Pippo Baudo a Le Invasioni Barbariche: Sanremo…’Si può fare’ (e svela i giudici)

Pippo Baudo a Le Invasioni Barbariche: Sanremo…’Si può fare’ (e svela i giudici)

Pippo Baudo a Le Invasioni Barbariche: Sanremo

da in Daria Bignardi, Festival di Sanremo 2014, La 7, Le invasioni barbariche, Pippo Baudo, Rai, Rai 1
Ultimo aggiornamento:

    Pippo Baudo a Le Invasioni Barbariche su Sanremo 2014/2015 ma non solo. Seduto a La7, in diretta alla scrivania di Daria Bignardi, tra polemiche, vecchie bagarre e qualche novità; stasera – 9 aprile 2014 – ha reso noto il ruolo da giudice che avrà nel nuovo talent show di Rai1, Si può fare, con Carlo Conti, svelando anche i colleghi seduti al tavolo dei giurati: Amanda Lear e Yuri Chechi. Non sono mancate stoccate alla Rai, i trascorsi con Antonio Ricci e la ‘scoperta’ di Beppe Grillo e…qualche sassolino nelle scarpe! Tutto naturalmente dopo il salto.

    Pippo Baudo fuori dalle scene televisive? Per ora, non se ne parla di un programma tutto suo in Rai, dopo l’esperienza poco felice del suo Il viaggio su Rai3; Pippo, si sa, non demorde e, da critico accanito contro il genere talent, sarà presto giudice di Si può fare, il nuovo talentificio proposto da Carlo Conti prossimamente su Rai1:

    Il giudice ormai lo fanno tutti. Lo fa Proietti, lo fa De Sica. Io intanto non faccio i talent, faccio il giudice del talent. Il talentiere è lui, è Carlo Conti“; poi svela piccanti curiosità sul parterre in giuria progettato per il debutto del nuovo programma in prime time che, abbiamo capito, Si può fare con questi giurati: “Uno è il signore degli anelli, Yuri Chechi, e mi pare ci sia Amanda Lear: tra me e Amanda Lear succederà qualcosa“.

    Per Pippo, però, l’amarezza della chiusura del suo Il Viaggio, il programma in camper su Rai3 in giro per l’Italia, non è l’unica; a questa si aggiunge il forte desiderio di ricondurre Sanremo (“Comunque…se mi richiamano accetto!“), l’esclusione dai festeggiamenti dei 60 anni Rai, la polemica con Bruno Vespa e un passato a Mediaset, durato davvero molto poco.

    baudo

    Ci aiuta Daria Bignardi nei nostalgismi più profondi. I Festival di Sanremo condotti da Pippo Baudo? Hanno fatto la storia della kermesse musicale, tanto da consentire al conduttore di non mandarle a dire a un Fabio Fazio di turno, per intenderci…

    Ci lavoravo un anno. Per scegliere le canzoni, per scegliere i cantanti ci lavoravo un anno, adesso invece mi pare che venga fatto tutto molto in fretta“. Una critica a Fabio Fazio, suggerisce la padrona di casa? “No, no: Fazio è incriticabile – dice polemico Baudo -, onore e gloria a Fazio (e si alza in piedi ndr) “. “A un certo punto della tua vita devi essere un po’ autocritico – ha aggiunto -, un po’ polemico: è stupido essere buonisti a qualunque costo, non è giusto; ma essere anche autocritici. Ecco: guardarsi bene allo specchio, io lo faccio spesso“.

    Nessuna offerta per un grande ritorno in Rai da padrino della prima serata, né gli è piaciuto il trattamento riservatogli per le controversie avute con Bruno Vespa e con una parte delle celebrazioni del servizio pubblico italiano:

    In Rai, “non mi hanno offerto niente di importante. Io sono rimasto molto male, devo dire la verità, in occasione di questo festeggiamento di 60 anni, perché io ne ho fatti 54; avrei dovuto essere tra i presenti: infatti i 50 anni li ho celebrati io attraverso un grande spettacolo al quale partecipò la buonanima di Buongiorno: una cosa bellissima, 54% di ascolto. Io, nei 60 anni, pensavo di avere un piccolo ruolo, invece non sono stato chiamato“.

