Pif, Il Testimone antimafia a Le Invasioni Barbariche: dalla nicchia al pop

Pif, Il Testimone antimafia a Le Invasioni Barbariche: dalla nicchia al pop

L'intervista di Pif a Le Invasioni Barbariche del 2 aprile 2014

da in Daria Bignardi, La 7, Le invasioni barbariche, Personaggi Tv
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    Pif, Il Testimone antimafia a Le Invasioni Barbariche. Ogni volta che appare in video è una sorpresa: sia davanti ai microfoni di Daria Bignardi o di Fabio Fazio, sia al timone della sesta stagione de Il Testimone, dal 15 aprile su MTV, sia che ci metta la faccia, come nel nuovo spot della Telecom, per cui ha ricevuto qualche critica.

    Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, sta vivendo un anno d’oro: dal debutto cinematografico col primo film da regista, La mafia uccide solo d’estate, ad un altro debutto ancora: la platea di Rai1 con l’anteprima del Festival di Sanremo 2014, in cui ha presentato Sanremo e Sanromolo. Gli esordi a Le Iene con le “interviste interrotte” ai big dello spettacolo, poi l’approdo a MTV per raccontare il mondo, dall’angolino della sua telecamera.

    Stasera, nel corso della puntata del 2 aprile, non si è sottratto alle domande non facili alla corte di Daria Bignardi. Dal ‘peso’ del successo che sta avendo, partito dalla nicchia, Pif è diventato un personaggio sempre più popolare (se vogliamo, più generalista, per la tivù) non senza perdere di vista, da palermitano d’origine, un obiettivo importante: la lotta alla mafia. Dopo la commozione di qualche tempo addietro a Che tempo che fa (qui l’articolo), ne ha parlato anche stasera nel salotto televisivo della Daria nazionale a La7, non senza riservare qualche appunto alla figura di Giulio Andreotti che ha definito «colluso con la mafia»

    Così, a chi lo ha criticato per aver accettato di mettere la faccia in uno spot pubblicitario, risponde che la popolarità può avere il potere di ‘allargare il raggio d’azione’ per fare conoscere ai più quello che fa, per passione e missione, dice:

    Nei momenti seri della mia vita, voglio passare la mia vita a dire questo e userò tutti i mezzi. Se la mia città, Palermo, è stata abbandonata, la colpa è stata anche di Andreotti e di altri come lui. Tutti sanno chi è Giulio Andreotti e nessuno invece sa chi è Calogero Zucchetto, un poliziotto di 27 anni che dava la caccia ai mafiosi“.

    Ora – ha aggiunto – sono testimone della Telecom: ho costretto la Telecom – e lo dico…in realtà hanno accettato – di fare un museo antimafia…Ora la smetto perché… il problema è che noi sapevamo tutto, noi sapevamo che Salvo Lima era colluso con la mafia, noi sapevamo che Vito Ciancimino…Vito Ciancimino era uno della DC perché, quando uccidono Mattarella – il Presidente della Regione Sicilia – nessuno della Democrazia Cristiana ha detto ‘Ciancimino vattene’».

    «Purtroppo, – ha aggiunto Pif a La7 -, con la mafia bisogna essere così (determinati, fa il gesto di guardare dritto ndr); io me la sono presa con Crisafulli del PD, che era uno che si incontrava con i mafiosi: si è incontrato con un mafioso a parlare di appalti; a me non me ne frega niente se questo uomo è stato condannato in maniera definitiva, il Pd deve dire ‘noi non vogliamo gente che parla coi mafiosi’, non deve essere una caccia alla streghe…però…il buon senso!»

    L’anteprima della nuova stagione de Il Testimone sarà nelle sale cinematografiche gratuitamente, mentre in tivù partirà il 15 aprile, sempre su MTV e con la sesta stagione, mentre a Le Invasioni sono stati mostrati alcuni frame inediti. C’è pure un viaggio di Pif in Groenlandia:

    Questa scena qua della Groenlandia: c’è questo ghiacciaio, il silenzio, non c’era nessuno.

    In un certo senso è facile Il Testimone perché io dico quello che penso in quel momento, io mi trovavo in quella situazione, io di solito queste cose le vedevo sul divano“.

    Un’idea che sembra opporsi, a volte con provocazione, altre volte con la dote sempre più rara del realismo, ad una tivù che sta diventando sempre più un mestiere, intramoenia e tra gli studi televisivi, e sempre meno di ricerca ed esplorazione. Pif, infatti, è convinto di una cosa:

    Sono sempre stato convinto, sdraiato sul divano che, ‘io ce la farò’. E’ meritocratico il mondo dello spettacolo, nel senso che se hai qualcosa da raccontare vai avanti: quando facevo le Iene venivano un sacco di persone che volevano farle e poi col tempo sparivano; si vedeva che la gente voleva fare le Iene per essere fermato in strada, se non hai nulla da raccontare non vai avanti”.

    Saggezza? Non solo, perché di certo, all’attualità impegnata col cinema e la tivù di cui è protagonista oggi, in passato Pif è stato al centro di servizi à la Angelo Duro con le sue storiche “interviste interrotte“. Vi ricordate il suo primo esperimento con il signor Televisione?

    Facevo: ‘Dott.Costanzo, come cambierà il panorama televisivo’? Mentre sta rispondendo me ne vado (da Giorgio Mastrota) e lui mi ha detto ‘ma chi è ‘sto stronzo’“. Così ammette, tra il serio e il faceto, con la complicità di Daria Bignardi:

    Ho pagato l’affitto per anni grazie a ‘sta cosa“.

    Il successo di quella tv, con Le Iene allora, con il Testimone ora e dopo cinque edizioni, non senza qualche confronto irriverente tra i due programmi, a testimonianza di quanto anche Mtv che fatica nella costruzione dei palinsesti, possa aprirsi ad esperienze meno tematiche negli argomenti che propone e intercettare un pubblico giovane:

    Probabilmente funzionavo perché facevo una cosa che non volevo fare, questa cosa si vedeva e quindi funzionava. Il testimone: io ho una telecamera e mi riprendo quando voglio e poi non aspetto il politico sotto casa; le Iene so’ tutte vere però aspettare ore sotto casa, ricordo di me vestito da prete sotto casa…Io vestito da prete coi pattini…mi ha fermato la polizia: in Italia non ci si può vestire da prete se non sei prete“, scherza.

    Un’edizione non facile ma che avrà diversi momenti condensati. Pif lavora molto sulla registrazione di quello che si vede in onda, ma è chiaro che vanno operate delle scelte che rendono il racconto da un lato ordinario, dall’altro irriverente, così da poter suscitare curiosità:

    Quando vado a montare mi darei le craniate al muro: per 45 minuti giro 18 ore. Le prime edizioni le montavo io nella mia stanzetta, ora mi aiutano dei montatori. “L’unica cosa che faccio: chiamo il coautore, Luca Monarca, che sta a Milano (‘come affrontiamo questa cosa’), certe volte più sei povero più sei libero: con una troupe avresti un’immagine migliore ma non potresti fare il testimone“.

    Come faccio a rimanere me stesso senza diventare stronzo? Senza fare quello che dice ‘parla come il mio agente?’” si chiede Pif, ma Daria Bignardi lo ha accolto all’ingresso come per i saluti. Le Invasioni di Pif a La7: Urbano Cairo perché farsi sfuggire uno così? (Ché Luca Tiraboschi a Italia1 ha già Belen Rodriguez…).

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Daria BignardiLa 7Le invasioni barbarichePersonaggi Tv Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:50
     
     
     
     
     
     
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