Pif al Giffoni Film Festival 2014: ‘La mafia? Scegliete i vostri eroi prima che lo faccia lei’

Pif al Giffoni Film Festival 2014: ‘La mafia? Scegliete i vostri eroi prima che lo faccia lei’

Pif al Giffoni Film Festival 2014: l'incontro con i ragazzi, cui racconta retroscena e curiosità de La Mafia Uccide solo d'estate

    Si apre con Pif, aka Pierfrancesco Diliberto, la 44esima edizione del Giffoni Film Festival 2014, definito dal regista “Una realtà incredibile, veramente una cosa incredibile. “. Attualmente PIF (premiato dal Giffoni con il Gryphon Award) è al lavoro sul suo secondo film: le riprese dovrebbero iniziare proprio a luglio, ma sono ancora poche le notizie sul suo nuovo progetto cinematografico, e i ragazzi del Giffoni 2014 – unici a poterlo intervistare – non gli hanno fatto domande in merito. Quel che è certo è che Pierfrancesco sente la ‘responsabilità’ dell’opera seconda: “Quando fai un film d’esordio che va bene il secondo è più difficile, ma certo non mi posso lamentare per il successo“, ha dichiarato all’Ansa annunciando il suo ritorno alla regia. Rai Fiction, intanto, pensa a una trasposizione fictional del suo primo film, prossimamente in tv.

    3.500 i giovani dai 3 ai 25 anni provenienti da 41 nazioni e 160 città italiane, chiamati a esprimere un’opinione sulle 163 opere in programma, selezionate su 3.760 produzioni provenienti da 90 paesi. Questi alcuni numeri del Giffoni Film Festival 2014, apertosi venerdì 18 luglio 2014 con l’arrivo di Pif, il regista, attore e conduttore Pierfrancesco Diliberto che non ha incontrato la stampa, ma solamente i piccoli giurati del Festival, cui è stato proposto – o riproposto – La mafia uccide solo d’estate. Poche le parole sul suo secondo film, scherzose ma non troppo: “Sto lavorando al secondo film, invitatemi l’anno prossimo a presentarlo: come quest’anno, aprirò sempre io il Giffoni, qui mi sento come Richard Gere! Il film? Posso dire che spero di mantenere la stessa freschezza e spontaneità, che il successo non mi cambi!”.

    Ecco alcune delle loro domande.

    Tu da palermitano come vivi questo film?

    Non lo rivedo, sono felice del suo successo, temevo la reazione dei palermitani, che si sarebbero arrabbiati. E’ come una seduta di autoanalisi, una riflessione assai forte.

    Nel ’92 avevo 20 anni, la generazione precedente era stata segnata, abbiamo dovuto aspettare due stragi per reagire, doveva avvenire già con Boris Giuliano. La mia generazione ha dovuto aspettare la (loro) morte per trovare i suoi eroi, voi trovateli prima, da vivi, non aspettate che sia la mafia a farlo.

    Quanto cinema e sport ci distraggono dalla mafia?

    Pensare solo alla mafia è controproducente, bisogna anche vivere e distrarsi. Altrimenti vincono loro.

    La mafia uccide solo d’estate ha due tipi di regia, accessibile a tutti e un po’ meno. Perché?

    Il mio modello era Forrest Gump. Quando mi sono trasferito a Milano mi chiedevano sempre della mafia, ma la mafia non è solo Riina, ci sono anche persone “bene”. Ho letto molti libri e articoli sul tema e ho capito che ci si poteva fare un film.

    I tuoi studi ti hanno aiutato?

    Quando andavo a scuola andavo malissimo, invece di studiare stavo in sala montaggio. Se ho consigli per chi vuole fare un film? Se sei ricco e di Roma forse è più facile, ma non ci sono consigli: posso però dire che il mondo dello spettacolo è meritocratico, puoi avere una, due spinte, ma alla fine la qualità paga.

    Il successo ti ha cambiato?

    Fossero questi i problemi! Però ti accorgi che la gente ti guarda, ad esempio oggi per venire qui ho stirato la camicia, cosa che non facevo dal 1992. Sono diventato un po’ come Belen, però al maschile.

    La scena de La mafia uccide solo d’estate più difficile da girare?

    Non c’è stata una scena difficile, a volte ho fatto più e più riprese per poi accorgermi, in fase di montaggio, che andava bene già alla prima.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Giffoni Film Festival 2012

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