Pomeriggio Cinque, dopo la Mussolini ecco Sgarbi e Feltri

Dopo le lacrime e la rabbia di Alessandra Mussolini, che ieri a Pomeriggio Cinque, ha strappato furiosa le pagine de Il Giornale oggi Barbara D'Urso ha ospitato la 'replica' di Vittorio Sgarbi e di Vittorio Feltri

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    Dopo le lacrime e la rabbia di Alessandra Mussolini, che ieri a Pomeriggio Cinque, ha strappato furiosa le pagine de Il Giornale – che prima l’ha sbattuta in prima pagina per un presunto video hard oggetto di un ricatto e poi ha pubblicato un veleneso articolo di Vittorio Sgarbi – oggi Barbara D’Urso ha ospitato la ‘replica’ di Vittorio Sgarbi e di Vittorio Feltri. Ne è scaturito un altro attacco alla Mussolini, definita fascista nell’animo come dimostra l’aver strappato il giornale e accusata di voler fare la vittima ad ogni costo.

    Assente Alessandra Mussolini, che ieri ha monopolizzato Pomeriggio Cinque con una rabbiosa reazione (qui il video della Mussolinia Pomeriggio Cinque di ieri) contro Il Giornale, autore a suo avviso di un autentico complotto nei suoi riguardi, donna politica di successo ora sbattuta in prima pagina per un presunto video hard oggetto di un ricatto al Governo. Ma ad averla portata alle lacrime e a strappare con violenza Il Giornale è stato soprattutto un articolo di Vittorio Sgarbi nel quale si ironizza su questa presunta storia di corna. “Di cosa si lamenta – ha scritto Sgarbi -, capirei se fosse stata trovata in un rapporto saffico con Rosy Bindi” gettando tutto in caciara un po’ pecoreccia.

    E oggi Barbara D’Urso dà la parola a Vittorio Sgarbi, in studio, e a Vittorio Feltri, direttore de Il Giornale, in collegamento dalla redazione. Ne scaturisce uno sterile monologo e una discussione del tutto aleatoria con Alessandro Meluzzi, Vladimir Luxuria, l’avvocato di Telefono Rosa, in cui non si mette in evidenza il contenuto davvero discutibile dell’articolo di Sgarbi, ma si ragiona in generale sull’ormai irreversibile trasformazione della politica, in cui è definitivamente entrato il privato, usato come strumento di lotta politica strumentalizzata dai giornali.

    Sgarbi finisce per dare della vittima alla Mussolini, che sta montando tutto questo bailamme aizzando le donne per coprire un innocente cornino al marito, vera vittima a suo avviso di tutta la vicenda, pur in assenza di conferme reali sull’esistenza di questo video. E Sgarbi ci mette il carico: è convinto che con Fiore, leader di Forza Nuova con cui la Mussolini si sarebbe lasciata andare a effusioni registrate da questo ipotetico video, non sia successo niente, anche perché una donna come lei intimidisce e crea un’insuperabile ansia da prestazione. In basso i video.

    Insomma si ragiona su un video che forse non esiste e non si entra nel merito delle dichiarazioni d Sgarbi sul suo articolo, vero oggetto dell’attacco della Mussolini insieme al modo in cui la notizia di questo presunto ricatto è stato presentata. Il fatto che si possa parlare di tutto e che ci sia libertà di stampa vuol dire anche poi assumersi le responsabilità di quel che si scrive.