Par Condicio, la Vigilanza Rai conferma blocco talk politici

Par Condicio, la Vigilanza Rai conferma blocco talk politici

La Commissione di Vigilanza Rai conferma il regolamento sulla Par Condicio Rai: non ci sono speranze per il ritorno dei talk show politici sulle reti della Tv di Stato

    Come immaginabile la Commissione di Vigilanza Rai, sollecitata ieri dal CdA Rai a prendere una decisione sugli eventuali ‘aggiuntamenti’ in merito ai talk politici, ha risposto ‘picche’ votando a maggioranza il mantenimento del regolamento sulla Par Condicio, giudicato inammissibile (almeno nella formulazione adottata dall’Agcom per le Tv private) dal Tar del Lazio con l’accoglimento del ricorso di Sky e Telecom Italia Media. Non c’è speranza di rivedere Porta a Porta, Ballarò e Annozero in tv prima della fine del mese.

    Fumata nera dalla Commissione di Vigilanza Rai che, come previsto, non fa marcia indietro sul regolamento per la campagna elettorale Rai approvato a inizio febbraio e quindi non dà la possibilità al ‘pavido’ (ci sia concesso) CdA Rai di rimettere in palinsesto i talk show politici, sospesi quindi fino al 29 marzo.
    In mattinata il presidente della Rai, Paolo Garimberti, critico sulla decisione del CdA di rimettere la questione alla Vigilanza (risultato della riunione straordinaria di ieri). aveva sperato in un ‘guizzo’ della Vigilanza: “Cosa mi aspetto dalla Vigilanza? Che batta un colpo. Questa storia di rimpalli comincia dal regolamento della Vigilanza, che è illegittimo, formulato in modo sbagliato e che presenta profili di incompatibilità con la legge del 2000. Quindi, che il colpo sia chiaro, netto e definitivo affinché questa storia finisca una volta per tutte.

    Ci sta tormentando da troppo tempo“.

    Ma la Vigilanza non ha ‘assecondato’ il presidente della Rai, anzi il presidente della Commissione, Sergio Zavoli (che ha cercato in questi mesi una mediazione con gli esponenti politici per non oscurare l’informazione politica nella tv di Stato) ha finito per innervosirsi: “Basta con i rimpalli. Il regolamento non giustifica l’idea che si possa mettere la mordacchia alle trasmissioni di approfondimento politico. La Vigilanza aveva già battuto un colpo, chiedendo ai vertici dell’azienda di simulare con urgenza un palinsesto che salvasse i talk show“. E in questo non gli si può dar torto visto che è stato il CdA Rai a votare la cancellazione dei talk politici.

    Non mostra preoccupazione il direttore generale della Rai, Mauro Masi, che così risponde a quanti vedono nella cancellazione dei programmi di Vespa, Santoro, Paragone e Floris non solo una gravissima e scandalosa mancanza della Tv di Stato, ma anche un danno dal punto di vista economico: “La Rai non perde un euro, perché gli inserzionisti recupereranno con gli spazi pubblicitari in altri orari e l’azienda nel suo complesso stravince negli ascolti“. In più ha il coraggio (va detto) di affermare che non c’è una cancellazione in blocco dei programmi, visto che trasmissioni come Report e Parla con Me vanno regolarmente in onda: “Non è vero che sono stati sospesi tutti gli approfondimenti ma solo quelli in diretta che l’applicazione del regolamento rendeva impossibili: infatti Report va in onda, e così anche Parla con me e in radio Un giorno da pecora“. Lasciamo perdere…

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