che non ci tocca, che é lontano da noi. Vorremmo che tutti comprendessero che anche così si costruisce un Paese migliore‘.

    Ma ce n’è anche per Manuela Arcuri, felice di aver ottenuto un ruolo così complesso per il quale aveva richiesto l’aiuto della vera Pupetta Maresca, oggi settantasettenne. Tra i commenti più caustici c’è quello della blogger Selvaggia Lucarelli che non nasconde la reazione alla visione della fiction di Canale 5: ‘Il coraggio e la passione. Il coraggio del regista nel dare il ruolo di Pupetta alla Arcuri e la passione degli italiani per ‘ste oscenità.. Ah. E già che ci siamo: Pupetta Maresca era una camorrista. Assassina. Usuraia. Delinquente. Quindi il coraggio e la passione di ‘sta cippa‘.