Par Condicio, confermato il regolamento. Santoro: “Ci batteremo”

Par Condicio, confermato il regolamento. Santoro: “Ci batteremo”

Paolo Garimberti, presidente della Rai, ha deciso lasciare che il regolamento sulla campagna elettorale Rai venga applicato così come redatto da Marco Beltrandi (Radicali): che la politica si prenda le sue responsabilità

    Il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha deciso di non tentare alcuna mediazione tra la Commissione di Vigilanza Rai, cha ha approvato a maggioranza il regolamento per le trasmissioni Rai in vista della campagna elettorale delle prossime regionali, e il CdA, oppostosi nelle sue componenti di centrosinistra. Dettosi “profondamente deluso” dalle decisioni della politica, Garimberti esclama: “La Rai applicherà le norme approvate dalla commissione: si assumano dunque, tutte le responsabilità del caso“. “Ci batteremo con tutte le nostre forze per andare in onda” ha detto Michele Santoro in apertura di Annozero, nel video in alto.

    Paolo Garimberti, presidente della Rai, ha avuto mandato dal CdA per illustrare alla Commissione di Vigilanza Rai i punti critici del regolamento per la campagna elettorale Rai, che di fatto rende impossibili tutti i talk politici, approvato a maggioranza martedì sera. Ma Garimberti, amareggiato e deluso dalla sconsideratezza della politica che, come dice Floris, ha mostrato tutta la sua ingordigia facendo di un sol boccone editori, giornalisti e pubblico decidendo pure i palinsesti, ha deciso di non cercare una mediazione e di lasciare che il regolamento venga attuato così com’è. Per cui o Ballarò, Annozero, L’Ultima Parola decideranno di attenersi alle rigide regole che governano le tribune elettorali o verranno sostuite, anche in prima serata, dalle suddette tribune politiche.
    La Commissione, dunque, è chiamata dal Presidente Rai ad “assumersi tutte le responsabilità del caso“; se in quei giorni gli ascolti saranno dominati dalle reti Mediaset e ci sarà un (facilmente immginabile) calo degli introiti pubblicitari – aggravando così il già triste bilancio della Rai, sarà colpa della politica.

    Il sottotesto sembra essere: “Poi non venitevela a prendere con noi”.

    Michele Santoro, intanto, inneggia alla ‘resistenza’: “Ci batteremo con tutte le nostre forze per andare in onda” dice in apertura della puntata di ieri di Annozero. Ma sapendo bene che sarà praticamente impossibile andare in onda nel mese precedente alle elezioni regionali (previste per il 28 e 29 marzo) attendendosi alle regole delle tribune elettorali, invita il pubblico a non cambiare canale e a seguire la tv “per avere un’idea precisa di quello che intendono i partiti per buona televisione“. Ma vediamo come spiega e giustifica il regolamento stilato da Beltrandi, Pd di estrazione radicale appunto, Emma Bonino, ospite di Annozero.



    Se anche le opinioni devono essere regolamentate – stile bestemmia al Grande Fratello – ci domandiamo davvero dove stiamo andando a finire: il pluralismo dell’informazione è un valore da difendere ed è assurdo (a nostro avviso) che proprio in nome della garanzia del pluralismo si finisca per ‘zittire’ i programmi tv, di qualunque ‘area’ appartengano (e questa è un’anomalia tutta italiana). Siamo davvero curiosi di vedere gli ascolti delle tribune politiche, poi li confronteremo con la media dei talk di prima e seconda serata (solo ieri Annozero ha fatto il 18,74% di share). Noi vi lasciamo con Marco Travaglio.

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