Paolo Villaggio, da Fantozzi a Fracchia i film più famosi dell’attore genovese

Paolo Villaggio è morto, ma ci lascia in eredità più di 70 film: tra le sue opere più famose i film su Fantozzi e Fracchia, Le comiche con Renato Pozzetto, ma anche pellicole d'autore girate con Fellini, Monicelli, Lina Wertmüller a Ermanno Olmi, con interpretazioni che gli sono valse premi e riconoscimenti. I dieci film sul ragioner Ugo Fantozzi hanno fatto ridere e riflettere intere generazioni.

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    Paolo Villaggio, da Fantozzi a Fracchia i film più famosi dell’attore genovese

    Paolo Villaggio è morto la mattina del 3 luglio 2017 a Roma, all’età di 84 anni. L’attore genovese ci lascia in eredità oltre 70 pellicole, che spaziano dal cinema d’autore – da Fellini a Monicelli – alla comicità grottesca e dissacrante dei film su Fantozzi e Fracchia, che gli hanno regalato popolarità a partire dai primi anni settanta e per quasi mezzo secolo.

    Diventato famosissimo grazie ai film sul ragioner Ugo Fantozzi, trasposizione cinematografica dei suoi libri, Paolo Villaggio inizia la sua carriera cinematografica alla fine degli anni sessanta, instaurando fin da subito una proficua collaborazione con Vittorio Gassman. A partire dal 1975, grazie al primo Fantozzi, per Villaggio arriva il successo che viene poi replicato con i film su Fracchia. Ma il cinema d’autore non per questo lo disdegna: da Fellini a Mario Monicelli, da Lina Wertmüller a Ermanno Olmi, sono solo alcuni dei registi che lo scelgono come protagonista delle loro pellicole, per interpretazioni che gli valgono premi e riconoscimenti.

    Paolo Villaggio: i film su Fantozzi e il successo

    È il 1975 quando sul grande schermo arriva Fantozzi, il primo dei dieci film nati dalla trasposizione cinematografica dei successi letterari di Paolo Villaggio. L’attore genovese porta in scena una vera e propria ‘maschera’, un personaggio grottesco nella sua comicità esasperata, che sarà la fortuna del film.

    A contribuire al successo del primo Fantozzi, un cast indimenticabile: da Gigi Reder nella parte dell’imbranato ragionier Filini a Anna Mazzamauro nei panni della signorina Silvani, da Liù Bosisio nella parte di Pina Fantozzi (sostituita poi da Milena Vukotic) a Plinio Fernando nelle vesti della figlia del ragionere, Mariangela. La regia è affidata a Luciano Salce, che un anno dopo curerà la regia anche de Il secondo tragico Fantozzi.

    Nel 1980, dopo quattro anni di assenza, Fantozzi torna al cinema con ‘Fantozzi contro tutti’, a cui poi seguono ‘Fantozzi subisce ancora’ nel 1983, ‘Superfantozzi’ nel 1986, Fantozzi va in pensione’ nel 1988, ‘Fantozzi alla riscossa’ nel 1990, ‘Fantozzi in paradiso’ (1993) e ‘Fantozzi – Il ritorno’ (1996), tutti per la regia di Neri Parenti. A chiudere il ciclo, ‘Fantozzi 2000 – La clonazione’ nel 1999, regia di Domenico Saverni.

    Paolo Villaggio e i film su Fracchia

    A partire dal 1981, Paolo Villaggio alterna i film su Fantozzi ai film su Fracchia, altro suo personaggio di successo nato nel 1975 per la tv e poi pensato per il cinema. Il timido e complessato ragioner Giandomenico Fracchia non è molto diverso dal caro Fantozzi e già questo è garanzia di successo.

    ‘Fracchia la belva umana’ è il primo film sul ragioner Giandomenico, a cui segue nel 1985 ‘Fracchia contro Dracula’, entrambi con la regia di Neri Parenti.

    Paolo Villaggio e Le comiche, insieme a Renato Pozzetto

    Dal 1990 al 1994, con i film ‘Le comiche’, ‘Le comiche 2′ e ‘Le nuove comiche’, Paolo Villaggio e Renato Pozzetto portano avanti una fortunata collaborazione professionale. Le tre pellicole, sempre dirette da Neri Parenti, riscuotono un grande successo di pubblico.

    Paolo Villaggio e il cinema d’autore: da Fellini a Lina Wertmüller, da Monicelli a Olmi

    Paolo Villaggio si divide tra film comici e film d’autore. È del 1989 il film La voce della Luna, ultima fatica professionale di Federico Fellini, che sceglie Roberto Benigni e Paolo Villaggio come protagonisti.

    ‘Benigni e Villaggio sono due ricchezze ignorate e trascurate. Ignorarne il potenziale mi sembra una delle tante colpe che si possono imputare ai nostri produttori’, così rispondeva Fellini alla critica che gli chiedeva il perché della scelta dei due attori. E aveva ragione: il film permette a Paolo Villaggio di ricevere il primo David di Donatello, come migliore attore.

    Nel 1992 Lina Wertmüller sceglie Paolo Villaggio come protagonista di ‘Io speriamo che me la cavo’, tratto dall’omonimo bestseller di Marcello D’Orta che raccoglie temi scolastici di una terza elementare della provincia di Napoli. Villaggio è il maestro Marco Tullio Sperelli, arrivato per sbaglio in una scuola del sud Italia. La sua interpretazione magistrale diverte e commuove, e mostra un lato inedito dell’attore genovese.

    Con il film ‘Il segreto del bosco vecchio’, di Ermanno Olmi, Paolo Villaggio vince il Nastro d’argento, come migliore attore. Mario Monicelli lo sceglie ancora nel 1994 per la pellicola ‘Cari fottutissimi amici’, dopo la collaborazione del 1970 per ‘Brancaleone alle crociate’.