Par Condicio, Agcom boccia il blocco dei talk show

Par Condicio, Agcom boccia il blocco dei talk show

Agcom aprrova i regolamenti sulla Par Condicio per le Elezioni Amministrative del 15 e 16 maggio 2011, bocciando l'equiparazione di talk show e tribune politiche che paralizzò l'informazione politica nelle Regionali 2010

    Par condicio amministrative 2011

    Conto alla rovescia per l’inizio della Par Condicio in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio prossimo e ultime tensioni tra politica, Rai e organi di controllo. Un paio di giorni fa Lega Nord, Pdl e il gruppo dei Responsabili hanno tentato un blitz in Commissione Vigilanza Rai proponendo un emendamento alla bozza di regolamento presentata dal Presidente Sergio Zavoli che equiparasse i talk show politici alle tribune elettorali, cercando, quindi, di ripristinare il black-out dell’informazione politica in tv come accaduto l’anno scorso per le Regionali. Ma l’Agcom ha bocciato l’emendamento: talk show salvi?

    Non è facile districarsi ogni anno tra le norme della Par Condicio e i regolamenti ‘liberticidi’ approvati e applicati dalla Rai per la ‘corretta informazione’ in periodo elettorale. Mentre incombe ancora l’atto di indirizzo sul pluralismo informativo in Rai presentato da Alessio Butti e ancora oggetto di emendamenti, verifiche, correzioni e di un braccio di ferro politico (che vede la maggioranza intenzionata a limitare il peso dei conduttori meno graditi, come Floris e Santoro), ora Viale Mazzini è presa dai regolamenti sulla Par Condicio.

    Sembra che questa volta non la maggioranza non sia riuscita a imporre lo scandaloso blocco dei talk show che caratterizzò il periodo pre-elezioni regionali del 2010: gli esponenti di Pdl, Lega e Responsabili hanno (ri)tentato il colpaccio (andato a segno l’anno scorso), cercando di far passare un emendamento in questa direzione alla bozza di regolamento presentata dal presidente della Commissione Vigilanza Rai, Sergio Zavoli che invece ha previsto di affidare alle testate regionali i programmi di comunicazione politica per via della frammentazione del voto. Obbligare per estensione i talk show a rispettare la regola di spazi uguali per tutti per i candidati sindaci o presidenti provinciali avrebbe di fatto costretto i talk show a chiudere per l’impossibilità di garantire un ‘legale’ svolgimento della trasmissione.

    Se Michele Santoro ha immediatamente classificato il tentato blitz della maggioranza come “liberticida” il più serafico Floris si è limitato a sottolineare come già lo scorso anno il Tar aveva dichiarato inaccettabile l’equiparazione dei Talk alle tribune elettorali e che “perseverare sarebbe stato diabolico“. E infatti l’Agcom ha bocciato l’emendamento approvando ieri il regolamento per la Par Condicio con la distinzione tra ‘programmi di informazione’ (talk show) e ‘comunicazione politica radiotelevisiva’ (tribune): “Illegittima l’applicazione ai primi della disciplina sulla par condicio prevista per la comunicazione politica” scrive l’Agcom.

    I talk show, quindi, potrebbero salvarsi: attendiamo sviluppi dell’ultim’ora.

    483

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI