Paura di Amare, si pensa già al seguito

Paura di Amare, si pensa già al seguito
da in Fiction italiane, Rai, Rai 1
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    Si è conclusa lunedì la fiction Paura di Amare e, come da copione, ha fatto il pieno d’ascolti e si pensa ad un seguito. Sei puntate giocate sul filo del rasoio degli intrighi amorosi, ma non solo. Un polpettone che ha saputo mischiare i tradimenti sentimentali con quelli familiari, lavorativi, fin quasi a raggiungere l’assurdo ed è stato proprio questo il suo successo. Rassicurare attraverso l’inverosimile raccontato. E nell’ultima puntata la fantasia degli sceneggiatori ha toccato punti di vera poesia.

    Non è mancato nulla a Paura di Amare, la terrorista con doppia personalità che arriva alla follia di rapire un bambino, la mamma accusata di omicidio che si riabilita nel giro di una mezz’ora, la figlia ritrovata che immediatamente si mostra amorevole con la madre che l’aveva abbandonata da piccola.

    E poi, belle ville, babysitter con il tenore di vita di una manager. Insomma, Paura di Amare ci ha riportato il sapore antico dello sceneggiato, una storia strappacuore, ma a dire il vero, messa insieme con grande dignità.

    Un merito particolare ai protagonisti Erica Banchi e Giorgio Lupano, e tanto per non farci mancare nulla, pare anche che tra i due sia nata sul set una certa simpatia, il solito gossip li ha sorpresi insieme ad appuntamenti mondani. Dato il successo della fiction di RaiUno, 7.110.000 spettatori pari al 26,40% di share nell’ultima puntata, negli ambienti Rai si vocifera anche della possibilità di una seconda serie, ma tremiamo al pensiero di quali altre terribili esperienze dovranno vivere i nostri eroi per meritarsi alla fine l’agognata serenità.

    Paura di Amare ha conquistato tutti, è quel che si dice un prodotto trasversale, se ne parlava il giorno dopo in ufficio, in ambienti snob e al mercato, tutti, almeno per un po’, si sono lasciati andare e hanno seguito le vicende di Asia e Stefano, indignandosi e accorandosi per loro, sperando potessero riuscire a superare le difficoltà di un amore tanto contrastato, degno del miglior melodramma anni ’40. Un mix perfetto di tradizione e modernità, una fiction che ha provato ad ammiccare alle mamme, ma anche alle figlie e che alla fine ha messo tutti d’accordo.

    Certo, tutt’altra storia rispetto a Le Cose che Restano, ma il bello di Paura di Amare è stato proprio quello di un dipanare la matassa consapevole di non poter essere altro che un divagare leggero, un momento di non pensiero. Attendiamo fiduciosi di poterli. Una nota di merito a Ida Di Benedetto per aver avuto la lungimiranza di produrla, un po’ meno per avere avuto l’ardire anche di interpretarla.

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