Pippo Baudo: se Il Viaggio su Rai Tre non raggiunge la media di rete addio contratto

Pippo Baudo: se Il Viaggio su Rai Tre non raggiunge la media di rete addio contratto

Intervistato da La Repubblica, Pippo Baudo ha rivelato che se il suo nuovo programma Il Viaggio non raggiungerà la media di Rai Tre si scinderà il contratto

    pippo baudo il viaggio

    Si sono accesi i motori del camper de Il Viaggio, il programma che segnerà il ritorno di Pippo Baudo sul piccolo schermo dopo una lunga e snervante attesa: il conduttore siciliano pensava seriamente di finire come l’amico Mike Bongiorno, messo da parte dall’azienda per cui ha lavorato durante tutta la sua lunghissima carriera collezionando programmi di successo, e invece ripartirà per la seconda volta da Rai Tre dopo l’esperimento di Novecento. Il prossimo 3 settembre inaugurerà la stagione del canale diretto da Antonio Di Bella con Il Viaggio, un nuovo programma itinerante, in onda nella prima serata del lunedì per quattro puntate (più cinque nella primavera 2013), in cui il Pippo nazionale racconterà la storia, le bellezze e gli artisti dell’Italia incontrando personaggi famosi come Checco Zalone, Jovanotti e Gianna Nannini. Il raggiungimento dell’accordo, però, non è stato facile e anche i termini del contratto raggiunto con l’ex dirigenza di Lorenza Lei non fanno stare tranquilli e presentano una ‘formula innovativa’: ‘se non raggiungo la media di rete si scinde l’accordo’.

    C’era stato un silenzio imbarazzante da parte della Rai. Un silenzio che mi aveva fatto quasi capire che la mia lunga parentesi si fosse chiusa. Non avevano previsto niente per me – ha dichiarato Pippo Baudo in un’intervista rilasciata a La Repubblica – Ho pensato a Mike Bongiorno. Si ricorda quando Mike, ospite di Fabio Fazio, si rivolse a Mediaset e al Cavaliere? ‘Chiamatemi, chiamatemi’, un appello straziante fatto da un uomo importante come lui, che aveva costruito il successo della tv commerciale. Ho pensato che mi sarebbe dispiaciuto dover fare la stessa cosa.

    Pericolo scampato, per ora, visto che Baudo, dopo la polemica parentesi alle Iene, tornerà nella prima serata di Rai Tre al timone di Il Viaggio, ma il conduttore ha comunque potuto costatare che ‘la gratitudine non è di questa terra’, anche se ti chiami Pippo Baudo e hai contribuito al successo della tv di stato. Oggi, infatti, essere un professionista della tv non basta più per andare in onda.

    Un dirigente deve valutare la qualità indipendentemente dalla simpatia.

    Ho cominciato che c’era Bernabei. La Rai è anche un’azienda politica, la politica ci mette le mani pesantemente. Negli ultimi anni sono arrivate persone digiune di televisione. Questo in passato non capitava. Basta accendere la tv per capire che è cambiato tutto – ha spiegato Baudo –. Idee zero. Qui bisogna pensare al domani, affermare la centralità del servizio pubblico, far capire che ’servizio pubblico’ non vuol dire fare programmi noiosi ma dare più identità, uno stile riconoscibile a quello che si fa. Dallo studio ai costumi (…) La Rai deve essere servizio pubblico come linguaggio ed estetica dopo anni in cui non si capiva, accendendo la tv, se vedevi Rai 1 o Canale 5. Mi piacerebbe che ci fosse un governo – non sarà quello attuale – che avesse il coraggio di dire: ‘Pagate il canone, vedrete vero servizio pubblico’. Tv nazional-popolare, scusi se mi cito‘.

    Pippo Baudo dunque avrà la sua chance e saranno gli ascolti a dirci se sarà riuscito a sfruttarla.

    562

     
     
     
     
     
    ALTRE NOTIZIE