Par Condicio: Agcom sanziona Tg1, per Verro (CdA Rai) fa male i ‘conti’

Agcom sanziona Tg1 per la sovraesposizione del Premier Berlusconi e annuncia controlli giornalieri e sanzioni immediate per gli ultimi tre giorni di campagna elettorale

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    Tg1 Berlusconi Wojtyla

    L’Agcom ha valutato i tempi di parola e di notizia dedicati dai vari TG alle diverse forze politiche nell’arco della penultima settimana di campagna elettorale (1-7 maggio) – oggetto di diversi esposti da parte delle opposizioni – e ha sanzionato il Tg1 per 100.000 € per non aver dato seguito ai richiami al pluralismo e all’equilibrio già emessi a suo carico dall’Autorità. Per Antonio Verro, però, l’analisi dell’Agcom non tiene conto degli ultimi sostanziali avvenimenti, primi su tutti la guerra in Libia e la morte di Osama Bin Laden: insomma, ha ‘sbagliato i conti’.

    Dall’analisi dei dati della scorsa settimana, l’Agcom rileva ancora qualche squilibrio nel tempo dedicato alle varie forze politiche nei Tg italiani e chiede a gran voce un riequilibrio e una stretta osservanza dei tempi di notizia e di parola negli ultimi tre giorni di campagna elettorale.

    A scanso di ‘equivoci’, l’Agcom ricorda che “ai sensi dell’art. 1 della legge n. 515/93, a tutti i candidati, qualunque sia il ruolo istituzionale rivestito, non può essere dedicato un uso ingiustificato di riprese con presenza diretta e che, fino alla chiusura delle operazioni di voto, la loro presenza è ammessa solo nelle trasmissioni informative ricondotte sotto testata giornalistica“. Inoltre ‘chiarisce’ (qualora ce ne fosse bisogno) che “il tempo dedicato agli esponenti del Governo deve essere riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l’imparzialità dell’informazione” e che questa misura vale, in particolare, “per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale è anche capolista nelle elezioni comunali a Milano“.

    Data la delicatezza del momento, l’Agcom ha stabilito anche che “in via eccezionale e straordinaria” in questi ultimi tre giorni di campagna elettorale sarà attivo un monitoraggio giornaliero. “In caso di inottemperanza dell’ordine, tenuto conto dei richiami già rivolti, – precisa l’Agcom – saranno applicate, senza ulteriore preavviso, le sanzioni pecuniarie previste dalla legge, e inoltre le testate dovranno pubblicare un avviso recante l’informazione sull’avvenuta violazione e sulla conseguente sanzione“.

    Insomma, giorni duri per i Tg Mediaset, su cui pende il rischio di una procedura per ‘sostegno provilegiato’ (ovvero per conflitto d’interesse) e di un’ammenda di oltre 250.000 euro per ogni violazione riscontrata della Par Condicio, e per il Tg1, più ‘squilibrato’ dei Tg del Biscione, come nota Repubblica, e che ha ricevuto una sanzione di 100.000 €, comminata per non aver dato retta ai precendenti richiami. Per fare qualche numero, il tg di Augusto Minzolini ha dedicato al centrodestra (tra i minuti concessi al premier, al governo e ai partiti di maggioranza) circa il 70% del tempo dedicato all’informazione politica e solo al Premier ha concesso oltre 30′ tra lanci, servizi (che lo ritraggono spesso mentre arringa le folle) e dichiarazioni. Non c’è solo il tempo da ‘valutare’, ma anche il tipo di immagini, ma qui si va nel ‘qualitativo’, meno ‘oggettivo’ da valutare del dato quantitativo.

    Avvertimento anche per Sky Tg24, che sta procedendo a una serie di confronti diretti tra i candidati sindaco delle varie città coinvolte nella tornata elettorale, al quale si chiede di rispettare “il principio di effettiva parità di trattamento e di pari opportunità di ascolto e visibilità”.

    Ma torniamo in casa Rai: non ha tardato ad arrivare il commento del consigliere di maggioranza Rai Antonio Verro, sempre molto attivo nella produzione di comunicati stampa, in merito alla sanzione al Tg1. “Mi sembra che l’Autorità non abbia considerato i rilevanti avvenimenti di politica estera che hanno caratterizzato la prima settimana di maggio che, a quanto risulta, appare essere il periodo che ha determinato la decisione della sanzione” ha scritto in una nota Verro, che contesta, quindi, la decisione dell’Autorità Garante per le comunicazioni. “In quei giorni la morte di Bin Laden ha avuto una doverosa e ampia copertura informativa da parte del Tg1 e credo sia del tutto naturale, tra edizioni regolari e speciali, che in questa situazione il Governo e il Presidente del Consiglio abbiano avuto un congruo spazio per commentare notizie di tale rilevanza internazionale”. Eh, ma come la mettiamo, ad esempio, con l’intervista al Premier sulla beatificazione di Giovanni Paolo II andata in onda più volte al Tg1? La multa, intanto, è arrivata: faranno ricorso?