Par Condicio: Annozero non molla

Par Condicio: Annozero non molla

Michele Santoro annuncia che Annozero andrà avanti anche senza politici: la Par Condicio Rai non lo terrà lontano dalla tv

    Non accennano a placarsi le polemiche sul regolamento della campagna elettorale Rai per le trasmissioni tv nel mese che precede le Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo prossimo. Martedì Ballarò si è occupato del caso Bertolaso, mentre questa volta tocca ad Annozero andare in onda in attesa che scatti il ‘blocco’ dei talk politici. Ma Michele Santoro non intende lasciare la prima serata alle tribune elettorali e lo comunica al direttore generale della Rai, Mauro Masi: “Annozero potrà comunque continuare ad andare in onda con cadenza settimanale senza politici“.

    Mentre il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, cerca una mediazione tra l’azienda e la politica in merito al discusso regolamento stilato da Marco Beltrandi (Radicali) e approvato dalla Vigilanza, Giovanni Floris e Michele Santoro non arretrano e dichiarano di essere pronti ad andare in onda anche senza politici.

    Lo dice chiaramente Santoro in una lettera al DG della Rai, Mauro Masi: “Annozero potrà comunque continuare ad andare in onda con cadenza settimanale senza politici, anche in giorni diversi dalla sua normale programmazione, per il periodo indicato, con obiettività, completezza e imparzialità. Naturalmente l’Azienda potrà assumere decisioni diverse da quelle da me prospettate assumendosene tutte le responsabilità” dice Santoro, che arriva a suggerire al direttore di non rispettare il regolamento, attendendosi solo alla legge sulla Par Condicio. Se poi dovessero arrivare sanzioni alla Rai, ci si rivolgerebbe alla Corte Costituzionale, che non potrebbe non rilevare l’incostituzionalità del regolamento Rai.

    Dubitiamo che Masi sfidi la politica in maniera così ‘spudorata’. Del resto il CdA Rai ha fatto sapere che l’Azienda non può ‘interpretare’ il regolamento ma deve applicarle, “come sta facendo e continuerà a fare“. “Il Consiglio di Amministrazione ha ribadito quindi che il regolamento incide negativamente sui palinsesti della concessionaria di Servizio Pubblico e rischia di creare una disparità tra l’informazione Rai e quella delle emittenti televisive private” si legge in un comunicato stampa.

    Il servizio pubblico non è di tutti, ma dei partiti – ha detto Giovanni Floris intervistato da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa – se sono i partiti a decidere gli ospiti, gli argomenti e i tempi io vengo invaso non dal pubblico ma dal partito”.

    Intanto, secondo Maurizio Gasparri, si è già creato un precedente: il reinserimento in palinsesto Rai (sabato prossimo) del documentario su Vittorio Bachelet, professore ucciso dalle Br nel 1980, in un primo tempo cancellato per Par Condicio perché apparie un’intervista al figlio di Bachelet, Giovanni, deputato del Pd.

    La scelta, dovuta anche a un intervento del capo dello Stato Giorgio Napolitano, “manda in archivio la non compianta legge sulla par condicio. E crea un precedente che consentirà a chiunque di far quel che vuole” dice Gasparri.

    Ma la Par Condicio sembra essere diventato un gas nervino: si insinua ovunque, anche al Festival di Sanremo. Inestamente ci sembra che sia stato superato anche il ridicolo.

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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