Par Condicio, la Vigilanza Rai salva i talk politici

Par Condicio, la Vigilanza Rai salva i talk politici

La Commissione di Vigilanza Rai approva il regolamento sulla par condicio per le Amministrative di metà maggio: salvi i talk show

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    La Commissione di Vigilanza Rai ha finalmente approvato il nuovo regolamento sulla Par Condicio per le prossime elezioni Amministrative, che si terranno il 15 e il 16 maggio 2011. Passa la bozza proposta dal Presidente Sergio Zavoli: bocciato l’emendamento del Pdl, che voleva ‘rinnovare’ la parità di trattamento per le tribune politiche e i talk show, i programmi di punta dell’informazione Rai potranno andare in onda. Ovviamente le regole della legge sulla Par Condicio vanno rispettate.

    La Commissione di Vigilanza Rai ha approvato il regolamento per l’informazione e la comunicazione politica della Rai per le Elezioni Amministrative del 15 e 16 maggio prossimi, con il solo voto contrario del radicale Beltrandi. Ritirato l’emendamento contestato sull’equiparazione delle tribune politiche e dei talk show, ripresentato quest’anno da Pdl e Lega dopo l’approvazione dello scorso anno – che ha portato al black-out dei talk della Rai – e i successivi pareri negativi del Tar, é passata la linea del Presidente della Commissione Zavoli.

    Questo non vuole ovviamente dire che i talk show abbiano carta bianca: vigono comunque le norme di riferimento sulla legge della Par Condicio e Zavoli ha ribadito nel testo presentato e approvato dalla commissione di Vigilanza la necessità che i programmi di approfondimento rispettino rigidamente i principi di pluralismo, obiettività e completezza dell’informazione e la garanzia di contraddittorio in condizioni di effettiva parità di trattamento.

    Nell’emendamento presentato da Zavoli all’art. 8 del regolamento, inerente proprio i talk show, si legge che “i direttori responsabili dei programmi nonché i loro conduttori e registi, ferma restando l’autonomia editoriale e la salvaguardia della tipologia del format specifico, debbano curare l’organizzazione e lo svolgimento del programma, anche con riferimento ai contributi filmati, alla ricostruzione delle vicende narrate, alla composizione e al comportamento del pubblico in studio affinché risultino finalizzati ad assicurare il rispetto dei criteri di pluralismo, imparzialità, completezza e obiettività dell’informazione“.
    Inoltre i talk show debbono osservare “in maniera particolarmente rigorosa ogni cautela atta ad evitare che si determinino situazioni di vantaggio per determinate forze politiche o determinati competitori elettorali“. Si regola, quindi, la composizione del parterre di ospiti: “Qualora il format preveda la presenza di ospiti, si deve prestare la massima attenzione alla scelta degli esponenti politici invitati e alle posizioni di contenuto politico espresse dai presenti, garantendo, nel corso dei dibattiti di chiara rilevanza politica, il contraddittorio in condizioni di effettiva parità di trattamento“.

    Missione sempre difficile: l’importante è che i talk non scompaiano dal palinsesto. Ai responsabili e ai conduttori la scelta di occuparsi di politica, attualità o di costume…

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