Porta a Porta: Berlusconi attacca Grillo e difende la sua lettera sull’IMU

Porta a Porta: Berlusconi attacca Grillo e difende la sua lettera sull’IMU

Ospite a Porta a Porta, Silvio Berlusconi attacca i suoi avversari, in primis il 'pericolo Grillo', e difende la lettera sull'IMU inviata agli italiani, per la quale è stato denunciato

da in Bruno Vespa, Porta a Porta, Rai 1, Silvio Berlusconi
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    Porta a Porta: Berlusconi attacca Grillo e difende la sua lettera sull'IMU

    Con la campagna elettorale che volge al termine, potevamo forse farci mancare l’ospitata di Silvio Berlusconi a Porta a Porta? Ovviamente la risposta è no. Il Cavaliere è tornato in quello stesso studio e di fronte a quella stessa scrivania su cui firmò il famoso contratto con gli italiani. Contratto che dichiara pienamente rispettato. Perché lui le promesse le mantiene, come manterrà quella sulla restituzione della rata IMU. Ha addirittura già inviato i moduli nelle case dei cittadini.

    E’ questo il cavallo di battaglia berlusconiano, che galoppa inarrestabile a dispetto di critiche e azioni legali. Sì perché la lettera che molti cittadini si sono ritrovati nella cassetta della posta, un presunto modulo di risarcimento per la rata IMU, è stata oggetto di denuncia da parte degli oppositori politici. Berlusconi però non si scompone, la missiva è un ‘impegno preso solennemente’ e a chi gli chiede dove recupererà il denaro necessario per la restituzione, risponde:

    ‘Prenderò i soldi dalla cassa depositi e prestiti attraverso un accordo com’è stato fatto in occasione del terremoto in Emilia.’

    E a proposito di fondi segreti a cui attingere, il leader del PdL si lancia nella messa a disposizione di 8 miliardi per le famiglie e altri 8 per le imprese. Fa marcia indietro sui 4 milioni di posti di lavoro promessi (‘mai detto’) e invita i giovani a scegliere la strada dell’imprenditoria, agevolata dagli sgravi fiscali nei primi anni.

    Ma Berlusconi non sarebbe Berlusconi se non rifilasse attacchi agli avversari, che stavolta sono parecchio numerosi. Silvio ne ha per tutti, partendo dall’odiata sinistra-comunista e arrivando al Fini-Giuda, passando per personaggi ‘pittoreschi’ e ‘pericolosi’.
    Pierluigi Bersani viene bollato come un bugiardo che si è ridotto a fare ‘minacce mafiose’:

    ‘Ha detto che se andranno loro al potere, Mediaset ne vedrà delle belle.’

    Mario Monti si è invece rivelato una ‘grande delusione’, per non aver mantenuto la parola data di non scendere in politica e per essersi dimostrato diverso da ciò che sembrava.
    E come se ciò non fosse sufficiente, l’immagine del bue che dà del cornuto all’asino si manifesta pienamente quando Berlusconi rinfaccia a Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini di stare in politica da trent’anni. Sul presidente della Camera è poi giunta anche l’inevitabile accusa di tradimento, origine di tutte le sciagure che si sono abbattute sul governo Berlusconi:

    ‘Il mio governo non è stato costretto a dare le dimissioni perché pagavamo sei miliardi in più. Noi siamo stati costretti alle dimissioni per colpa di Fini che ha tradito gli elettori. Abbiamo mantenuto la maggioranza per un anno, poi la sinistra, non si sa come, è riuscita a togliercela.

    Le nostre dimissioni si chiamano tradimento di Gianfranco Fini.’

    Infine arriva anche la critica a Oscar Giannino, nell’occhio del ciclone per via del curriculum ‘gonfiato’, e al fenomeno del Movimento 5 Stelle. Giannino viene definito come un ‘soggetto pittoresco’, mentre è molto più duro l’attacco nei confronti di Beppe Grillo, additato come un vero e proprio pericolo per la società:

    ‘Bisogna opporsi alla marea montante guidata dal signor Grillo, è un capace interlocutore delle folle e sta portando la gente a pensare di picconare la politica mandandoli a casa, mentre manderà Bersani e Vendola al governo. E’ una politica solo distruttiva, non c’è nulla di costruttivo. Grillo è un grande rischio per il nostro Paese. Votarlo è insensato, irragionevle, chi lo fa è senza testa.’

    Colpisce a destra e a manca il Cavaliere, ma non si fa spaventare da nulla. Poco importa che Grillo sia oltre il 20% nei pronostici, o che la coalizione di centro-sinistra superi quella di centro-destra nei sondaggi. Per lui il risultato, l’unico possibile e contemplabile, è solo ed esclusivamente uno:

    ‘Io vincerò, ne sono certo. Un posizionamento al terzo posto è inverosimile.’

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