Porta a Porta ‘buca’ i Referendum 2011, Vespa: “Non accadrà più”

Porta a Porta ‘buca’ i Referendum 2011, Vespa: “Non accadrà più”

Bruno Vespa spiega le ragioni della latitanza di Porta a Porta sui Referendum 2011 e promette che non accadrà più

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    Vespa porta a porta referendum

    L’inesistente copertura della Rai sui Referendum 2011, praticamente ignorati, continua a suscitare polemiche. Ha ‘stupito’ soprattutto l’assenza di Porta a Porta, che proprio lunedì 13 ha dato il via al suo ciclo di appuntamenti estivi dedicati alla cronaca nera e ai delitti della ‘stagione tv’. Ora Bruno Vespa spiega le ragioni della ‘buca’, dando la responsabilità ai rigidi palinsesti Rai e ai vertici, che non gli avevano detto che altre trasmissioni di attualità politica, come Ballarò, erano ancora in onda. Da qui una promessa: “Non succederà più“.

    I risultati dei Referendum 2011 sono praticamente passati in cavalleria sulle reti Rai: il maldestro tentativo di recupero in extremis del Tg1, che ha costruito d’urgenza uno specialino visto il raggiungimento del quorum, ha addirittura aggravato la situazione. Non solo ha creato malumori in redazione, con Francesco Giorgino che si è rifiutato di condurre una ‘cosa’ raffazzonata all’ultimo minuto – lasciando a Marco Frittella l’onere di ‘metterci la faccia’ -, ma ha raccolto anche un misero 8,36% di share, contro il circa 20% ottenuto dal Tg3, in onda dalle 15.

    A questo va aggiunta la latitanza di Porta a Porta, che da lunedì 13 giugno è in ferie. Bruno Vespa reagisce solo oggi alle polemiche infuriate sul web con una lettera aperta pubblicata sulle colonne di Repubblica.

    Il suo intervento parte con un riferimento all’Amaca di Michele Serra, che aveva ironicamente commentato l’assenza di Porta a Porta: “Michele Serra ha perfettamente ragione – scrive Vespa – perfino io ho capito che lunedì scorso sarebbe stato meglio parlare di Referendum che non di Sarah e Melania“.

    Purtroppo - spiega Vespa – per una rigida impostazione dei palinsesti e una conseguente caduta dei contratti dei miei collaboratori di cui non porto resposnabilità alcuna, era stabilito da mesi che il ciclo ordinario di Porta a Porta sarebbe finito giovedì 9 giugno e che da lunedì 13 sarebbe partito il breve ciclo estivo, già registrato in precedenza“.
    Ma Vespa continua: “Di più: io ero convinto che tutte le trasmissioni informative sarebbero state chiuse la settimana scorsa e nessuno mi aveva avvertito che Ballarò, ad esempio, sarebbe andato in onda fino all’inizio di luglio“. Beh, la scusa è quasi peggiore dell’accusa: sapendo dei Referendum, Vespa avrebbe potuto chiedere una ‘deroga’ alla chiusura del programma e in merito alla prosecuzione delle altre trasmissioni, beh, poteva bastare un Tv Sorrisi e Canzoni

    Ma Vespa ha pronte le contromisure per evitare che una simile, imbarazzante situazione possa ripetersi ancora: “Non accadrà più. Ho chiesto espressamente all’Azienda di modulare contratti e palinsesto in modo che l’ano prossimo la stagione di Porta a Porta possa concludersi contestualmente alle altre maggiori trasmissioni informative“. Insomma, ci sembra che la preoccupazione di Vespa non sia tanto quella di seguire l’attualità, quanto di non essere ‘secondo’ a nessuno.

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