    Baudo a terra

    Lo ricorderete infatti: aveva litigato con Bruno Vespa, lo dice anche la Bignardi, e la situazione non era delle migliori; le accuse di uno sputo su Cattin, collaboratore del giornalista di Porta a Porta che, di contraccambio, avrebbe riferito al conduttore l’onta di mafioso:

    Ma il problema di Bruno Vespa… non è che il proprietario della Rai…Quando tu hai un programma lo gestisci oggettivamente perché è tuo ma improvvisamente sei oggettiva. Guarda…non c’è stato niente; la cosa dello sputo non riguarda lui – non era presente. Lo sputo era simbolico: questo signore mi ha dato del mafioso; accetto qualunque offesa…dammi del cornuto (non mi offendo), dimmi cretino (non mi offendo), dammi del mafioso (ti ammazzo…).

    Io soffro molto la mafiosità della mia terra“, ha continuato Baudo. “Ho pagato un tributo abbastanza consistente con la mafia; avevo una bella casa al mare e non ce l’ho più: me l’hanno minata e me l’hanno fatta saltare in aria“. Perché lo fecero? Chiede giustamente la Bignardi, Baudo risponde:

    Avevo parlato male della mafia in televisione in uno spettacolo di Michele Santoro: la cosa li aveva innervositi, pare ci sia stata una riunione della cupola nella quale hanno detto ‘Baudo queste cose a noi non può dirle’“.

    La tivù, è evidente, gli manca proprio tanto, se oltre all’amarezza che su certe annose questioni è davvero tanta, su altre gli ha regalato solide soddisfazioni, fin da quando era piccolo…

    A me manca moltissimo perché non ho fatto nient’altro nella vita. La verità è che io ho fatto spettacolo a partire da 7 anni – avevo 7 anni quando mi hanno messo sul palcoscenico – perché al mio paese arrivavano le compagnie, quelle pasquali, che facevano ‘la passione di Cristo’, poi facevano ‘Santa Rita’ – Santa Rita aveva un figlio – e io facevo il figlio di Santa Rita e ho debuttato così in teatro“.

    Tv, un amore a prima vista?

    Avevo visto tanta televisione [...] il televisore a casa mia è stato comprato quando sono apparso io in Televisione“. E poi il complicato rapporto con Berlusconi a Mediaset. Il commento dello show man, all’indomani del verdetto sulla sentenza dell’ex Presidente del Consiglio, mentre ricorda, non con troppo piacere in verità, il periodo – molto breve – per cui lavorò a Fininvest, l’allora Biscione.

    a me dispiace molto perché io non ho vissuto bene con Berlusconi; ho avuto un rapporto molto difficile perché noi abbiamo collaborato insieme soltanto per sei mesi e, al sesto mese, io me ne sono andato: ho pagato una ricca penale ma ho preferito la libertà – non esagerando – perché ritenevo che la cosa fosse un carcere però è rimasto un buon rapporto, quindi a me dispiace, capisco che umanamente domani soffrirà tantissimo quando gli sarà comunicato il verdetto dei giudici, però la Legge è uguale per tutti“.

    In queste parole, l’unica strada possibile per la tivù generalista, tutto sommato attualizzata, è il ritorno forzoso, quasi regressivo, ad una tivù vecchio stampo che, perlomeno, suggerisce Baudo, metteva al centro originalità e nuovi personaggi:

    A me piaceva fare programmi freschi, nuovi, quindi andare a trovare molto materiale. L’Italia è un paese molto ricco eh, si trovano dei personaggi interessanti” come Beppe Grillo, che ha ‘inventato’ proprio il Pippo nazionale. Proprio su Beppe Grillo e, per i giovanissimi è una sorta di sorpresa, anche su Antonio Ricci, Pippo Baudo svela aneddoti del secolo scorso:

    C’era Ricci e Grillo che abitavano a casa mia. Io li ospitavo: loro pigliavano, diciamo, il rimborso Rai e io li ospitavo. Pagavo io e loro non pagavano niente: prendevano integralmente il rimborso Rai poi alla fine Beppe (Grillo ndr) mi ha detto ‘Posso lasciare qualcosa alla donna di servizio?’ Dico: ‘Si, si, qualcosa’. Lui: ‘Che dici lascio cinque mila lire?’, io: ‘Troppo, troppo…potrebbe anche offendersi” dice in tono ironico.

    Insomma Ba(u)do bene a me stesso.

    1419

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Daria BignardiFestival di Sanremo 2014La 7Le invasioni barbarichePippo BaudoRaiRai 1 Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:50
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI