Porta a Porta, lo spot durante Cenerentola diventa un caso

Porta a Porta, lo spot durante Cenerentola diventa un caso

L'Osservatorio sui Minori si scaglia contro Bruno Vespa e il suo spot all'interno del film d'animazione Cenerentola andato in onda martedì scorso in prima serata su Rai Uno

    vespa bruno

    Porta a Porta, che durante Cenerentola lancia lo spot della puntata, diventa un caso. Ieri non abbiamo potuto fare a meno di occuparcene e poco dopo, sui siti dei principali quotidiani, Repubblica.it e Corriere.it, sono apparsi i primi articoli sul caso. Lo spot di Porta a Porta ha causato le polemiche dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori. Poi anche il Tg3 ha lanciato un servizio sull’argomento e sia sul web sia in tv non sono mancati i commenti di Antonio Marziale, presidente dell’associazione sui diritti dei minori.

    Marziale ha definito “nefasto” lo spot che, all’interno del film d’animazione ha generato non poca inquietudine alla luce anche del fatto che Cenerentola ha fatto il pieno d’ascolti martedì sera. Un fatto grave, Nello spot si paragonava Cenerentola alla vita delle ragazzine che poi però sono scomparse e da qui il tema della puntata come e cosa fare per proteggere i nostri figli. Per L’Osservatorio si sono violate precise leggi che determinano il divieto di spot pubblicitari all’interno dei cartoni animati, ma qualora non fosse stato possibile applicare la legge alla lettera, per Marziale si sarebbe potuti e anche dovuti ricorrere al buon senso.

    Dure parole quelle di Marziale che senza mezzi termini definisce lo spot incriminato, “inquietante” e chiarisce che si è passato il limite accostando, “all’interno di una delle ormai molto rare occasioni in cui la famiglia può riunirsi davanti alla tv, un promo su chi possa proteggere in nostri figli”. Insomma quello che avevamo notato mentre eravamo proprio rilassati davanti a Cenerentola, lo avevano notato anche molti altri.

    Questo ci fa molto piacere, vuol dire che i telespettatori non sono poi così distratti come qualcuno vorrebbe che fossero e come non abbiamo lasciato correre noi così non hanno lasciato correre le associazioni che hanno immediatamente chiesto riscontro dell’accaduto. Dal canto suo Bruno Vespa ha minimizzato, limitandosi a dichiarare tramite una nota,

    Siamo stati sempre molto vicini alle posizioni dell’Osservatorio sui diritti dei minori, ma stavolta riteniamo non giustificato l’allarme del presidente Marziale. Proprio perché sapevamo di essere ascoltati da un pubblico particolarmente sensibile abbiamo accuratamente evitato ogni riferimento forte alle vicende che hanno coinvolto Yara e Sarah. Il titolo dello spot era: Come difendere i nostri figli. E questo purtroppo è un tema all’ordine del giorno di tutte le famiglie con figli pre-adolescenti e adolescenti che hanno visto abbassarsi in modo inatteso le soglie di sicurezza verso limiti sempre più difficilmente gestibili. Un tema squisitamente da servizio pubblico, sul quale, come accaduto già in passato, saremo lieti di coinvolgere lo stesso presidente Marziale”.

    Ma Marziale va oltre e chiede un intervento anche a presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, on. Sergio Zavoli affinché “chiarisca la differenza tra servizio pubblico e emittenza privata“. Staremo a vedere se ci saranno sviluppi, il 26 dicembre, ricordiamo a Bruno Vespa andrà in onda La Bella Addormentata nel Bosco, così avrà il tempo per preparasi, e anche noi.

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