Per Sanremo è il giorno più lungo: squalificata Loredana Bertè

Per Sanremo è il giorno più lungo: squalificata Loredana Bertè

Per Sanremo è il giorno più lungo: Loredana Bertè è stata squalificata per plagio

    Per Sanremo è il giorno più lungo: squalificata Loredana Bertè

    Conferenza stampa a dir poco movimentata, con un Pippo Baudo infuriato per l’ennesimo calo degli ascolti. In più l’accusa di Tullio De Piscopo, che ha riconosciuto nel brano di Loredana Bertè un suo pezzo di 20 anni fa, ha determinato una riunione d’urgenza della Commissione artistica per deciderne la squalifica. In alto il confronto tra i brani.

    Una giornata così non sarà facile da dimenticare, almeno per Baudo che avrà comunque modo di riprendersi un po’ grazie alla pausa di stasera.

    Nella conferenza stampa di oggi pomeriggio Baudo era a dir poco furioso, soprattutto per quanti lo hanno individuato come responsabile del continuo calo di ascolti. Un paradosso, o forse no, se si considera che l’edizione di quest’ anno è considerata di particolare qualità, sia dagli addetti ai lavori, sia dello stesso Baudo che non ci sta a fare una Tv Trash. “La qualità è difficile da far passare. L’evento non esiste più se non ha un aspetto scandalistico. Se avessi litigato con Chiambretti, come è accaduto a Miss Italia, il pubblico si sarebbe acceso. Allora scazzottiamoci, sputiamoci in faccia: ma così il pubblico lo imbarbariamo, lo fottiamo e avremo un’Italia di merda“. In basso l’estratto incriminato.



    Un’uscita così non se la ricordavano da tempo in sala stampa, ma quando gli si tocca il Festival Pippo davvero non capisce più niente. E’ preoccupato soprattutto dal fatto che la deriva televisiva arrivi a stravolgere il senso e la struttura del Festival, trasformandolo magari in una sorta di Amici. “Amici è una grande palestra, ma alla fine non riesce a lanciare mai nessuno“, dice Baudo con l’assenso di Del Noce che lo sostiene: “Se si trasformasse il festival in Amici o Castrocaro, nel giro di un po’ di tempo sparirebbero tutte queste trasmissioni”. Una soluzione possibile sarebbe quello di ridurre il numero dei cantanti in gara, senza però rinunciare ai Big, come richiesto dalla FMI.
    Un’altra, lanciata dai giornalisti provocatori, potrebbe essere quella di reinserire l’elemento reality introdotto da Bonolis nell’edizione del 2005. Ma Del Noce non cade nel tranello ordito dai giornalisti ed evita di sbilanciarsi, onde evitare polemiche analoghe a quelle dello scorso anno, quando annunciò di avere contatti in corso per la sostituzione di Pippo Baudo alla direzione artistica del Festival.

    Di fatto, Baudo propenderebbe per un torneo ad eliminazione anche per i big, cosa che da sempre, invece, vede contrarie le case discografiche, che addirittura non vogliono le classifiche finali. Per Mario Venuti, però, avere un pubblico di 8 milioni di telespettatori non è cosa da poco, spezzando così una lancia a favore del Festival che mai come adesso sta riflettendo su se stesso, mentre Chiambretti sfila il rosario confidando in una ripresa degli ascolti.

    Intanto il brano di Loredana Bertè è fuori dal Festival, anche se lei potrà comunque esibirsi. Per domani è previsto, infatti, un suo “non duetto” con Ivana Spagna, nel senso che la Bertè dovrebbe intervenire negli ultimi 20 secondi con un pezzo rappato.
    Intanto è stata l’ospite più richiesta da radio e Tv. E’ stata da Fiorello a Viva Radio2, a Gli Spostati, sempre su Radio2, è intervenuta al Tg3, sempre per proclamare la sua innocenza. “Non c’è nessun plagio.

    È tutto regolare perché il brano non è mai stato depositato” ha detto a Fiorello, pur ammettendo alla fine di aver preso un pezzo della canzone cantata 20 anni va da Ornella Ventura. La sua difesa punta sul fatto che, a suo dire, quella canzone non è mai stata depositata alla SIAE dall’autore. Anzi contrattacca, dicendo “Mi piacerebbe vincere il premio della critica e mettere fine a queste voci ignoranti e cattive. Non sanno che dire. La canzone non è mai stata incisa da nessuno. Stava in un cassetto da vent’anni”. “E’ una storia cretina - ha poi aggiunto al Tg3 – mi fa molto arrabbiare perché non è vera. E ci sono le prove che quel cavolo di pezzo c’ha 30 anni, era una jam session del cavolo che non avevano nemmeno mai depositato. L’ho tagliata da 4 minuti e 40 a 2 minuti e 58. Ho fatto il testo, una bomba. Ma siccome ‘sto pezzo fa paura a tutti, allora basta“.
    Evidentemente la Commissione l’ha pensata diversamente e ha deciso per la squalifica del pezzo, essendo identico ad un altro già inciso, per cui non più definibile inedito. Una decisione venuta dopo ore di riunione, sulla quale si temeva l’influenza della grande amicizia che lega il direttore artistico alla Bertè, ma che chiaramente è stata davvero inevitabile.

    Nell’occhio del ciclone ovviamente anche Alberto Radius, autore dei due pezzi, che è apparso colto alla sprovvista da questa polemica cadutagli addosso come un macigno. Dice di non ricordare di averla già incisa per Ornella Ventura e ricostruisce così la decisione di collaborare su quel pezzo con Loredana: “Loredana è venuta da me con un mio vecchio provino – racconta- e poi lei ha scritto il testo. Io non mi ricordavo quel provino. E’ roba di 20 anni fa, ho scritto più 750 canzoni e non ho mai avuto problemi del genere. Della Ventura, che aveva registrato quella canzone nel 1988, non mi ricordo. Ma creda alla mia buona fede, non capisco come la cosa sia sfuggita di mano così. Ora voglio vedere che succede, se trovo qualche traccia…”.
    Le tracce, in realtà, sono già in giro su Internet da questa mattina, ovvero da quando Tullio De Piscopo con la sua nota all’AdnKronos ha rivendicato la paternità del brano. E qualche ammissione è giunta anche dal discografico della Nar, Mario Limongelli, che cura le produzioni della Bertè: “È vero, ma è un disco uscito nel 1988 di nessun successo. Noi non lo sapevamo, bisognerebbe chiedere agli autori. Perchè quando ci è stato proposto “Musica e parole” noi non potevamo sapere”.

    Insomma l’autore dice di non ricordare, la casa discografica dice di essere al corrente della pubblicazione del brano della Ventura ma di non sapere della relazione con “Musica e Parole” (non l’hanno mai ascoltata? O non ci hanno fatto caso neanche loro?), la Bertè rivendica la sua opera. E tutto questo nel giorno nero del Festival, quello che sembra essere un punto di non ritorno.

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