Pietro Taricone: i format mai realizzati per Mediaset

Spuntano progetti tv mai realizzati che avrebbero visto Pietro Taricone in veste di conduttore: li rivela l'autore Giovanni Benincasa

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    Immagine tratta dal numero zero di Storicone, format del 2002 mai realizzato

    Pietro Taricone racconta la storia ai ragazzi per Canale 5: questo il ‘plot’ di Storicone, programma ideato per Canale 5 da Giovanni Benincasa nel 2002 ma mai andato in onda. Le immagini del numero zero sono state scovate dal Tg5 negli archivi Mediaset e l’autore, amico di Pietro, ne ha ‘approfittato’ per rivelare altri due progetti pensati per il Guerriero del primo Grande Fratello mai approdati in tv.

    Mentre è attesa per la primavera 2011 la fiction postuma per Canale 5, Una Bella Famiglia (working title, La Famiglia Gambardella, emergono alcuni progetti inediti per la tv ideati agli inizi del 2000 e costruiti su Pietro Taricone, o meglio sul Guerriero del Grande Fratello 1. Uno di questi si intitolava Storicone e doveva svilupparsi come un ciclo di appuntamenti in cui Taricone sarebbe apparso nelle vesti di un barbiere che raccontava la storia ai ragazzi con il loro linguaggio, coadiuvato però dal prof. Roberto Mancini. Ne ha parlato all’Ansa l’autore, Giovanni Benincasa: “Con Pietro siamo diventati amici poco dopo la fine del GF: all’epoca era molto acerbo ma aveva una grande abilità descrittiva. E maltrattava la storia“.

    Ne fu fatto un numero zero, ma poi non ebbe seguito.

    Ma Storicone non era l’unico progetto tv studiato da Mediaset per Taricone: venne poi Papalagi – L’uomo bianco, un programma scritto nel 2003, in cui Pietro faceva un viaggio dal Nord al Sud Italia con un vero samoano, raccontando com’era l’Italia. “Una sorta di racconto italiano alla Vittorini” lo descrive oggi Benincasa. Altro format in cantiere era Conversazione: “Pietro rispondeva in diretta al pubblico e io bloccavo la conversazione se non era interessante” racconta Benincasa che lamenta ora la scarsa propensione al rischio degli editori, razza ormai sconosciuta. L’ultimo pensiero, però, è per l’amico Pietro: “L’ho sentito un po’ di tempo fa. Era un uomo perbene. Aveva dei valori. Alla fine il nostro progetto televisivo sarebbe stato forse allontanato dal suo successo come attore. Era un uomo speciale. E’ una grandissima perdita“.

    A Benincasa fa eco Domenico Procacci, produttore cinematografico molto legato all’attore e a lui accomunato dalla passione per il paracadutismo. Non sopporta che di lui passi l’immagine di ‘incosciente’ per la manovra forse azzardata che ha provocato la mortale caduta lo scorso 28 giugno. “Pietro non era un incosciente. E’ stato un errore che non doveva fare. Non c’è responsabilità da parte di nessuno”, ha detto Procacci, il primo ad aver creduto nelle sue possibilità di attore. “Lavorava per diventare un attore vero, per non durare una stagione e non essere uno dei reduci del Gf, ma per rimanere. E ce l’ha fatta, è diventato un attore vero“. Siamo certi che Pietro sarebbe orgoglioso delle parole di Procacci.