Par Condicio, Tar accoglie ricorso delle tv private: tornano i talk politici?

Par Condicio, Tar accoglie ricorso delle tv private: tornano i talk politici?

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalle tv private, sospendendo il regolamento sulla par condicio, approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai ed esteso dall'Agcom a La7, Mediaset e Sky

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    Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Sky, La7 e Mediaset contro il regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai in materia di par condicio, che ha di fatto reso impossibili i talk politici in tv, esteso poi a tutte le tv private. Per una ‘migliore’ applicazione del regolamento, poi, il CdA Rai ha deciso lo stop ‘incondizionato’ per tutti i programmi ‘potenzialmente’ politici (da Annozero a Ballarò, da Porta a Porta a L’Ultima Parola) onde evitare possibili sanzioni all’Azienda. Ma a questo punto torna tutto in gioco: previsto per lunedì un CdA Rai per ridiscutere la misura alla luce della sentenza del Tar, che dà a questo punto alle tv private la possibilità di occuparsi delle prossime elezioni regionali.

    Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Sky, Telecom Italia Media nonché Mediaset e ha disposto questa mattina la sospensione del regolamento sulla campagna elettorale in tv, approvato a maggioranza dalla Commissione di Vigilanza Rai all’inizio di febbraio – su proposta del radicale Marco Beltrandi -, ed esteso poi dall’Agcom a tutte le emittenti tv italiane. In particolare la sentenza ha riguardato l’art. 6 comma 2 col quale l’Autorità ha disciplinato la par condicio in vista delle Regionali.
    Il ricorso presentato da Sky e La7 è stato considerato fondato e pertanto si è disposta la sospensione del regolamento, anche se la prima udienza per entrare nel merito della faccenda è fissata per il 6 maggio, ben oltre, quindi, la tornata elettorale, prevista per il 28 e il 29 marzo.

    A questo punto la Rai sarebbe l’unica emittente tv a non rimettere ‘in gioco’ la politica nel suo palinsesto, visto che il CdA Rai ha deciso nei giorni scorsi di cancellare tutte le trasmissioni a contenuto politico fino alla data delle elezioni. Paolo Garimberti, presidente della Rai, ha convocato per lunedì 15 una seduta straordinaria del CdA, proprio per discutere della sentenza del Tar e prendere, eventualmente, gli opportuni provvedimenti. Dal canto suo Paolo Gentiloni, presidente del Forum ICT del Pd, si augura che il CdA prenda atto della sentenza e rimetta in palinsesto i programmi cancellati: “La sospensione del regolamento Agcom per le tv commerciali è una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di Vigilanza Rai – ha detto Gentiloni – i programmi giornalistici devono riprendere subito anche in Rai: un silenzio riservato alla sola tv pubblica sarebbe, a questo punto, un vero e proprio scandalo“.

    D’accordo anche Bersani (PD), che chiede l’immediato ‘reintegro’ dei talk politici, mentre Gasparri (PdL) nota come la disposizione del Tar metta in luce la ‘vecchiaia’ della norma della Par Condicio: “Subito dopo le elezioni vanno varate norme nuove che garantiscano il pluralismo, ma che superino una normativa, quella voluta dalla sinistra che prima l’ha invocata e adesso si lamenta, che crea rigidità eccessive e che apre la strada a un contenzioso interminabile.

    La democrazia deve essere garantita da nuove norme che abbiamo gia’ proposto e che vogliamo il Parlamento approvi presto“.
    Per Capezzone, invece, la decisione del Tar lascia ‘carta bianca’ al PD, che a suo avviso lotta per avere comizi di Santoro e Travaglio a spese dei contribuenti: “Il Pd vorrebbe comizi televisivi finali, nelle due ultime settimane di campagna elettorale, di Santoro e Travaglio, senza regole e senza parità, con la consueta aggressione contro Berlusconi e il linciaggio verbale di qualche ospite malcapitato. Tutto questo, peraltro, a spese del contribuente che paga il canone“. Ma sul canone pagato per non avere tramissioni politiche ci sarebbe comunque da discutere, a nostro avviso.

    Per Beltrandi, relatore del contestato regolamento, la decisione del Tar del Lazio non modificherebbe nella sostanza le norme approvate dalla Commissione di Vigilanza Rai, scagliandosi invece contro l’”assurda decisione del CdA Rai” che ha sospeso tutti i talk di sua sponte, proprio per applicare ‘al meglio’ il regolamento da lui stilato: “A quanto si apprende - ha detto Beltrandi - il Tar Lazio avrebbe sospeso un solo comma, il 2, dell’articolo 6, della delibera dell’Agcom che applica la par condicio alle televisioni private in occasione delle regionali del 27 – 28 marzo 2010. Qualora tale notizia si riveli fondata occorre chiarire che si tratta di sospensiva, il Tar non è entrato nel merito, lo farà solo il 6 maggio; la sospensione del comma 2 dell’art. 6 non riguarda le nuove norme approvate per i talk show, che sono soltanto al comma 5 dell’art. 6 della delibera dell’Agcom; la delibera della Vigilanza sulla Rai tv è stata invece pienamente confermata dal Tar Lazio che ha rigettato la richiesta di sospensiva avanzata; anche qualora il Tar Lazio avesse sospeso il comma 5, dell’art. 6, la motivazione del Tar sarebbe smentita nel merito dal fatto che trasmissioni come Matrix e Terra hanno continuato ad essere messe in onda, anche prima di ogni sospensiva, dimostrando che non è il regolamento ad aver imposto un qualunque stop”. ”A prescindere da tutto questo, qualora le tv private e la Rai stessa ritenessero di voler rivedere l’assurda decisione di bloccare i talk show per non voler rispettare le blande, rispetto ad altri Paesi, norme sulla par condicio nell’ultimo mese della campagna elettorale, io – sottolinea Beltrandi – quale estensore del regolamento e noi come soggetto politico radicale non potremmo che compiacercene, essendo esattamente quanto chiediamo con insistenza da settimane, mentre denunciamo l’incredibile ulteriore sabotaggio operato dalla Rai tv della campagna elettorale con le tribune non ancora calendarizzate, dopo 10 giorni dal giorno in cui sarebbero dovute cominciare”.

    E dire che proprio ieri la Rai aveva deciso di far partire da lunedì 15 marzo le tribune elettorali sui suoi canali, con cadenza quotidiana, alle 14.00 su RaiDue, mentre quelle regionali erano riservate alla mattina su RaiTre. Al prime time di martedì e giovedì, su RaiDue, invece, erano destinate le conferenze stampa. Ora il quadro potrebbe cambiare: potrebbero tornare finalmente in tv Porta a Porta, Annozero, Ballarò e L’Ultima Parola.

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