Par Condicio Rai, Vespa vs Santoro: “Paghiamo per lui”; Santoro attacca Berlusconi

Par Condicio Rai, Vespa vs Santoro: “Paghiamo per lui”; Santoro attacca Berlusconi

La sospensione di tutti i talk show politici fino alle Elezioni regionali decisa dal CdA Rai rinfocola la polemica tra Bruno Vespa e Michele Santoro

    Nuovo capitolo nella lotta tra Bruno Vespa e Michele Santoro: lo stop ai talk show politici imposto dal CdA Rai fino alle Elezioni Regionali sta scatenando i conduttori che si vedono fuori dai palinsesti per il prossimo mese. Sebbene si cerchi di compattare i fronti, la decisione ha rinfocolato l’atavica guerra tra Vespa e Santoro. “La decisione della Rai, come quella della Vigilanza, hanno un nome ed un cognome: Michele Santoro, passato sulla par condicio con il garbo di Attila” ha detto Vespa. Santoro replica: “Berlusconi uccide la tv pubblica“. In alto l”omaggio’ di Vespa al ‘garbo’ di Santoro e alle sue lezioni di giornalismo da Porta a Porta del 22 febbraio.

    Bruno Vespa è (giustamente) imbufalito: di un colpo si è visto cancellare tutte le puntate del suo Porta a Porta fino alla fine di marzo: la decisione presa dal CdA Rai per ‘rispettare le norme’ del regolamento sulla par Condicio approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai non ha eguali nel mondo occidentale, come ha detto ieri in conferenza stampa Giovanni Floris, e sta scatenando una bagarre nel mondo politico e in quello dell’informazione.

    Vespa ha trovato il colpevole di tutto questo: Michele Santoro. Il suo ‘stile’ di conduzione ha condannato tutti al silenzio, per zittire lui “paghiamo tutti”, la sintesi fatta da Vespa. Ma leggiamo le ultime dichiarazioni di Vespa al Corriere della Sera: “Quale tv pubblica al mondo abolisce i programmi politici nel momento in cui servono di piu’? La Rai subisce un danno enorme: nel bilancio, per il calo pubblicitario e soprattutto nell’immagine. Vogliamo essere onesti? La decisione della Rai, come quella della Vigilanza, hanno un nome ed un cognome: Michele Santoro, passato sulla par condicio con il garbo di Attila”.

    La cancellazione di tutti i talk risponde, quindi, alla necessità di fermare Annozero. “Non potendo sospendere solo Santoro, che per decenni ha portato in prima serata programmi in cui la vittima è costantemente la stessa parte politica, che stia al governo o all’opposizione, hanno cancellato anche le nostre trasmissioni” continua Vespa, che lancia però un appello al premier Berlusconi. “Al premier io dico però che il pollaio è meglio del silenzio. La maggioranza politica ha contratto un debito verso la Rai. Se Berlusconi è l’uomo della libertà non puo’ soffocare la mia azienda“. E rilancia la questione dell’evasione del canone Rai: “Sul suo tavolo – dice ancora Vespa riferendosi al premier – giace da tempo il progetto di inserire il canone, ridotto, nella bolletta della luce in modo da ridurre l’enorme evasione. Mandi avanti questo progetto e dimostrerà di voler mantenere l’equilibrio tra i principali gruppi televisivi“.
    Ma secondo noi sarebbe meglio evitare di parlare di canone in un momento in cui proprio la Rai tradisce la missione di servizio pubblico ‘oscurando’ per ‘censura preventiva’ tutti i programmi di informazione politica.

    Michele Santoro non ci sta a passare per colpevole e addita come unico responsabile di questa scellerata (lo diciamo noi) decisione proprio il Premier.

    Intervistato da Repubblica risponde a Vespa, a suo avviso invidioso dei suoi ascolti, e accusa Silvio Berlusconi, che, a suo dire, conduce da tempo una campagna senza precedenti ai poteri istutuzionali e alla libertà d’informazione: “Berlusconi lo ha capito da tempo: oramai c’è un rapporto diretto tra opinione pubblica e leader. Ma i cittadini cambiano idea, per questo è necessario mettere alla telecamera una calza senza smagliature, di costruire un racconto della realtà che non intacchi l’immagine del capo” ha dichiarato Santoro. “La par condicio è un pretesto, come le elezioni regionali. La questione è più grande: da un po’ assistiamo a un attacco senza precedenti ai poteri di controllo: la magistratura, l’informazione, la burocrazia, come nel caso della Protezione civile. Cercano di militarizzare la società. E di questo disegno il maggior architetto è il premier. Ma non agisce da solo“.
    Ed entrando nel merito delle accusa di Vespa, Santoro risponde: “Annozero esprime un pezzo di opinione pubblica che Berlusconi non vorrebbe che fosse rappresentato. Certo se tutti fossero come Vespa, forse il problema della cancellazione non si sarebbe posto. La differenza tra me e lui è che io farei le barricate per difendere il suo diritto di esprimersi, lui non restituirebbe il favore. La trasmissione di Vespa è vecchia e in affanno. Nessuno lo dice perché è la terza camera dello Stato, penso ci sia un collegamento tra le sue accuse ad Annozero ed i dati Auditel”.

    Loro continueranno a beccarsi, rimpallandosi le responsabilità: noi intanto andremo alle Elezioni senza un confronto, un approfondimento, un dibattito condotto dai giornalisti di punta della tv di Stato per decisione della stessa Rai. Un paradosso: se sono il ‘meglio’ che la tv pubblica ha da offrirci, perché zittirli proprio quando ce n’è più bisogno? A questo punto se sono così ‘parziali’ siano ‘tolti di mezzo’ e si ripensi l’informazione Rai.
    Non ci resta che sperare nel ricorso di Mediaset e Sky contro l’Agcom che ha esteso il regolamento Rai alle tv private: Sky ha promesso faccia a faccia tra i candidati alle Regioni e sinceramente non possiamo che augurarci che vada avanti per la sua strada e violi la legge in caso di rigetto del ricorso. Dove siamo arrivati…

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