Par Condicio, Tribuna Elettorale compie 60 anni

Par Condicio, Tribuna Elettorale compie 60 anni

Tribuna Elettorale compie 60 anni proprio nel 2010: vale la pena ricordarlo ai consiglieri di amministrazione della Rai, riuniti per decidere se reintrodurre i talk show politici cancellati due settimane fa

    E’ una curiosa coincidenza che Tribuna Elettorale compia 60 anni proprio nell’annus horribilis dell’informazione politica in tv e soprattutto in Rai, artefice proprio del primo sostanziale cambiamento nella comunicazione politica nazionale. Vale la pena ricordarlo proprio oggi, mentre il CdA Rai sta decidendo se reintrodurre i talk show politici – cancellati qualche settimana fa per rispettare al meglio il regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza contro cui si è espresso il Tar del Lazio, almeno per quel che riguarda l’estesione del regolamento alle Tv private – e alla vigilia del ciclo di tribune e conferenze stampa elettorali in vista delle Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo. E certe coincidende acquistano un valore simbolico: nel 1960 la Rai apriva le porte della tv alla Politica, prima ancora che lo facessero gli Usa; nel 2010 speriamo in uno spiraglio. In alto la sigla e l’inizio della prima tribuna elettorale.

    Il CdA Rai è riunito d’urgenza per decidere il da farsi circa la reintroduzione nei palinsesti delle tre reti della Tv di Stato, cancellati dal CdA due settimane fa per rispettare al meglio (scongiurando il rischio di ammende e multe) il regolamento sulla Par Condicio approvato a inizio febbraio dalla Commissione di Vigilanza Rai e di cui il Tar ha bocciato l’estensione alle tv private prevista dall’Agcom.

    Sarebbe il caso, forse, di ricordare ai consiglieri di Viale Mazzini che 60 anni fa proprio la Rai contribuiva in maniera decisiva e portare la politica e i suoi leader in casa degli elettori, ben prima che lo facessero gli Usa, trasformando definitivamente il linguaggio e la comunicazione politica in Italia.
    I volti, spesso tesi e nervosi, dei leader dei grandi partiti italiani invasero in breve tempo gli apparecchi tv, i salotti, i bar degli italiani, iniziando a demolire quella distanza, quel timore reverenziale verso il potere politico e iniziando a dare agli elettori la possibilità di farsi un’opinione, sebbene mediata da un rigido protocollo che rendeva di fatto il mediatore un mero cronometrista, armato di bilancino per evitare che qualche parte politica potesse prevalere sulle altre.

    Il successo del primo ciclo di Tribune Elettorali fu tale da rendere poi regolare l’appuntamento tv con le Tribune Politiche a partire dal 1961: il primo moderatore fu Gianni Granzotto, ma l’immagine più familiare per il pubblico tv degli anni ’60 è quella di Jader Jacobelli.

    Certo che ora non è più tempo di quelle tribune ingessate, ma estremamente civili, senza urla e all’insegna del rispetto per il pubblico tv. Già il solo fatto che la Rai abbia annunciato alla fine della scorsa settimana l’inizio – da domani – di un ciclo di appuntamenti con le Tribune e le Conferenze stampa regolamentate secondo le norme decise dalla Commissione di Vigilanza ha lasciato tutti con l’amaro in bocca. Di sicuro non è più il tempo di reazioni alla Fantozzi, che rivediamo in basso alle prese con le Elezioni in Fantozzi subisce ancora, del 1983.



    Noi attendiamo le decisioni del CdA Rai.

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