Pippo Baudo attacca la Rai, ma riconquista il prime time

Pippo Baudo torna in prime time su RaiTre con Novecento: ma Baudo spara a zero sulla Rai, che lo ha dmenticato

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    Pippo Baudo su RaiTre con Novecento

    Pippo Baudo inaugura questa sera alle 21.05 su RaiTre la nuova edizione di Novecento, programma dedicato alla storia recente del nostro Paese che torna in tv a dieci anni dalla sua prima stagione. E per non far passare in cavalleria il suo ritorno in tv, Baudo si lamenta con la stampa del trattamento che Mamma Rai gli riserva da anni. “Mi hanno dimenticato” dice Baudo, che accusa anche l’azienda di pagarlo meno degli altri, circa un 75% in meno delle cifre dei colleghi più ‘preziosi’, oggetto in estate in furiose polemiche. Pur se terrorizzato dall’idea di non tornare più in tv, Baudo dimostra di non essere pronto ad accettare qualunque cosa, ma di voler proporre al pubblico le sue idee: la parte del panchinaro per Sanremo, ad esempio, non può tollerarla.

    Non è certo la prima volta che Pippo Baudo lancia strali contro la Rai: la cosa si fa, anzi, sempre più frequente, considerato che RaiUno gli ha preferito la sua creatura Lorella Cuccarini alla conduzione di Domenica In e che gli è stato proposto Sanremo 2011 quando sembrava che nessuno fosse disponibile a condurlo. Porte chiuse, dirigenti assenti, mesi di ansia per SuperPippo che è riuscito ad aggrapparsi alla tv grazie all’interessamento del vicedirettore Lorenza Lei – che Baudo ringrazia apertamente in conferenza stampa – e alla decisione di accettare uno stipendo ‘basso’ per far fronte alle difficoltà economiche dell’azienda (eppure Il Giornale qualche settimana fa parlava di un compenso di 900.000 euro per SuperPippo).

    Mi ha fatto soffrire è la dimenticanza della Rai nei miei confronti, una dimenticanza ingiusta, disonorevole e cattiva – ha dichiarato Baudo - La Rai è terrificante quando chiude le sue porte. Mi è sembrato tutto ingiusto, ho passato mesi a sbattere contro ‘pareti kafkiane’ in cerca di una risposta. Pensavo di aver chiuso per sempre con la tv…” ha aggiunto il conduttore che ha raccontato di inutili attese di fronte agli uffici del settimo piano di Viale Mazzini per presentare le proprie idee di format, tra cui Mister Giallo che Baudo descrive come “una sorta di fiction e varietà ma non come quelli di oggi“. Una delle tante idee portate in tv nei 51 anni di carriera Rai (e non solo) da colui che precisa di essere stato il padre dei talent show: “Vorrei ricordare che il primo talent-show l’ho inventato io, Gran Premio: oggi sembra che tutti abbiano scoperto l’acqua calda“.

    Insomma, proposte inascoltate, porte chiuse, dirigenti latitanti, CdA assente (“Possibile che nessun consigliere abbia detto: che ne facciamo di Baudo? Vi scannate per i telefilm ma non avete detto neanche una parolina su di me. Non si fa così, è disumano nei confronti di chi ha ancora possibilità creative” ha detto Baudo attaccando il consigliere Nino Rizzo Nervo): una sfilza di dichiarazioni che farebbero pensare a un ritiro dalle scene. E invece il tutto accade nella conferenza stampa di presentazione di Novecento, format già lanciato nel 2000 che torna in onda da questa sera su RaiTre. Un ciclo di prime time dedicato ai personaggi, al costume, alla storia ‘quotidiana’ del nostro Paese e che parte con un omaggio a Lelio Luttazzi e con una puntata sulla famiglia Agnelli.

    E mentre Baudo, pur ringraziando RaiTre per la sua disponibilità, sembra considerare la collocazione un esilio, un contentino poco degno per chi ha contribuito a fare grande la Rai, dando quasi per scontato l’addio a RaiUno, viene confermato un nuovo impegno del conduttore, coinvolto nella programmazione speciale per i 150 anni dell’Unità d’Italia: farà coppia con Bruno Vespa ed andrà in onda proprio su RaiUno per sei prime serate a partire da gennaio 2011. Un progetto ancora in cantiere che ormai dovrebbe essere passato in giudicato ma sul quale Baudo mette le mani avanti: “Speriamo che non venga bocciato anche questo“.

    Vado via se il pubblico non mi vuole più” ha detto più volte Baudo in questi ultimi anni: ma il pubblico, soprattutto il più agé lo cerca ancora, lo ferma per strada per chiedergli quando torna in tv, come racconta in conferenza stampa. Certo, restare in seconda fila per chi ha fatto la storia della tv è pesante e ingiusto, ma Baudo non è certo il primo: basti pensare a Mike Bongiorno, che però ha avuto un grande merito negli ultimi anni di carriera (televisivamente conclusasi con Genius, in attesa del gran rientro su Sky con RiSkyTutto, purtoppo rimasto incompiuto), quello di essere riuscito a reinventarsi, a rimettersi in gioco prendendosi in giro ma senza perdere la sua atorevolezza. Non tutti sono Mike, certo, ma la sua carriera deve e può essere d’esempio.