Premio tv 2013: Paolo Bonolis attacca il Festival di Sanremo di Fazio

Premio tv 2013: Paolo Bonolis attacca il Festival di Sanremo di Fazio

Al Premio Tv 2013, Paolo Bonolis si mostra polemico nei confronti della Rai e del Festival di Sanremo targato Fabio Fazio

    Paolo Bonolis vs Sanremo: polemica al Premio tv 2013

    Si sono tenuti un paio di giorni fa i Premi tv 2013, gli Oscar del piccolo schermo italiano. Paolo Bonolis si è presentato sul palco per ritirare il riconoscimento ottenuto grazie ad Avanti un altro. Ma l’evento ha rappresentato l’occasione giusta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di Sanremo 2013.

    Non è un mistero che il conduttore romano abbia guardato di traverso l’ultima edizione della kermesse canora. Il festival targato Fazio gli è rimasto un po’ indigesto, prima ancora che andasse in scena. Bonolis aveva già rilasciato dichiarazioni polemiche nei confronti della presunta innovazione portata a Sanremo dal presentatore di Che tempo che fa. Innovazione che a suo dire era avvenuta già qualche anno prima, grazie a lui. La mancanza di una valletta sul palcoscenico? Niente di originale, nemmeno nel Sanremo di Bonolis c’era stata.
    Inoltre, non aveva gradito molto la rottura col passato perpetrata da Fazio e soci, ritenuta quasi un’offesa nei confronti dei predecessori:

    ‘Mi spiace che la cassa mediatico-politica abbia dovuto spegnere il successo delle edizioni di Morandi e della Clerici. Si può essere bravi senza cancellare dall’anagrafe o mortificare altri esseri umani.’

    Così, salito sul palco in compagnia dell’inseparabile Luca Laurenti, Bonolis si è lasciato andare a un attacco feroce, mascherato dietro un velo quasi inesistente di ironia. I due sono comparsi in scena coprendosi le bocche con dei fazzoletti e il presentatore ha spiegato il motivo:

    ‘Scusate, ci hanno detto che dopo il Festival di Sanremo di Fazio e della Littizzetto qui si respira un’altra aria.

    Noi veniamo da Mediaset e non ci siamo abituati, quindi dobbiamo cautelarci, perché altrimenti può essere pericoloso. Qui si sente l’odore di Verdi, di Wagner, è l’odore della cultura.’

    Alla faccia della diplomazia. Anche sul fronte ‘culturale’ Bonolis si è sentito punto sul vivo, rivendicando quella caratteristica anche per la sua esperienza sanremese. Pure lui portò la grande musica all’Ariston, facendo risuonare nel teatro le note di Mozart e dei Pink Floyd.

    Insomma, è evidente che Paolo se l’è legata al dito questa storia della ventata di novità introdotta da Fabio Fazio. L’unica cosa che non si capisce bene è il perché. Nessuno toglie a Bonolis il merito di aver portato anche lui, a suo tempo, originalità e freschezza in casa Rai. Non è un delitto se qualcun altro è riuscito poi a fare altrettanto, e di certo la cosa non toglie onore a chi è venuto prima di lui.

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