Porta a Porta in prima serata a un mese dal sisma in Abruzzo

Porta a Porta in prima serata a un mese dal sisma in Abruzzo

A un mese dal devastante terremoto che la notte del 6 aprile ha sconvolto L'Aquila e i comuni vicini, Porta a Porta dedica uno speciale in prima serata al sisma, per fare il punto sulla situazione delle aree colpite

    La disperazione in una foto del mese scorso

    6 aprile – 6 maggio: a un mese dal drammatico terremoto, Porta a Porta torna in Abruzzo per ricordare le vittime del sisma e per fare il punto sul post emergenza e sulla ricostruzione. Questa sera su RaiUno alle 21.10.

    “Non dimenticare”: questa la parola d’ordine dello speciale Porta a Porta che commemora, di fatto, il trigesimo del devastante terremoto che ha scosso L’Aquila e i paesi limitrofi la notte del 6 aprile scorso. Una scossa di magnitudo 5.8 della scala Richter, culmine di un’ondata sismica che martellava – e continua a martellare – la zona dallo scorso dicembre, ha praticamente distrutto il centro storico de L’Aquila e decine di comuni vicini, seppellendo sotto le macerie 298 persone. Oltre 1500 i feriti, più di 60.000 gli sfollati, raccolti nelle tendopoli, presso gli alberghi della costa o spostatisi presso amici e parenti. E nonostante la possibilità di tornare a casa per quanti hanno ottenuto l’agibilità dei propri appartamenti, si continua a vivere altrove: la terra continua a tremare e la paura non si dimentica.

    A ricordare le vittime del terremoto sono giunti oggi a L’Aquila i presidenti della Camera e del Senato.

    Ma al ricordo si aggiunge la necessità di ricostruire. Già ieri, ospite di Porta a Porta, Silvio Berlusconi ha fatto il punto sulle iniziative del governo a sostegno delle popolazioni colpite e ha presentato i finanziamenti previsti per la ricostruzione delle prime abitazioni da terminare prima di ottobre.

    E mentre al dolore si sostituisce progressivamente la rabbia, Bruno Vespa, aquilano doc, torna in città per capire cosa è stato fatto finora e cosa ancora c’è da fare, raccogliendo i ricordi, ancora freschissimi dei sopravvissuti. Il circo mediatico non si ferma: la speranza è che almeno porti qualche rapido risultato.

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