Pippo Baudo al GFF: “Ragazzi, ignorate i tronisti!”

Pippo Baudo contro i Tronisti: "Sono solo falsi miti, mandateli a casa"

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    Impegno, studio, personalità e semplicità: queste le armi per avere successo nella vita e in tv. Parola di Pippo Baudo, ospite del Giffoni Film Festival, che ha esortato i ragazzi dal diffidare dai falsi miti che la tv di oggi impone, senza pensare alle gravi conseguenze che le instant star possono provocare nei giovani. “Non voglio parlar male dei colleghi, ma mi domando davvero a cosa servano i tronisti. Ragazzi, sbattete loro le porte in faccia, se non fanno audience se ne vanno a casa!”. Maria de Filippi è avvertita.

    La lotta di Pippo Baudo contro la tv omologata dai format e contro i falsi miti proposti dalla televisione italiana continua senza sosta. Ospite oggi del Giffoni Film Festival, il popolare conduttore ha rinnovato la polemica già lanciata all’ultimo Festival di Sanremo, quando criticò aspramente i ‘falsi talenti’ di Amici capaci però di surclassare, per popolarità ed ascolti, i veri talenti presentati a Sanremo. Una polemica pacata, in realtà, che ha assunto i toni di una lezione di tv davanti alle centinaia di ragazzi che lo hanno atteso nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema. Una sorta di vademecum per il buon uso di una tv che da tempo ha perso la sua missione educativo-pedagogica, in realtà per Baudo irripetibile e anacronistica, dati i profondi cambiamenti intervenuti nella società negli ultimi 50 anni. “La tv è come una spugna, assorbe il degrado e la cultura di un Paese” ha sostenuto Baudo “ma non è impossibile fare una tv di qualità. Io ho sempre cercato di coniugare qualità e quantità, di divertire incuriosendo, l’unico modo per lasciare qualcosa nel pubblico. E’ il mondo di fare tv, è il mio stile” ha sostenuto con fermezza Baudo che intende restare aul piccolo schermo per tanti anni ancora.

    Uno stile che si oppone, invece, ai tanti programmi che esaltano personaggi senza talento, senza capacità artistiche, facendoli diventare star per una stagione, idolatrati dai più giovani (e dai più deboli) che serveono solo ad alimentare l’illusione di un sucesso facile che però non riescono a mantenere negli anni. “Si può vincere una tappa del Giro d’Italia” ha detto Baudo con una metafora ciclistica “ma per vinciere il Giro ci vuole costanza, preparazione, impegno, capacità, lavoro“, tutte qualità che si stanno perdendo anche perchè la tv non premia più il merito, ma la fortuna, la simpatia, il caso. “Al tempo di Lascia o Raddoppia si vinceva dimostrando di sapere tutto su una specifica materia, ma ora tra pacchi, risposte multiple e ruote tutto si ottiene con gran semplicità. Chiaro che l’impegno nello studio o nel lavoro venga considerato una perdita di tempo”.

    Un impegno scomparso anche nella preparazione dei programmi, in un’industria cresciuta a dismisura senza guardare alla qualità: “Un tempo ci volevano 10 giorni per confezionare una puntata di un varietà di prima serata, ora a malapena te ne concedono due. Chiaro che alla fine il palinsesto raccolga quello che passa il convento, ma non tutto è da buttare. Mi piace Fabio Fazio, mi piacciono le trasmissioni di Piero Angela, in generale tutto quello che è nazional-popolare nel senso più pieno dell’espressione, ovvero che sappia parlare alla gente ed essere amato dalla gente“.

    Il “divismo banale” di una gran parte della tv, proprio quella rivolta ai più giovani, però, sta oscurando tutto il resto. “La tv deve imparare di nuovo ai parlare ai più giovani” ha detto Baudo. “Prima c’erano trasmissioni pensate per loro, per i ragzzi di qualche generazione fa, ora non si riesce a trovare un punto di contatto con loro e così finiscono per imperare modelli falsi e dannosi”. Baudo invoca, quindi, una Barriera Deontologica, una sorta di presa di coscenza collettiva da parte di chi fa televisione sui ‘danni‘ che modelli devianti di successo facile possono provocare ai giovanissimi: “Noi che facciamo tv commettiamo un grande errore, quello di guardare ad un pubblico metropolitano, senza pensare al peso che la tv continua ad avere nella provincia italiana, vero nerbo della società. Certo, molti ragazzi hanno spirito critico, ma altrettanti sono deboli e crescono con l’idea di ‘voler fare la tv’ senza saper fare nulla. Un messaggio pericolosissimo”, ha continuato Baudo che ha finito con un’esortazione, quella di sbattere le porte in faccia ai Tronisti, e a ciò che rappresentano. “Se non fanno audience vanno a casa” ha gridato Baudo ai giurati del Festival, che hanno risposto con un forte e caloroso applauso, ma che poi sappiamo amare le star dei reality. E’ difficile riconquistare quella ‘medietà‘, quell’equilibrio tra qualità e ascolti che Baudo reclama e che è diventata la sua bandiera. Prova a portare avanti la sua crociata tra i giurati del Festival, chissà che alla fine non ci riesca. Intanto non intende mollare, la tv resta la sua vita e lo rivedremo a settembre con Domenica In e poi in prime time con Serata d’Onore. In attesa di una replica di Maria De Filippi.