Pomeriggio 5, Barbara D’Urso conferma: quella del coma etilico è una bufala

Pomeriggio 5, Barbara D’Urso conferma: quella del coma etilico è una bufala

Pomeriggio 5, arriva la conferma: la notizia di Barbara D'Urso in coma etilico era una bufala

    A Pomeriggio 5 del 3 marzo è risultato evidente. Barbara D’Urso, non è caduta in coma etilico, era in verità una bufala. Di cattivo gusto? Può darsi, ma la notizia si è diffusa in lungo e in largo per il web in men che non si dica. E si sa: è sufficiente che una bugia venga ripetuta più e più volte per acquisire i crismi della verità. La smentita però è parsa come un gioco da ragazzi: la conduttrice, famosa per la sua vivacità (sfoderata anche durante l’ultima puntata de Le Invasioni Barbariche) ieri a Pomeriggio 5 non ha mostrato i minimi segni di un post-sbronza, dunque non si sono rese necessarie né smentite ufficiali né dichiarazioni di sorta. Semplicemente la notizia si è rivelata per quel che era: una bufala.

    La notizia era stata lanciata da una testata di dubbia qualità, almeno a giudicare dall’indirizzo, Rainews24gossip.wordpress. Una notizia che, se fosse stata vera, sarebbe stata un vero e proprio scoop. Barbara D’Urso alza il gomito durante una festa organizzata da Briatore, si accascia a terra priva di sensi, e in pieno coma etilico viene portata in ospedale (e che ospedale, il ‘Grace’ del Principato di Monaco). L’articolo informa anche sul tasso alcolico, effettivamente al limite della sopportazione umana: 3,30 grammi per litro.

    Il pezzo prosegue con qualche altro particolare scottante: ‘La conduttrice di Pomeriggio 5 è stata immersa nell’acqua gelida della vasca del bagno, ancora con i vestiti addosso. La speranza era che la conduttrice si riprendesse spontaneamente. Ma così purtroppo non è stato; anzi, le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate a causa del brusco balzo della temperatura corporea e ha rischiato anche l’ipotermia.

    A quel punto è stata una corsa contro il tempo per l’arrivo dei soccorsi’.

    Dettagli, questi, che si addicono più alle feste finite male di qualche adolescente, e che avrebbero dovuto far scattare l’allarme bufala. L’allarme non solo non è scattato, ma la notizia ha viaggiato di social in social, di bacheca in bacheca. Ciò dovrebbe porre in essere qualche riflessione circa la capacità degli internauti di riuscire a distinguere tra una notizia vera e una notizia clamorosamente falsa. Anche perché fin quando si tratta di Lercio, che gioca esplicitamente sull’equivoco, la diffusione delle bufale possono passare in cavalleria. Quando invece si tratta di siti che, come in questo caso, fanno il vero a testate serie con lo scopo di fare incetta di click, il confine tra lo scherzo e la diffamazione diventa veramente sottile.

    467

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI