Paolo Bonolis spiega il suo Sanremo 2009

Paolo Bonolis spiega il suo Sanremo 2009

Paolo Bonolis, al quale ancora manca l'ufficialità del contratto, parla in maniera ufficiosa del Festival di Sanremo 2009

    Delle ‘innovazioni’ introdotte da Paolo Bonolis per il Festival di Sanremo 2009 abbiamo parlato più volte: cancellato il DopoFestival (una delle principali cause di scontro per il rinnovo della convenzione tra Rai e Comune di Sanremo), torna la gara ad eliminazione tra big. “Il Festival non è vecchio – dice il conduttore in pectore - va collegato alla contemporaneità”.

    Paolo Bonolis non è ancora ufficialmente il conduttore di Sanremo 2009: la mancanza di una firma ufficiale sulla convenzione che regola la kermesse tra Rai e Comune di Sanremo impedisce, come detto, la firma del contratto da un milione di Euro che gli è stato proposto e rende lo stesso Festival ancora a rischio. In ogni caso si sta già, ovviamente, lavorando all’edizione 2009: pare che le trattative con gli ospiti, stranieri e italiani, siano già a buon punto – anche se Bonolis, chiaramente, non si sbilancia – e di fatto sono già state annunciate le date.

    Come detto il Festival si terrà dal 17 al 21 febbraio: come spiega il potenziale conduttore, l’anticipazione delle date è dovuta a precise esigenze di palinsesto, visto che nella settimana successiva la Rai ha in programma delle partite di calcio internazionali e non vuole interrompere il Festival, cosa successa già l’anno scorso. Si sovrapporrà, invece, alla cerimonia degli Oscar, ma Bonolis non ne teme la concorrenza. In realtà il Festival potrebbe esserne ‘disturbato’ solo se Gomorra dovesse conquistare la nomination come miglior film straniero, ma è presto per pensarci. “E in fin dei conti – dice Bonolis con notevole fair play – sarei anche contento di perdere qualche punto di ascolto al Festival se Gomorra vincesse e contribuisse a far conoscere un tema criptato come quello della camorra”.

    Già, gli ascolti, da tempo vera angoscia per i conduttori del Festival. L’ultimo successo fu raccolto proprio da Bonolis nel 2005: da allora il Festival è stato oggetto di furiose critiche (che in realtà l’accompagnano da circa un trentennio) per la ‘noia’ delle cinque serate di gara allungata con siparietti non sempre brillanti, ospiti fuori luogo, per la vecchiaia della sua formula rimasta alle glorie degli anni Cinquanta. Bonolis ovviamente non ci sta e difende a spada tratta la sua ‘creatura’: “Sanremo non è un programma vecchio.

    Racconta la cultura popolare, solo che va fatto collegandolo alla contemporaneità. Si deve continuare a raccontare la tradizione, ma nell’evoluzione che ha avuto. E’ una festa di canzoni, si organizzerà uno spettacolo per far star bene chi vuole guardarlo. La carta vincente è la trasversalità, abbinando ospiti prestigiosi, la musicalità dello spettacolo, l’eleganza della confezione, il gusto”.
    Bonolis ci crede nella possibilità di fare un ‘nuovo’ Festival: del resto ne sono convinti tutti i direttori artistici/conduttori, anno dopo anno. Tra le sue ‘novità’ di certo c’è l’abolizione del DopoFestival: proprio questa sua decisione è alla base di una querelle tra Comune, che vuole comunque utilizzare il Casinò, e la Rai, che vuole risparmiare. Da qui la possibilità di spostarvi Porta a Porta o Affari Tuoi.
    Per altre anticipazioni dovremo aspettare la firma della convenzione che dovrebbe arrivare a giorni. Vedremo.

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