Porta a Porta intervista Misseri, ma i protagonisti sono Roberta Bruzzone e l’avvocato Galoppa

da , il

    Michele Misseri, Porta a Porta

    Contrariamente a quanto annunciato, Michele Misseri non si è accomodato su una delle poltroncine bianche di Porta a Porta ma è stato protagonista della puntata di ieri, mercoledì 19 ottobre, con l’ormai consueta intervista ‘esclusiva’ registrata nella sua casa di Avetrana, teatro – a quanto sembra – dell’omicidio di Sarah Scazzi. Secondo uno schema ormai rodato, le pillole dell’intervista hanno scandito i blocchi della scaletta, mentre in studio la compagnia di giro (Simonetta Mautone, Paolo Crepet, Marida Lombardo Pijola, etc) provvedeva al commento. Ma i veri protagonisti della serata sono stati la criminologa Roberta Bruzzone e l’ex avvocato di Misseri, Daniele Galoppa, accusati da zio Michele di averlo costretto a puntare il dito su Sabrina. Vespa concede loro ampio diritto di replica.

    Michele Misseri non ha partecipato in studio a Porta a Porta, che si è limitata a trasmettere l’ennesima intervista allo zio di Sarah Scazzi registrata dall’ennesima inviata nella villetta di Avetrana: il copione è sempre lo stesso, visto e rivisto in mille altre interviste concesse con generosità a tutti i programmi di attualità, da Quarto Grado a Matrix, con immancabile effluvio di lacrime, con la visita all’altarino per Sarah allestito proprio nel garage dove Misseri continua a ripetere di aver ucciso la ragazzina, delitto di cui questa volta non ricostruisce la dinamica a favor di telecamere, ‘rispettando’ la richiesta di Concetta e Claudio Scazzi. “Non parlo di Sarah, Concetta mi ha chiesto di non farlo” dice Michele alla giornalista di Porta a Porta, limitando così al massimo la disquisizione su come avrebbe ucciso e nascosto il corpo della ragazzina.

    La novità delle ultime ore, però, è l’accusa di Misseri alla criminologa Bruzzone e al suo ex avvocato, Daniele Galoppa, che lo avrebbero spinto a incolpare Sabrina del delitto ‘approfittando’ di un suo momentaneo stato di confusione mentale, indotto dagli psicofarmaci assunti nei primi giorni di carcere. Lo ha messo nero su bianco nel memoriale consegnato lunedì alla Procura di Taranto, aprendo un nuovo fronte legale che lo vedrà querelato dalla Bruzzone e da Galoppa, che rischiano la cancellazione dai rispettivi albi professionali. Un’accusa grave che per Galoppa è figlia di una precisa strategia difensiva (volta a ‘proteggere’ Sabrina e Cosima, non Misseri), orientata allo sgretolamento dell’incidente probatorio nel quale è stata cristallizzata l’accusa di Misseri nei confronti della figlia.

    E sono proprio la Bruzzone e Galoppa i veri protagonisti della puntata: la criminologa sfodera il suo lato ‘leonino’ controbattendo punto per punto alle accuse mossele da Misseri, appoggiata da Galoppa, che non perde il suo understatement nel delineare le vere ragioni di una mossa così ‘azzardata’ e ‘perdente’ da parte di Misseri, evidentemente consigliato – questa volta sì – dai suoi legali, o più prosaicamente dalle donne della sua famiglia, vere artefici, secondo l’ex avvocato, delle pressioni su Michele e causa delle sue cinque diverse confessioni.

    Non a caso il nuovo legale di Misseri, chiamato a difenderlo per il solo capo d’imputazione a suo carico, ovvero la soppressione di cadavere proprio grazie alle risultanze dell’incidente probatorio, cerca di tenere un basso profilo, limitandosi a ‘comparire’ come mero supporto ‘tecnico’ alle decisioni di Misseri. “Una delle prime cose che ho imparato è che non spetta all’avvocato difensore cercare la verità, ma ribattere alle accuse” dice in collegamento il nuovo avvocato di Misseri, beccandosi anche i rimbrotti della Mautone: “La riforma della procedura permette le investigazioni della difesa, il suo mi sembra un ruolo fin troppo riduttivo” ribatte il magistrato.

    In breve, tra un plastico della villetta, una ricostruzione puntuale delle tante (troppe) versioni di Michele Misseri e delle sue mille contraddizioni e un commento sulle sue reali condizioni psichiche, Porta a Porta si ‘trasforma’ per lo più in un’udienza sul caso Bruzzone/Galoppa, ennesimo colpo di scena di un caso che sembra ogni giorno più lontano dalla verità. “Prove non ce ne sono, né contro di me né contro mia figlia e mia moglie” ha detto Misseri nella conferenza stampa improvvisata di lunedì scorso: il punto è tutt qui e il caso Scazzi sembra al momento avviarsi verso una ‘deriva’ da caso Bebawi. Lì due coniugi si accusavano a vicenda di un delitto, venendo entrambi assolti per mancanza di prove; qui abbiamo un ‘reo confesso e pentito e riconfesso’ che alterna le sue versioni in assenza di prove… come finirà?