Par Condicio Rai: dal CdA scandaloso stop a Annozero, Porta a Porta e Ballarò

Par Condicio Rai: dal CdA scandaloso stop a Annozero, Porta a Porta e Ballarò

Il CdA rai ha deciso di sospendere tutti i talk show politici della Rai fino alle elezioni regionali: stop a Porta a Porta, Ballarò, Annozero e l'Ultima Parola

    Il Cda della Rai ha deciso di sospendere tutti i talk show politici in onda sui tre canali della Tv di Stato fino alla tornata elettorale del 28 e 29 marzo prossimo. Stop quindi per Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L’Ultima Parola, che verranno sostituiti, dove possibile, da tribune elettorali. Rivolta del mondo dell’informazione: Giovanni Floris parla di “silenzio dell’informazione“, Vespa di “decisione grave, ingiusta e sorprendente”, mentre la Fnsi insieme al sindacato dei giornalisti Rai ha indetto per le 17.00 una conferenza stampa con tutti i conduttori coinvolti dalla decisione del CdA.

    Come si legge in una nota Ansa di pochi minuti fa il CdA Raiha deliberato a maggioranza la sospensione temporanea, per il periodo relativo alla seconda fase della campagna elettorale, della messa in onda dei programmi di approfondimento informativo Porta a Porta (Raiuno), Annozero e L’ultima Parola (Raidue), Ballarò (Raitre), sostituendoli, ove possibile, con tribune elettorali, dando mandato al Direttore Generale di assicurare i termini e le modalità operative per assicurare il rispetto delle previsioni del citato Regolamento. Le puntate delle trasmissioni sospese verranno recuperate appena possibile“.

    Immediatamente scesi sul piede di guerra i membri del centrosinistra del Consiglio d’Amministrazione Rai, oppostisi inutilmente alla decisione presa questa mattina, nonché i giornalisti della Rai.
    Bruno Vespa parla di “decisione grave, ingiusta e sorprendente”. “So bene che certe trasmissioni hanno sempre calpestato la par condicio nella sostanza prima ancora che nella forma. Ma non è una ragione sufficiente per azzerare l’intera informazione politica della Rai alla vigilia delle elezioni. Il danno economico e d’immagine che ne viene all’azienda è largamente superiore ai rischi che si sarebbero corsi con alcuni programmi settari” continua il giornalista che si vede fuori gioco per un intero mese. “In ogni caso – continua Vespa – quello stabilito oggi è un precedente molto preoccupante perché disabilita i principali conduttori giornalistici della Rai dal toccare la politica in campagna elettorale e li delegittima rispetto ai colleghi delle televisioni commerciali che certamente vinceranno il loro ricorso contro il deliberato dell’Agcom”.

    Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, affida ad una nota la sua rabbia e promette di cercare di andare in onda ad ogni costo, pur nel rispetto dei regolamenti. “E’ il trionfo del silenzio sull’informazione- ha dichiarato Floris – E’ una situazione che non ha precedenti nel mondo occidentale. Ai giornalisti del servizio pubblico viene impedito di fare informazione: è un danno per l’azienda, un danno per gli abbonati, un danno per il sistema.

    Cercheremo ogni spazio nel diritto e nei regolamenti per riuscire ad andare in onda“.
    Gli fa eco il direttore di RaiTre, Di Bella, che si oppone con tutte le forze alla decisione ‘gravissima’ del CdA: “L’interesse aziendale della Rai -aggiunge Di Bella- era di interpretare e applicare la legge sulla par condicio e il relativo Regolamento, difendendo al meglio la propria autonomia editoriale e la programmazione. E’ perciò inspiegabile la decisione presa a maggioranza dal CdA che cancella programmi di grande ascolto interpretando il regolamento ancor più radicalmente dello stesso relatore, il radicale Beltrandi, e ignorando il parere dello stesso Ufficio Legale della Rai che dava il via libera alla messa in onda dei talk show, a condizione che non ci fossero ospiti politici e che non fossero trattati temi politico-elettorali“.

    Scende in campo anche la Federconsumatori che parla di violazione di servizio pubblico per Viale Mazzini e minaccia una denuncia. “Un provvedimento di questa sorta porta l’Italia allo stesso livello di democrazia di quello dello Zimbabwe – scrive la Federconsumatori – Abbiamo dato mandato all’Ufficio Legale della Federconsumatori di verificare se tale decisione possa rientrare nell’ambito delle violazioni dei doveri del Servizio Pubblico oltre, naturalmente mettere in campo ogni iniziativa perche’ un Consiglio di Amministrazione del genere se ne vada a casa il prima possibile”. “I cittadini italiani – contina la nota – dovrebbero, fino alle elezioni regionali, seguire trasmissioni televisive solo di ”barzellette, canzonette e gossip. Comprendiamo tale disegno, che rispecchia chiaramente la volontà di sottacere la gravissima situazione economica del Paese per non ”turbare” i telespettatori! Perciò considerare imbecilli i cittadini italiani è pari all’imbecillità di questa decisione. Quando si taglierà il cordone ombelicale tra servizio pubblico e partitocrazia sarà un giorno fausto per la Repubblica Italiana e un giorno infausto per gli antidemocratici, gli arroganti, i corruttori e i corrotti”.

    La situazione è ormai davvero paradossale: non bastava il regolamento Rai, esteso peraltro alle tv private, a imbavagliare l’informazione tv nel periodo elettorale, ora la Rai – non la Commissione di Vigilanza – decide di congelare tutte le trasmissioni ‘a rischio’ per un mese per di più in periodo di garanzia primaverile, con programmi come Annozero e Ballarò che in prima serata raccoltono ascolti ottimi per RaiDue e RaiTre. Un vero e proprio scandalo. E a noi viene in mente Meno Male di Cristicchi

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