Politica e tv, intercettati Berlusconi e Minzolini contro Annozero

Politica e tv, intercettati Berlusconi e Minzolini contro Annozero

Silvio Berlusconi, Augusto Minzolini e Innocenzi dell'Agcom sarebbero indagati a Trani per alcune intercettazioni che 'proverebbero' alcune pressioni del premier sull'Agcom per chiudere Annozero

    La procura di Trani avrebbe iscritto nel registro degli indagati il premier Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi: l’indagine sarebbe partita da un giro di carte di credito revolving, ma poi alcune intercettazioni della Guardia di Finanza di Bari avrebbero portato alla luce delle telefonate tra Minzolini e Berlusconi nelle quali il premier si sarebbe lamentato di Annozero, Parla con me e Ballarò. In particolare ci sarebbero state pressioni per un intervento dell’Agcom contro Annozero. Lo scrive oggi Il Fatto Quotidiano, ma i condizionali sono d’obbligo.

    Scoppia un nuovo caso politico-mediatico che vede al centro intercettazioni telefoniche del Premier Silvio Berlusconi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini: nelle intenzioni del premier fare pressioni sull’Agcom per chiudere Annozero. La Procura di Trani avrebbe iscritto il premier e il direttore del Tg1, insieme al commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi, nel registro degli indagati proprio in virtù di queste intercettazioni, ma la Procura di Trani non conferma le indiscrezioni.

    Minzolini cade dalle nuvole e ha dichiarato di non aver ricevuto nessun avviso di garanzia: “Non so di cosa si parla, non ho ricevuto nessun avviso di garanzia.

    E poi per quale reato? Berlusconi? Mi avrà telefonato due o tre volte, non di più e comunque quanto Casini e gli altri…. Siamo alla follia, credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv“. E in questo non gli si può dare torto, visti gli editoriali cui ci ha abituato.

    Il Presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, difende l’autority e il suo collaboratore: “L’Autorità è indipendente e autonoma e in tutte le occasioni nelle quali è stata chiamata in causa, a vario titolo, ha sempre risposto in modo univoco: non esercita censure preventive perché contrarie all’art. 21 della Costituzione, rispetta la libertà dei giornalisti, tutela il pluralismo dell’informazione“.

    Aspettiamo conferme: non osiamo pensare cosa succederebbe se si trattasse di una bufala.

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