Porta a Porta, Bruno Vespa con kalashnikov copia in diretta TV. Larussa: ‘Non si punta neanche scarico’

Porta a Porta, Bruno Vespa con kalashnikov copia in diretta TV. Larussa: ‘Non si punta neanche scarico’

Bruno Vepa: un fucile kalashnikov puntato a Porta a Porta del 9 gennaio 2015, durante lo speciale su Parigi

    Bruno Vespa impugna il fucile

    Dal plastico alla bacchetta al kalashnikov. Bruno Vespa abbraccia un fucile a Porta a Porta durante lo speciale tv dedicato a Parigi, firmato insieme al Tg 1, per raccontare la tragedia che ha colpito la Francia. “E’ un giocattolo”, chiarisce poco dopo il presentatore tv, facendo intendere di non dover avere paura, ma ad uno degli ospiti della puntata, Ignazio La Russa, la cosa spaventa comunque: “Non si punta mai un fucile”, dice il politico di Forza Italia. Chi pensa che il giornalista sia ormai decrepito si sbaglia di grosso, sembra pronto per la guerra…

    Così, durante la puntata speciale dedicata all’attacco terroristico al giornale satirico francese “Charlie Hebdo”, dopo un servizio ritratto sui fratelli combattenti artefici della tragedia, in studio Bruno Vespa ha abbracciato un finto kalashnikov improvvisandosi guerriero nell’animo per tentare di spiegare con una rappresentazione quasi scenica come sarebbero andati i fatti nella redazione giornalistica parigina.

    “Ho imparato ad usare un kalashnikov“, esordisce Vespa nel silenzio generale del pubblico in studio, in compagnia di Sergio Marino collega del Tg3 Lazio, ma con un passato nelle forze dell’ordine. “Questo non è autentico”, chiarisce Vespa, per poi proseguire nella dimostrazione pratica.

    “E’ una copia fatta molto bene”, continua, ma a questo punto Ignazio Larussa interviene dicendo che “un fucile non si punta mai, neanche scarico”. Vespa così ci riprova: “Non è un vero fucile” e, a sua volta, il politico ritenta con un secco “non ha importanza”. Come se niente fosse però, nonostante il riverbero del politico in studio (un politico che frena un giornalista?), Bruno Vespa continua nell’impresa con l’aiuto di due esperti.

    Punta il fucile in studio, chiarisce ulteriormente che “è una copia” e che “stiamo tranquilli”, perché è “un’arma giocatolo”, anzi “un giocattolone”. Inoltre, già nel febbraio del 2010 Vespa mostrò interesse per i fucili, quando durante una puntata dedicata alla caccia si mostrò munito di doppietta in spalla.

    Lo speciale Porta a Porta sulla tragedia che ha colpito Parigi è stato programmato in prima serata su Rai 1, dopo che solo ieri è esplosa la polemica sulla scelta aziendale, dicono gli accusatori, di non aver cambiato i palinsesti con approfondimenti d’informazione, come è invece poi successo già dalla mattina di ieri, dopo il polverone.

    Già nelle precedenti puntate di Porta a Porta i telespettatori hanno segnalato diverse incongruenze nel programma di Bruno Vespa.

    Nella puntata di mercoledì scorso ad esempio, il talk show si è sostanzialmente svolto in due parti: una in diretta con i problemi tecnici e Antonio Di Bella in collegamento da Parigi (mentre Vespa gli parla, l’ex direttore di Rai 3 chiede la linea al Tg di Bianca Berlinguer) e la notizia del blitz imminente con la cattura dei terroristi, prima diffusasi, poi rivelatasi infondata almeno in quelle ore.

    La parte in differita invece, in onda con il ricordo di Pino Daniele grazie Gigi D’Alessio e Tullio De Piscopo tra gli altri, e l’intervista al Ministro Alfano sul ‘caso Berlusconi’, è andata in onda nel bel mezzo di sparatorie e terrorismo. Visto che Bruno Vespa non ha ancora commentato l’episodio, una cosa va detta: Bruno, se ci sente, batta un colpo. Anzi no, il rischio è che stavolta parta davvero.

    Bruno Vespa

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