Pippo Baudo a Beppe Grillo: ‘La tua cattiveria verso il prossimo è sorprendente’

Pippo Baudo replica a Beppe Grillo, che sul suo blog lo aveva attaccato pesantemente, in un'intervista concessa al Corriere della Sera

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    Pippo Baudo – Beppe Grillo, la guerra continua. Dopo le dichiarazioni del conduttore siciliano a Otto e mezzo e la replica del leader del Movimento Cinque Stelle dal suo blog, quest’oggi la diatriba tra i due grandi ex della televisione italiana ha scritto un nuovo capitolo: Baudo, infatti, in un’intervista al Corriere della Sera ha replicato alle accuse del comico genovese. Intervistato da Fabrizio Roncone, l’ex presentatore di Fantastico sembra aver dimenticato i tempi in cui, nel lontano 2007, sosteneva: “Io voglio bene a Beppe. Non voglio che si faccia male“.

    Oggi, infatti, ha affondato il colpo: “La cattiveria di Grillo nei confronti del prossimo è sorprendente. Chiunque non gli sia fedele, finisce in un mondo di morti, fantasmi, cadaveri che camminano“.

    Dopodiché Baudo ha ripercorso per l’ennesima volta quel che successe, secondo lui, dopo la celebre battuta di Grillo sui socialisti in Cina: “Io non slinguai Craxi, come dice Grillo. Anzi: se Beppe fu cacciato dalla Rai, dopo poco toccò a me. Così accettai la generosissima proposta economica di Berlusconi, che mi chiamò a dirigere tutte le sue tivù e i suoi big dell’epoca: da Corrado a Bongiorno, a Costanzo… Ma durò poco. Rescissi il contratto pagando una penale pazzesca: cedetti un intero palazzetto a viale Aventino, a Roma, dove Berlusconi poi allestì la redazione del Tg5“.

    Nulla di nuovo, insomma: tutti fatti raccontati più e più volte. “Per rientrare in Rai dovetti aspettare un anno e mezzo, chiuso nella mia casa di Morlupo, piegato da un esaurimento nervoso. Perché io non sono mai stato socialista ma democristiano. Ragione per cui, infatti, voterò Renzi alle primarie del Pd“.

    Il conduttore, quindi, ha chiosato con amarezza: “Mi ha definito un leccapiedi, un don Abbondio, un presentatore quasi vivente.. Non me lo merito, no“.

    Arriverà a breve una nuova risposta da parte di Grillo?

    Aggiornamento del 26 novembre 2013 a cura di Simone Morano

    Baudo contro Grillo, Grillo contro Baudo: le liti di una tv vecchia di trent’anni

    Pippo Baudo contro Beppe Grillo, Beppe Grillo contro Pippo Baudo: la televisione torna indietro di decenni per riaccendere uno scontro mai sopito. Tutto nasce dalla partecipazione del conduttore siciliano alla puntata di sabato sera di Otto e mezzo. Davanti a Lilli Gruber, Baudo ha parlato anche di Beppe Grillo, oggi leader politico, un tempo comico di successo in televisione. “Oggi Grillo mi meraviglia, quando si addentra nel mondo della politica effettivamente ne spara qualcuna un po’ sbagliata. Ai tempi di quel famigerato Fantastico, al primo intervallo, ho visto i dirigenti della Rai muoversi perché chiamati dalla direzione generale. Poi l’indomani è scoppiato lo scandalo“.

    Il riferimento è alla celebre battuta pronunciata da Beppe Grillo nel 1986, durante Fantastico 7: “A un certo punto Martelli ha fatto una delle figure più terribili, ha chiamato Craxi e ha detto: ‘Ma senti un po’, qua c’è un miliardo, son tutti socialisti’. Craxi ha detto: ‘Sì, perché?’. ‘Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?’“.

    La battuta, per altro tremendamente ficcante, fu accolta in studio con un certo gelo. E lo stesso Grillo se ne accorse commentando: “Me ne vado, ci vediamo a Fantastico 18“.

    Baudo, a Otto e mezzo, ha rievocato quel che successe dopo: “Sono stato convocato dalla Sede del Partito socialista italiano per dare giustificazioni. C’era un Craxi potente, c’era anche Manca che comandava, socialista. La battuta era forte. Il comico era così, doveva dire cose grosse, mentre oggi il pubblico non si scandalizza più e la politica ha metabolizzato tutto: ci sono dei dibattiti in tv veramente inutili. Io ricordo sempre questa battuta: ebbi dei rapporti difficili con la Rai e alla fine di questo periodo difficile lasciai la Rai e fui abbracciato da Berlusconi“.

    La ricostruzione del presentatore non è stata evidentemente accettata di buon grado da Beppe Grillo, che sul suo blog ha commentato: “Pippo Baudo è tornato. Un ritornante, un presentatore quasi vivente. Ha attaccato il M5S e leccato il culo a Renzie in diretta. Ha spiegato di essere stato cacciato dalla RAI per colpa mia, quando il cacciato fui io e lui slinguò Bottino Craxi, tremante, dissociandosi“.

    E ancora: “Si involò subito dopo verso un contratto principesco con Fininvest di 45 miliardi di lire. Il denaro non è acqua. La pippite è una malattia dell’animo, descritta con cura dei particolari dal Manzoni con Don Abbondio. Diffusa tra chi è contiguo al Potere e si aspetta sempre un osso lanciato sotto il tavolo“.

    Insomma, mentre la televisione torna indietro di quasi trent’anni, una cosa sembra certa: le battute di Grillo, negli anni Ottanta, erano più acute e meno livorose.