Pietro Taricone, parla la sorella e Marina La Rosa critica i gieffini in tv

Pietro Taricone, parla la sorella e Marina La Rosa critica i gieffini in tv

Gabriella Taricone e Marina La Rosa ricordano Pietro Taricone; e Marina si scaglia contro l'ipocrisia degli ex gieffini

    Pietro Taricone all’ingresso della casa del GF1 con gli altri concorrenti

    Gabriella Taricone ha deciso di parlare del fratello Pietro, ‘O Guerriero, a dicei giorni dalla scua scomparsa, avvenuta martedì 29 giugno dopo aver inutilmente combattuto contro le conseguenze di uno sfortunato lancio col paracadute che ha messo fine ai suoi (soli) 35 anni di vita. Sempre accanto a Sophie e alla compagna di Pietro, Kasia Smutniak, Gabriella ricorda la gran caparbietà del fratello, quel suo sogno di diventare attore, di prendere la vita a morsi. E esce dal silenzio anche Marina La Rosa, la gatta morta del primo Grande Fratello, che si scaglia contro i suoi ex compagni di avventura: “Con quale faccia tosta persone che non lo incontravano da anni si sono messe a parlare di lui come se si fossero visti il giorno prima? Ma me l’aspettavo, sia chiaro“.

    La morte di Pietro Taricone continua a tener banco nei giornali rosa e nella stampa settimanale, con un fiorire di interviste, commemorazioni, ricordi. A parlarne soprattutto le donne della sua vita, dalla sorella Gabriella alla fiamma del GF1 Cristina Plevani, passando per l’ambita e sfuggente ‘preda’ del 25enne Pietro al Grande Fratello, Marina La Rosa.

    La sorella Gabriella, biologa, non si allontana da Kasia Smutniak e dalla piccola Sophie, 6 anni, che ora trascorre le sue giornate a casa sua circondata dai cuginetti. Ora sa che il padre non cè più, ma non ha forse ancora ben capito cosa questo voglia davvero dire. Per adesso gioca sorvegliata a vista dai nonni Rita e Francesco, dalla bisnonna Iole e dagli zii Gabriella e Maurizio.
    Sophie non si è accorta di niente: al momento della tragedia si trovava al parco giochi dell’aviosuperficie di Terni - racconta Gabriella al quotidiano Il CentroDopo qualche giorno le abbiamo detto la verità. Ma è troppo piccola, non se ne rende ancora conto. Sta a noi aiutarla a crescere senza traumi e a raccontarle chi era suo padre. Sophie per Pietro era la cosa più importante della sua vita“.

    Chi invece sente ogni giorno aumentare l’angoscia è Kasia Smutniak: “E’ disperata, col marito ha perso anche un compagno di giochi. Tra loro c’era grande complicità – racconta ancora Gabriella – Kasia è stata un’ottima compagna. Assecondava il marito in tutto“. Lo ha assecondato anche in quella mortale passione per il paracadutismo, entrato da un paio d’anni nella routine di Pietro e Kasia, un modo col quale i due si erano riavvicinati dopo la sbandata di Kasia per Raz Degan. A unirli anche il lavoro e la passione per la recitazione: “Il sogno di Pietro era quello di fare l’attore con la A maiuscola – continua Gabriella – Purtroppo l’esperienza del Grande Fratello, che gli ha dato una grande popolarità e che egli non ha mai rinnegato, gli è rimasta come un’etichetta. Pietro, però, sentiva che il mondo dello spettacolo non gli apparteneva. Amava la recitazione. E ne aveva le capacità. Purtroppo l’hanno capito troppo tardi. Se la sua vita non fosse stata spezzata, quel sogno da bambino di diventare un giorno un grande attore l’avrebbe realizzato.

    La parola impossibile per Pietro non esisteva. Riusciva in tutto“.

    Il Grande Fratello, croce e delizia di Pietro Taricone: e proprio il GF, o almeno quelli che condivisero con Pietro la prima esperienza nella casa bunker di Cinecittà, è il bersaglio delle critiche di Marina La Rosa, che ha affidato il suo sfogo al Tgcom. A darle sui nervi la disinvoltura con cui gli ex concorrenti sono accorsi da Barbara D’Urso o a Uno Mattina per cantare le lodi di Pietro nel giorno della sua morte, per vantare rapporti inesistenti, per celebrare un personaggio che per primi avevano disdegnato: “Quel poco che ho visto in Tv mi ha fatto capire che tante persone non conoscono il significato della parola rispetto. Con quale faccia tosta persone che non lo incontravano da anni si sono messe a parlare di lui come se si fossero visti il giorno prima? Ma me l’aspettavo, sia chiaro” attacca subito Marina, che poi si lascia andare al racconto del suo legame con Pietro.

    Non ci frequentavamo tanto, ma ci sentivamo regolarmente. Io e lui, con il passare del tempo, eravamo riusciti a instaurare un rapporto solido e sincero. Eravamo uniti da tante cose: l’instabilità, per esempio, che ha sempre caratterizzato le nostre personalità e le nostre scelte di vita. Ci confrontavamo spesso. Ma sempre tenendo fuori il lavoro” spiega Marina, che ricorda il suo ultimo incontro con Pietro, avvenuto circa un mese fa. “E’ stato il solito Pietro: se capiva che stavi giù, che vivevi qualche difficoltà, era sempre pronto ad aiutarti, a invogliarti a fare, a non tirarti indietro. Era uno con le palle, merce sempre più rara“.

    E Marina regala a Pietro un bell’epitaffio: “Aveva un entusiasmo travolgente, che riusciva in qualche modo a trasmettere a chiunque lo avvicinasse. Si buttava anima e corpo in ogni cosa, era curioso, affamato di tutto. Era sempre a correre dietro a mille cose, Pietro. Era la persona più viva che io abbia mai conosciuto“.

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